Category "Operazioni antidroga"

 

Il 28 novembre scorso, a  conclusione dell’ operazione  Casper, la  Squadra Mobile di Bologna ha eseguito 15 ordinanze di custodia cautelare in carcere, per associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti.  L’attività,  avviata e condotta  dal marzo 2018 dagli investigatori della Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Bologna, diretta dalla Procura della Repubblica – D.D.A. di quella città, coordinata da questa  Direzione Centrale Antidroga e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, ha consentito di ricostruire le rotte del narcotraffico dal Belgio e dall’Albania.

L’organizzazione criminale indagata curava nei minimi dettagli l’importazione della cocaina, pianificando le varie fasi del traffico ed utilizzando  corrieri che trasportavano la droga a bordo di autovetture modificate . 

Per comunicare tra loro, i trafficanti  ed i vari segmenti della catena di distribuzione dello stupefacente, utilizzavano un particolare e collaudato  linguaggio criptato che gli operatori della Polizia di Stato sono riusciti  a decifrare.  Gli appuntamenti  per organizzare l’importazione e lo spaccio della droga venivano fissati durante  gli incontri, mentre  poche e rapide erano le comunicazioni per telefono.

Il coordinamento della D.C.S.A. all’operazione  si è sviluppato, in particolare, nel contributo di tipo informativo, economico e nel supporto operativo alle attività tecniche dell’indagine.

       

 Anche grazie all’attività informativa, di segnalazione e coordinamento della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, lunedi 11 novembre scorso, i carabinieri del R.O.S. e del Comando provinciale di Reggio Calabria, unitamente ai finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza, con il supporto dei funzionari dell’Agenzia delle Dogane di Gioia Tauro e il concorso operativo di funzionari Europol hanno sequestrato 1.176 KG di cocaina, occultata in 144 imballi, celati in un container refrigerato adibito al trasporto di banane.

Il container, proveniente dal Sud America e sbarcato a Gioia Tauro, era destinato in Germania. Si tratta di uno dei sequestri più ingenti mai effettuati nel territorio nazionale: la cocaina, purissima, una volta tagliata ed immessa sul mercato, avrebbe fruttato oltre 250 milioni di euro ai trafficanti.

L’importante risultato è frutto dello sforzo congiunto e sinergico di più componenti operative, attive nel contrasto ai grandi traffici di sostanze stupefacenti: da una parte le risultanze della cooperazione internazionale di polizia assicurata dall’ Arma dei Carabinieri, grazie al supporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga ed Europol; dall’altra una convergente e approfondita analisi di rischio effettuata dalla Guardia di Finanza e dai funzionari doganali sull’intero carico trasportato dalla portacontainer in arrivo allo scalo portuale di Gioia Tauro nella notte di sabato scorso, a seguito della quale è stato enucleato un ristretto numero di box per i quali veniva riconosciuto un possibile rischio di contaminazione.

In tutte le fasi, le operazioni sono state eseguite in perfetta sinergia con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane di Gioia Tauro. Gli operatori hanno infatti scoperto l’ingente quantitativo di droga a seguito di scansione radiogena eseguita mediante le sofisticate attrezzature in dotazione all’Agenzia delle Dogane.

L’attività, coordinata dalla locale  Direzione Distrettuale Antimafia,  diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, e favorita dalla collaborazione, anche a livello internazionale, tra le forze in campo nel contrasto al narcotraffico, ha confermato la centralità della piana e del porto di Gioia Tauro, quale nodo di transito prioritario per i grandi traffici di cocaina, in linea con gli esiti di pregresse indagini condotte dall’Arma dei Carabinieri e dalla Guardia di Finanza nei confronti di sodalizi di matrice ‘ndranghetistica, sistematicamente attivi nel traffico internazionale di cocaina. Nel porto di Gioia Tauro, infatti, solo negli ultimi 12 mesi, sono state sequestrate 2, 5 tonnellate di cocaina.

Il sequestro si inserisce nell’ambito della vasta attività di contrasto al narcotraffico svolta dalle FF.PP. a livello nazionale ed internazionale, costantemente coordinata e supportata dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.

Stamattina, a Viareggio, la Squadra Mobile di Lucca ed il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, coadiuvati dal Commissariato P.S. di Viareggio, con il supporto della Direzione Centrale per Servizi Antidroga, hanno concluso l’operazione antidroga “PUSHER 2019” con l’esecuzione di 10 arresti di soggetti magrebini, responsabili di spaccio di cocaina e hashish consumato a Viareggio nella Pineta di Ponente. L’attività delittuosa contestata a 4 indagati è anche aggravata per il concorso con un minorenne.  

