Schede

Benzodiazepine

Le benzodiazepine sono largamente utilizzate in medicina per la cura dell’ansia e dell’insonnia. Sono sostanze sintetiche che agiscono come depressori del sistema nervoso centrale. Il clordiazepossido fu il primo ad essere sintetizzato nel 1957 ed venne introdotto in medicina nel 1961. Le benzodiazepine sono sotto controllo internazionale.

Presentazione

Si presentano in forma di compresse, capsule, fiale da iniettare (es. diazepam, lorazepam, midazolam) ed infine supposte.

Modalità d’uso

In generale, le benzodiazepine vengono ingerite sotto forma di compresse, ma possono essere anche assunte per via iniettiva per fini medici e non; si hanno inoltre segnalazioni di un loro abuso intranasale (sniffare).

Effetti psicoattivi

Le benzodiazepine appartengono al gruppo dei depressori del sistema nervoso centrale, che inducono sensazioni di calma (ansiolitici), stordimento e sonno. Agiscono, facilitando il legame del neurotrasmettitore inibitorio (GABA) su diversi ricettori GABA in tutto il sistema nervoso centrale. Rispetto a droghe di più recente diffusione, come i barbiturici,  le benzodiazepine hanno meno probabilità di portare alla depressione, potenzialmente fatale, del sistema nervoso centrale e, di conseguenza sono ampiamente utilizzate in medicina per curare l’ansia (ansiolitici) e l’insonnia (sedativi/ipnotici), nonché altre condizioni psicologiche come gli attacchi ed i disturbi di panico. Non c’è una netta distinzione tra ansiolitici ed ipnotici, dal momento che la maggioranza degli ansiolitici induce il sonno,  se presi di sera,  e la maggior parte degli ipnotici ha un effetto sedativo se presi di giorno.

Conseguenze per la salute a breve termine

L’emivita varia tra i soggetti ed i più anziani tendono a smaltire queste droghe molto più lentamente, con la conseguenza di essere maggiormente soggetti agli effetti collaterali, tra i quali  stordimento, atassia, confusione mentale, giudizio alterato e amnesia anterograda. Si registra un aumento significativamente crescente di rischio di reazioni avverse nei soggetti più anziani come cadute, diminuzione della funzione cognitiva,  guida alterata, quest’ultima non limitata solo a questa categoria di persone. Secondo alcuni studi europei, a parte l’alcol, le benzodiazepine, insieme alla cannabis, sono le sostanze psicoattive prevalenti tra la popolazione che guida. Studi sperimentali dimostrano che queste droghe alterano la capacità di guida e, associate all’alcol, fanno aumentare significativamente il rischio di essere coinvolti o causare incidenti stradali.

Danni alla salute nel lungo periodo

L’intossicazione da benziodiazepine può essere associata a disinibizione nel comportamento, che conduce potenzialmente a comportamenti ostili o aggressivi. L’uso combinato di alcol e benzodiazepine aumenta anche il rischio di un’overdose fatale perché entrambi agiscono come depressori del sistema nervoso centrale. Un’interazione fatale simile può verificarsi quando si assumono oppiacei e benzodiazepine, come parte di uno schema di poliassunzione. Un numero significativo di consumatori problematici, ingeriscono, “sniffano” o iniettano alte dosi di benzodiazepine per accrescere gli effetti euforizzanti degli oppiacei e minimizzare gli effetti spiacevoli degli psicostimolanti. Il rapporto annuale dell’OEDT sullo stato del problema droga in Europa evidenzia che l’uso concomitante di benzodiazepine ed oppiacei è uno dei fattori di maggior rischio nei casi di morte per droga. C’è anche il rischio di sviluppare una dipendenza incrociata rispetto alle benzodiazepine. I segni ed i sintomi di astinenza possono essere classificati come maggiori o minori, alla stregua di quelli della sindrome da alcol. Secondo detta classificazione, tra i sintomi minori figurano ansia, insonnia e incubi. Tra i sintomi maggiori si registrano disturbi percettivi, psicosi, iperpiressia e convulsioni che mettono a rischio la vita.

Il Flunitrazepam (Rohypnol®) è, secondo i rapporti dei media, la benzodiazepina maggiormente legata alle aggressioni sessuali facilitate dalla droga e viene chiamata ancora più comunemente la “droga dello stupro”. Studi tossicologici forensi evidenziano che soltanto una piccola percentuale di dette aggressioni coinvolge in effetti il Flunitrazepam. Alcuni studi riportati nella scheda dati tecnica sulle aggressioni sessuali facilitate da droga e alcol (OEDT 2008) suggeriscono che in detti casi  l’alcol e le benzodiazepine sono un problema sottovalutato. Altri studi hanno evidenziato un uso “celato” di benzodiazepine per agevolare i furti. Le analisi forensi non riescono a distinguere in maniera inequivocabile tra “l’aggiunta” deliberatamente nascosta nei drink e l’uso volontario o dietro prescrizione di benzodiazepine, tuttavia alcune forme di analisi del capello riescono a distinguere l’assunzione regolare a lungo termine dalla singola ingestione.

Uso in medicina

A livello medico, le benzodiazepine dovrebbero essere utilizzate soltanto come rimedio a breve termine per l’ansia e l’insonnia grave e inabilitante, in quanto  tolleranza e dipendenza possono sopraggiungere anche dopo settimane dal momento in cui si è iniziato ad usarle.

Controllo internazionale

Trentatre benzodiazepine sono state incluse nella Tabella IV della Convenzione delle Nazioni Unite sulle sostanze psicotrope del 1971 (Tabella 1). Midazolam (1990) e brotizolam (1995) sono stati successivamente aggiunti al programma. Nel 1995, il flunitrazepam (CAS 1622-62-4) fu trasferito dalla Tabella IV alla Tabella III perché l’International Narcotics Control Board (INCB) affermò che si trattava di una delle benzodiazepine più usate impropriamente e per la sua frequente deviazione nel mercato illecito. Il fenazepam (CAS 51753-57-2), utilizzato nella pratica medica in alcuni paesi al di fuori dell’Unione Europea, non è previsto nella Convenzione delle Nazioni Unite sulle sostanze psicotrope del 1971.

Stato legale in Italia

Le benzodiazepine sono annotate nella Tabella IV delle sostanze stupefacenti e nella Tabella dei Medicinali, Sez. D, di cui al D.P.R. n. 309/90.

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