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Nell’ambito delle iniziative di EMPACT (European Multidisciplinary Platform Against Criminal Threats) per il biennio 2026/27, volte a contrastare le varie minacce criminali contro l’Europa, si è svolto nei giorni scorsi presso la sede di Europol a L’Aja ( Paesi Bassi  ) il meeting operativo nel quale i rappresentanti dell’Italia hanno presentato le Azioni nazionali per la prevenzione e la lotta al traffico di cocaina, eroina e cannabis (CCH), inserite nell’Action Plan against drug trafficking (Piano di azione contro il traffico di droga), in aderenza alle linee guida della Strategia sulla droga dell’Unione Europea.

Nell’ambito di #EMPACT, braccio operativo della Commissione europea, l’Italia, partecipa a 26 azioni operative sempre sotto il coordinamento dello SCIP, (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia) del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno. In questo progetto il nostro Paese ha assunto il ruolo di co-driver confermando così il proprio impegno nel contrasto alle reti criminali strutturate e transnazionali insieme ad #Europol.

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, fornisce un proprio rappresentante nel Driver’s Team del Piano Operativo EMPACT – CCH per il coordinamento dell’attuazione delle 37 Azioni proposte dai vari Paesi UE e terzi. Inoltre, nell’ambito dello stesso Piano Operativo, la DCSA sarà responsabile nazionale di 2 Azioni Operative (di cui una sarà guidata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato), coordinando le connesse attività di attuazione da parte delle Forze di Polizia e Agenzia delle Dogane. Le Azioni Operative prevedono lo sviluppo di mirate attività di cooperazione internazionale, lo scambio informativo e di best practises, il supporto di investigazioni congiunte, l’organizzazione di workshop e l’attuazione di Action Davs congiunti.

Le Azioni Operative presentate dall’Italia hanno riscosso grande interesse, testimoniato dalla richiesta di partecipazione avanzata da 29 Paesi tra Membri UE e Terzi accreditati, nonché dalle Agenzie UE EUROPOL, EUDA (European Union Drugs Agency) e FRONTEX (Guardia di frontiera e costiera UE) ed Agenzie statunitensi DEA (Drug Enforcement Administration), FBI (Federal Bureau of Investigation), CBP (Customs and Border Protection) e PIS (Postal Inspection Service).

 

 

 

Il 19 novembre 2025, si è svolto a Roma, presso la sala congressi del Precise House Mantegna il convegno ” Droghe sintetiche e nuove sostanze psicoattive: quali rischi per la società”, organizzato dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga nell’ambito del progetto europeo Crystal Palace. All’evento hanno partecipato il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga, Generale di Divisione dell’Arma dei Carabinieri Giuseppe Spina, il Capo del Dipartimento Politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dott. Paolo Molinari, Mr. Andrew Cunningham, Capo settore Mercati, Criminalità e riduzione dell’offerta dell’European Union Drug Agency (EUDA), il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma, d.ssa Maria Finiti, rappresentanti delle Forze di polizia, docenti universitari e altri specialisti particolarmente qualificati, nonchè ufficiali di collegamenti di vario Paesi esteri.

Il progetto Crystal Palace costituisce un’ iniziativa multilaterale, sostenuta dall’Italia, dalla Polonia e dai Paesi Bassi, con durata di 24 mesi (2024-2025) e ha come obiettivo la lotta coordinata a livello internazionale contro la produzione ed il traffico delle droghe sintetiche e di nuove sostanze psicoattive (NPS).

Il Generale Spina. in apertura dei lavori, ha sottolineato come l’iniziativa costituisca una delle molteplici declinazioni dell’attività della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, evidenziando altresì che il convegno costituisce un momento di particolare significato in quanto occasione di sintesi di conoscenze specialistiche e di divulgazione, nonchè di accrescimento professionale per le Forze di polizia italiane e straniere, laddove la lotta alla droga non sia soltanto un obiettivo delle Forze di polizia e della Magistratura ma costituisca una responsabilità condivisa.