L’indagine “PUSHER 2019”, avviata nel maggio scorso dalla Polizia di Stato di Lucca, Viareggio e lo S.C.O. di Roma, diretta dalla Procura della Repubblica di Lucca e con il supporto della Direzione Centrale per Servizi Antidroga si è sviluppata nei confronti di tre distinti gruppi di spacciatori di nazionalità marocchina, attivi nella pineta viareggina. La vendita al dettaglio dello stupefacente, nascosto tra la fitta vegetazione od interrato tra gli alberi della pineta, avveniva in pieno giorno, pur in presenza dei numerosi frequentatori dell’area verde, anche giovanissimi.

L’indagine “PUSHER 2019” è lo sviluppo della precedente operazione antidroga “Souk 2018”, condotta dagli stessi Uffici, sempre con il supporto della Direzione Centrale per Servizi Antidroga, conclusa nel dicembre 2018 con l’arresto di 25 magrebini, responsabili di spaccio di cocaina, eroina,   marijuana e  hashish che si svolgeva nelle pinete e sul lungomare di Viareggio.

L’operazione conclusa oggi, come analoghe attività investigative della Polizia di Stato, aderisce al progetto “PUSHER 3 -PIAZZA PULITA”, che ha rilanciato l’impiego di operatori sotto copertura per l’acquisto di droga, ritardando l’arresto degli spacciatori responsabili della cessione, al fine di acquisire ulteriori elementi investigativi.

Nel corso dell’attività investigativa “PUSHER 2019” la D.C.S.A. ha fornito il proprio sostanziale supporto, sia come coordinamento info-operativo, che sotto forma di contributo tecnico ed economico.

 

 

A partire dalla mattinata di ieri 18 settembre e fino alla giornata odierna, i finanzieri del G.I.C.O. (Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria- Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trento, a  conclusione dell’operazione antidroga “CARTHAGO, hanno dato esecuzione a 7 misure di custodia cautelare in carcere disposte dall’A.G. di Trento ed  effettuato 15 perquisizioni domiciliari, nei confronti dei componenti di due associazioni criminali di narcotrafficanti, radicate sia a  Nord che nel  Sud Italia e con ampie ramificazioni all’estero.

Le indagini, avviate nel 2016, dirette dalla Procura Distrettuale- D.D.A. di Trento e coordinate e supportate da questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, hanno svelato una vasta rete  di traffico internazionale di stupefacenti, tra Marocco,  Spagna ,Olanda, Svizzera ed Italia, gestita da gruppi criminali attivi in Italia ed all’estero. Proprio per sgominare la rete criminale si è rivelata  fondamentale l’attività investigativa transnazionale sviluppata dalla Guardia di finanza di Trento, con  la collaborazione dello  S.C.I.C.O. (Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata) e del  Comando Generale della Guardia di Finanza e di questa D.C.S.A..

Questa Direzione Centrale, infatti, ha collaborato all’indagine CARTHAGO, con l’attività di  coordinamento info-operativo- nazionale ed internazionale- facilitando l’interscambio informativo con le polizie antidroga olandese, spagnola e marocchina, queste ultime attivate mediante i propri Esperti per la Sicurezza,  presenti a Madrid e Rabat;  la DCSA ha, inoltre, fornito un supporto tecnico-economico all’attività antidroga.

L’attività investigativa ha, così, portato all’individuazione due sodalizi criminali composti, prevalentemente, da soggetti di origine maghrebina ed italiana, stabilmente radicati in Trentino-Alto Adige, Lombardia, Basilicata, Campania e Puglia, che si ripartivano i locali mercati dello spaccio. Il primo  gruppo, localizzato in nord Italia, si riforniva in Spagna, Olanda e Svizzera di hashish e cocaina distribuita, periodicamente, nelle piazze di spaccio di Trento e Bolzano da pusher, in maggioranza tunisini e marocchini, attivi nei parchi cittadini dei centri storici, in prossimità di istituti scolastici ed anche in alcune località turistiche di alta montagna. Il secondo sodalizio localizzato in Basilicata e Puglia, composto da esponenti della malavita di Cerignola (FG) appartenenti alla c.d. “quarta mafia foggiana”, in accordo con esponenti di un clan camorristico di Torre Annunziata (NA), importava ingenti quantità di hashish e cocaina direttamente dal Marocco e dalla Spagna, per poi destinarli alla distribuzione sul territorio nazionale, compresa la provincia di Trento.