Il dott. Molinari si è soffermato, in particolare, sull’importanza dell’iniziativa per fronteggiare in modo consapevole la grave minaccia della diffusione delle droghe sintetiche, che richiede, sul piano interno e internazionale, una risposta preventiva, rapida e coordinata.

Il Rappresentante dell’EUDA, Mr, Cunningham, ha incentrato l’intervento sulla pericolosità delle nuove droghe sintetiche, fornendo un panorama generale della problematica a livello europeo e sottolineando l’importanza della cooperazione tra gli Stati per un’azione di contrasto efficace.

La d.ssa Finiti ha illustrato dettagli relativi alle pene alternative e alle problematiche delle dipendenze nel sistema penitenziario. La progettualità ha permesso inoltre di intensificare le strategie e il coordinamento tra i Paesi dell’Unione europea, l’acquisto di materiale ad alta tecnologia per l’analisi delle droghe effettuate dalle Forze di polizia.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell’ambito delle iniziative di EMPACT (European Multidisciplinary Platform Against Criminal Threats) per il biennio 2026/27, volte a contrastare le varie minacce criminali che aggrediscono l`Europa,  il 4 febbraio presso la sede di Europol a L’Aja ( Paesi Bassi  ) è stata presentata la strategia operativa dell’Italia per la prevenzione e la lotta al traffico di droghe sintetiche e nuove sostanze psicoattive e al commercio illecito di precursori, in aderenza alle linee guida tracciate dalla EU drug strategy (Strategia sulla droga dell’Unione europea) e dal connesso Action Plan against drug trafficking (Piano di azione contro il traffico di droga).

L’Italia è inserita in 152 delle 285 azioni previste dal programma (#Empactitalia) e partecipa, sotto il coordinamento dello SCIP -Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno. E’ prevista anche la partecipazione della Direzione Nazionale Antimafia.

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, punto di contatto italiano, sarà responsabile di 3 mirate azioni e ne coordinerà l’attuazione da parte di Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane. Gli obiettivi sono il traffico illegale delle nuove sostanze psicoattive – dagli effetti devastanti sui consumatori e progettate da chimici criminali per sfuggire alle normative antidroga nazionali ed ostacolare la cooperazione internazionale – e delle sostanze chimiche (precursori) utilizzate per produrre droghe sintetiche, oltre che la cooperazione internazionale anche con gli Stati Terzi (extra UE) per condividere esperienze, avviare investigazioni congiunte coordinate dalle competenti Autorità Giudiziarie italiane, organizzare specifici workshop, incontri di esperti e corsi di formazione in favore delle Forze di polizia nazionali ed estere.

Le azioni hanno riscosso grande interesse da parte di Stati Membri, Stati Terzi accreditati e Agenzie UE, quali la stessa Europol, EUDA (European Union Drugs Agency), CEPOL (agenzia che cura la formazione delle Forze di polizia), Eurojust (European Union Agency for Criminal Justice Cooperation), che forniranno il proprio know-how in termini di expertise. Al riguardo, proprio l’Italia è stata fra i primi Stati Membri dell’UE a dotarsi, circa 2 anni fa, di un piano specifico di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e di altri oppioidi sintetici. All’ Italia, d’altronde, è stato riconosciuto un ruolo primario nel contrasto al traffico mondiale non solo delle droghe tradizionali (cannabis, cocaina ed eroina), ma anche delle nuove sostanze sintetiche, grazie alla professionalità ed alla capacità operativa delle Forze di polizia italiane, congiuntamente impegnate contro le reti criminali che gestiscono questo mercato.

 

 

Il 1° ottobre è stata presentata a Roma, presso la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Relazione Annuale 2025 (qui il comunicato stampa).

Il Direttore Centrale, Generale di Divisione dell’Arma dei Carabinieri Giuseppe Spina, alla presenza del Ministro dell’Interno, Prefetto Matteo Piantedosi, del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, e del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, ha illustrato i contenuti della pubblicazione, basata su informazioni derivanti dall’attività repressiva antidroga realizzata in Italia e all’estero, sui report delle Organizzazioni Internazionali competenti e sulle analisi degli Esperti per la Sicurezza dislocati nelle aree strategiche del narcotraffico, due dei quali sono intervenuti in collegamento dal Perù e dall’Iran.

Il Direttore Centrale, dopo la proiezione del video DCSA 2025“uniti verso nuove sfide”, ha confermato che il narcotraffico costituisce ancora la principale fonte di arricchimento della criminalità organizzata, illustrando come la nuova sfida delle Forze di polizia sia rappresentata dall’uso di tecnologie avanzate (quali le crittofonie), l’aumento della circolazione di nuove sostanze psicoattive e la diffusione di canali di vendita online. Nonostante i maggiori porti europei di Belgio, Spagna e Paesi Bassi si confermino il principale punto di ingresso dello stupefacente nel continente, la costante attività di contrasto esercitata dalla Forze dell’ordine ha spinto le organizzazioni criminali a variare le rotte ed i propri modi operandi, frammentando i carichi di stupefacente e prediligendo l’utilizzo di scali portuali minori, meno controllati e più permeabili.

Tali fattori, unitamente all’uso di tecnologie crittografiche, hanno contribuito a cambiare lo scenario del narcotraffico, riflettendosi anche nella diminuzione dei sequestri di cocaina in Europa (quasi il 50%) e in Italia (circa 44%).

Una criminalità organizzata sempre più interconnessa e ramificata a livello mondiale richiede sforzi congiunti tra i diversi dispositivi di contrasto, nazionali e internazionali. È questo il messaggio che ha voluto trasmettere il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, dott. Giovanni Melillo, sottolineando l’importanza di promuovere occasioni di confronto tra i differenti attori coinvolti nel settore. Un esempio concreto di efficace cooperazione è la crescente collaborazione tra squadre investigative italiane e dei paesi del Sud America, come Brasile, Argentina, Ecuador e Cile. Quest’ultimo, in particolare, ha recentemente innovato la propria normativa in materia di criminalità organizzata ispirandosi esplicitamente al modello italiano basato sul coordinamento delle indagini antidroga a livello centrale. In tale ambito, grazie alla rete degli esperti per la sicurezza, la DCSA costituisce il valore aggiunto per lo scambio di informazioni utili all’avvio di nuove indagini e al buon esito delle attività operative.

Il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani ha confermato come in questo scenario sia necessario rafforzare la cooperazione con le agenzie straniere, anche ampliando la rete di esperti presenti nelle aree di interesse strategico e operativo. Allo stesso modo, diventa imprescindibile, nella lotta alle organizzazioni criminali, l’adozione di una comune normativa riguardo le tecnologie crittografiche end-to-end, il cui utilizzo da parte dei sodalizi criminali costituisce un significativo ostacolo alle attività investigative e giudiziarie.

Il Ministro dell’Interno ha concluso i lavori esprimendo il proprio sostegno e plauso all’impegno profuso dalle Forze di polizia nella lotta al traffico di stupefacenti, una sfida complessa che coinvolge la salute pubblica, l’economia, la giustizia e la coesione sociale. Il contrasto al narcotraffico e l’abuso di sostanze costituisce un tema cruciale per il Paese e richiede risposte integrate e articolate nonché una costante cooperazione internazionale. In tale ottica, la DCSA rappresenta un punto di riferimento fondamentale in questa lotta che si conferma come una delle più difficili del nostro tempo.