In data odierna,  presso la Procura della Repubblica di Trento, si è tenuta la conferenza stampa illustrativa dei rilevanti risultati dell’attività antidroga CARTHAGO; all’evento mediatico, presieduto dal Procuratore della Repubblica  presso il Tribunale di Trento, ha partecipato questa Direzione Centrale, oltre ai Comandanti Provinciale, del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e  del G.I.C.O.  della Guardia di Finanza  di Trento. Durante la conferenza stampa  stati resi noti i risultati complessivi dell’indagine che, partendo dallo spaccio svolto nelle piazze di Trento e Bolzano ha riscostruito la complessa filiera criminale che organizzava il vasto traffico di droga; l’attività investigativa, che ha  sgominato un vasto traffico internazionale, ha consentito di indagare 73 narcotrafficanti, fra i quali esponenti della camorra e della  c.d.“quarta mafia foggiana”, di effettuare 19 arresti in varie località d’Italia e all’estero – 7 misure cautelari e  12 in flagranza, durante le indagini- e di sequestrare, complessivamente, oltre 1 tonnellata di hashish, 2 kg di cocaina , 5 automezzi utilizzati per il trasporto della droga e 20.000,00 euro in contanti. In quella sede sono stati anche  forniti i dettagli degli arresti appena eseguiti, tra cui spicca la cattura nei confronti di un indagato affiliato ad un clan camorristico di Torre Annunziata –NA-rintracciato in una casa popolare, responsabile dell’importazione, in collaborazione con un importante narcotrafficante marocchino, di svariate tonnellate di hashish.   

Durante la stessa conferenza stampa, è stato dato ampio rilievo all’attività di coordinamento  info-operativo svolto da questa Direzione Centrale nell’ambito dell’Operazione CARTHAGO,   attuato anche mediante l’attivazione e la collaborazione delle polizie estere ed il supporto tecnico- economico fornito. 

           

 

 

Lo scorso 16 settembre, a conclusione delle operazioni “ASTICE” e “PETRUS” i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Latina, in collaborazione con la polizia penitenziaria di Latina ed il supporto tecnico del R.O.S. di Roma hanno eseguito 34 misure cautelari – 30 custodie in carcere e 4 arresti domiciliari – per detenzione illegale e spaccio aggravato di stupefacenti, corruzione, falso ideologico e truffa aggravati, ricettazione e reati in materia di armi.

Le indagini, avviate nel 2017 dirette dall’autorità giudiziaria di Latina e svolte con la collaborazione di questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, hanno disarticolato un sodalizio criminale che gestiva un vasto traffico di stupefacenti nel carcere di Latina e nell’hinterland della città e Comuni limitrofi. Il gruppo criminale indagato aveva costituito, grazie alla corruzione di due operatori della polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Latina, un agevolato sistema di comunicazioni dei detenuti verso l’esterno di fornitura dello stupefacente -e di cibi prelibati come astici – nel carcere.

Le attività investigative hanno individuato “i canali” del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti sia fuori che dentro il carcere e, oltre alle 34 misure cautelari eseguite, hanno portato all’arresto in flagranza di 10 persone, al sequestro complessivo di 1, 2 kg di cocaina, 2,7 kg di marijuana, 10 gr di hashish e circa 23.000 euro ed al recupero di un’arma provento di furto.

                                  

 

Il 22 agosto scorso, la Squadra Mobile di Grosseto a conclusione dell’operazione “BLU MAREMMA” ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere ed un’ordinanza di divieto di dimora nella Regione Toscana – con la collaborazione delle omologhe di Brescia e Monza Brianza, del Reparto Prevenzione Crimine Toscana e di una unità cinofila della Guardia di Finanza di Grosseto-, mentre sono ancora ricercati quattro cittadini del Marocco (tre destinatari della custodia cautelare in carcere ed uno del divieto di dimora).   Le complessive dieci misure cautelari nei confronti di cittadini marocchini , sono state emesse dalla locale Autorità Giudiziaria, all’esito di indagini avviate nell’anno 2016 dalla Squadra Mobile, con il raccordo investigativo della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, nei confronti di una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e hashish, posta in essere nel capoluogo maremmano ed in provincia.

La D.C.S.A. ha fornito il coordinamento investigativo ed il supporto, anche  “materiale”,  all’attività   BLU MAREMMA”  sviluppata dalla Polizia di Stato di Grosseto. Le indagini hanno consentito di raccogliere elementi probatori nei confronti di  15 indagati marocchini,  responsabili di  spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, ricostruendo lo sviluppo delle attività illecite realizzate  da gennaio 2015 ad aprile 2018 e consistenti in numerose cessioni di hashish per quantitativi anche pari ad un kg a settimana, oltre ad una continua attività di vendita al dettaglio di hashish e di cocaina. Durante l’attività antidroga sono stati sequestrati complessivamente 6,5 Kg. di hashish e 15,6 grammi di cocaina ed arrestate quattro persone in flagranza , trovate in possesso di stupefacente ceduto da soggetti magrebini ed un ulteriore soggetto del Marocco, fermato mentre cercava di  trasportare 3 Kg di hashish fuori provincia.

L’operazione “BLU MAREMMA”  ha permesso,  inoltre, di individuare depositi di sostanza stupefacente occultata  sotto terra e sotto il pietrisco della massicciata ferroviaria della linea tirrenica.

In data odierna, la Polizia di Stato di Lecce, a conclusione dell’ operazione antidroga “MOVIDA”, ha eseguito in quella provincia il ritardato arresto di 13 italiani ed 1 marocchino, alcuni dei quali connessi ai clan della criminalità organizzata locale, ritenuti responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina.

 

 

 

 

L’attività investigativa, avviata lo scorso mese di luglio scorso dalla Squadra Mobile di Lecce, in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato – S. C. O., diretta dalla Direzione distrettuale Antimafia, con il contributo della Direzione Centrale per Servizi Antidroga e del Servizio Polizia Scientifica, grazie all’utilizzo di speciali tecniche investigative, ha permesso di individuare 14 soggetti responsabili della vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti.  L’attività di spaccio si svolgeva sia nel centro cittadino che in diverse località balneari della provincia, anche all’interno di rinomate discoteche, per le quali la Questura ha avviato i procedimenti amministrativi finalizzati alla chiusura. L’indagine si è sviluppata con l’intervento di operatori undercover e con l’ausilio di telecamere nascoste, che hanno consentito di disvelare e documentare la fitta rete di spaccio presente in 4 locali notturni.

 

In tale ambito, la D.C.S.A. ha fornito il proprio contributo alla realizzazione dell’operazione, con il supporto informativo ed economico.

L’ indagine “MOVIDA” rientra nell’ambito di un ampio progetto della Polizia di Stato di contrasto allo spaccio di stupefacenti sul territorio, condiviso dalla D.C.S.A., denominato “PUSHER 3 – PIAZZA PULITA”, che ha rilanciato l’impiego di operatori sotto copertura per l’acquisto di droga, consentendo l’arresto ritardato degli spacciatori.

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, nel contesto del coordinamento e supporto forniti alle diverse operazioni antidroga delle Forze di polizia nazionali, mette a disposizione il proprio contributo,sia alle attività di contrasto al narcotraffico internazionale, che alle indagini svolte nei confronti delle varie forme di spaccio di sostanze stupefacenti, quali l’operazione “MOVIDA”.

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga ha coordinato l’operazione MIXTUS”, condotta in maniera congiunta dalla Guardia di Finanza di Pavia e dai Carabinieri di Ivrea-Torino, conclusa il 25 luglio scorso, a Trezzano Sul Naviglio- Milano, con il sequestro di circa 8 Kg di cocaina (poco più di 1kg allo stato solido ed in polvere e quasi 7 kg allo stato liquido), oltre a solventi ed attrezzature per l’estrazione e la raffinazione della sostanza stupefacente e con l’arresto dei 5 responsabili – 4 peruviani ed 1 italiano-. L’attività investigativa, iniziata nel settembre 2018, alla quale ha contribuito la DCSA fornendo il coordinamento operativo nazionale ed il supporto informativo proveniente dal collaterale peruviano, anche attraverso il proprio Esperto per la Sicurezza in Colombia, ha permesso di interrompere un vasto traffico internazionale di cocaina tra il Perù e l’Italia, destinata ai mercati milanese e piemontese. L’importazione dello stupefacente avveniva attraverso la sua “fissazione” su pagine e copertine di libri e riviste e con la successiva estrazione e raffinazione, in un laboratorio clandestino, ricavato in un’autocarrozzeria abusiva, grazie ad un complice con mansioni di “chimico”. I soggetti arrestati, tutti pregiudicati, sono stati colti in flagranza dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri, proprio nel “laboratorio chimico” predisposto per l’estrazione della cocaina “intrisa” nelle copertine; uno dei trafficanti, appartenente ad un’organizzazione di volontariato, aveva occultato gli strumenti per la raffinazione della cocaina su un’autoambulanza di proprietà della onlus, risultata completamente estranea ai fatti.

L’operazione antidroga MIXTUS si inserisce nell’ambito della vasta e costante attività di contrasto al narcotraffico svolta dalle FF.PP. nazionali, coordinata e supportata dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.

 

 

Nel contesto del coordinamento info-operativo  e del supporto  della DCSA alle attività di contrasto al traffico internazionale di stupefacenti,  effettuato in particolare per via marittima, si evidenzia l’ Operazione Libeccio International –  dal 2015 indagine congiunta  e sviluppata anche in ambito Europol, tra Italia, Francia  OCRTISCeCLAD-M, Spagna, MAOC-N, Grecia e, di volta in volta, altri Paesi interessati.

Questa sinergica  cooperazione  info-investigativa internazionale,  in Italia coordinata dalla DCSA e condotta dalla Guardia di Finanza, sviluppata anche attraverso lo strumento dell’art. 17 della  Convenzione delle Nazioni Unite contro il Traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope, sottoscritta a Vienna nel 1988  (richiesta di autorizzazione  allo Stato di bandiera ad effettuare le attività di polizia necessarie a bordo della nave in acque  internazionali  e le operazioni successive,  Autorità nazionale per l’Italia  è la DCSA), ha fatto registrare  importanti risultati.  Nel corso del 2018, tra gli altri, i sequestri nel canale di Sicilia delle imbarcazioni  REMUS , con  20.140 kg di hashish e 11 arrestati  (utilizzando l’art. 17 Conv. ONU 1988, con richiesta dall’Italia allo Stato di bandiera (Panama) (foto)  e del veliero LEUCOTHEA sequestro di 11.050 kg di hashish e 2 persone arrestate richiesto dall’Italia allo Stato di bandiera  (Olanda) (foto ) e  nel primo semestre del 2019,  l’“intercettazione” di 4 imbarcazioni nel Mediterraneo e nell’ Oceano Atlantico. Nel dettaglio, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza , ad aprile, 6.200 kg di hashish sull’imbarcazione LUNA III, battente bandiera spagnola (procedura ex  art. 6 del Trattato tra il Regno di Spagna e la Repubblica italiana per la repressione del traffico illecito di droga in mare, firmato a Madrid il 23 marzo 1990) ed a maggio, 5.474 kg di hashish sul natante SOLEN I –  (art 17  richiesto dall’Italia allo Stato di bandiera (Turchia). Sempre a maggio, la polizia  portoghese  sequestrava 592 kg  di cocaina sull’imbarcazione YEMAYA  art. 17 richiesto dalle autorità spagnole e portoghesi allo stato di bandiera (Olanda) mentre a giugno le Dogane spagnole  sequestravano 10.000 kg di hashish sull’imbarcazione ELG – art 17 richiesto dall’Italia allo Stato di bandiera (Moldavia).  Arrestate complessivamente, ad oggi, 9 persone coinvolte nei traffici.                                                                                                                 

Grazie all’ input informativo della DCSA, all’inizio del 2019 è stata avviata un’attività antidroga con la cooperazione di Italia, Spagna, Colombia e Regno Unito che, il 23 gennaio scorso, ha  portato al più ingente sequestro registrato in Italia negli ultimi 25 anni, quantificato in oltre 2 tonnellate di cocaina purissima,  del valore di oltre mezzo miliardo di euro, effettuato dalla Guardia di Finanza di Genova nel porto della città. Nell’ambito dell’operazione, anche grazie al supporto degli Esperti per la sicurezza della DCSA in Spagna, è stata eseguita una consegna controllata internazionale, disposta dall’A.G., che ha consentito  l’arresto di un cittadino spagnolo a Barcellona, incaricato dall’organizzazione  destinataria del recupero dello stupefacente da quel porto. La droga sequestrata era, infatti, occultata all’interno di un container a bordo di una nave mercantile, partita dalla Colombia e destinata inizialmente in Italia e poi a Barcellona in Spagna.

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