 

 

 

 

Dall’11 al 13 giugno si è tenuto in Ainring (Germania) presso il BPFI (Istituto di formazione della Polizia Bavarese) il 53° incontro di “AGSO” che riunisce rappresentanti di Forze di Polizia, Dogane e Magistratura di svariati Paesi europei e non solo, per dibattere sulle strategie di contrasto al fenomeno del traffico di droghe e scambiare le migliori prassi e le nuove tecniche di contrasto.

L’incontro, che è giunto alla 53^ edizione, è stato organizzato dalla Polizia Criminale Bavarese con il supporto della DEA statunitense. Tra gli oltre settanta convenuti, anche esperti antidroga della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e rappresentanti delle tre Forze di Polizia nazionali (Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza) maggiormente impegnate nel contrasto agli stupefacenti.

Nel corso dell’evento è stato possibile ascoltare interessanti presentazioni sugli argomenti più attuali del mondo droga, nonché scambiare nozioni e lezioni apprese da casi pratici. Molto apprezzati anche gli interventi del personale US DEA (United States Drug Enforcement Administration Amministrazione statunitense per il controllo degli stupefacenti) su droghe sintetiche, loro precursori e indagini contro il riciclaggio di denaro proveniente dai traffici di droga.

Il 173° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato – celebrato a Roma, in piazza del Popolo, dal 10 al 13 aprile 2025 con manifestazioni ed eventi di prossimità organizzati nel “villaggio della legalità”, allestito per la circostanza – è stato l’occasione per informare sulle vecchie e nuove droghe soprattutto i giovani, sia nello spazio espositivo dedicato alla DCSA sia nell’area conferenze, ove si sono svolti specifici incontri tematici, organizzati con il contributo di esperti del mondo accademico, nonché attraverso trasmissioni radiofoniche di Rai Radio 1 Wannabe e Rai Isoradio. Numerosa la partecipazione della cittadinanza agli incontri realizzati dalla DCSA , che hanno suscitato particolare interesse tra i ragazzi.

La DCSA in queste giornate, illustrando le varie sostanze stupefacenti e l’attività di polizia nel contrasto al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, con l’ausilio dei relatori ha focalizzato l’attenzione specialmente sulla cannabis, sulle droghe sintetiche e sulle nuove sostanze psicoattive (NPS), droghe che in genere attraggono i giovani fin dall’adolescenza.

Sono stati descritti gli aspetti scientifici delle sostanze stupefacenti: effetti sull’organismo e danni per la salute, in particolare a carico del sistema nervoso centrale, con psicosi, comportamenti aggressivi e violenti, che, fra l’altro, hanno rilevanti ricadute sulla sicurezza collettiva (si pensi all’incidentalità stradale), ma anche a carico del sistema cardio-respiratorio, con pericolo di arresto cardiaco; inesistenza della distinzione tra droghe leggere e pesanti; indici di riconoscimento delle intossicazioni da sostanze sconosciute.

Come evidenziato dal Direttore della Sezione NSP e Droghe Sintetiche della DCSA nella sua relazione dell’11 aprile, catinoni, cannabinoidi sintetici, ketamina, nuovi oppioidi sintetici (tra cui fentanili e derivati, nitazeni), sono solo alcune delle più rinvenute NPS, gran parte delle quali attualmente sono già inserite nelle tabelle delle droghe sintetiche. Un nuovo mercato rispetto alle droghe tradizionali, che registra in media almeno 50/70 nuove sostanze identificate ogni anno e tabellate. Sono droghe a basso costo, con effetti tossicologici spesso non conosciuti o sottostimati dai consumatori; possono essere assunte insieme ad altre sostanze stupefacenti tradizionali o alcool e questo ne potenzia gli effetti psicoattivi e di tossicità; non vengono facilmente identificate in emergenza in ospedale e quindi ne diventa difficile il trattamento sanitario d’urgenza.

Sul fronte della repressione, è stato sottolineato come la globalizzazione investa luoghi di produzione e modalità di approvvigionamento e cambi le modalità del traffico e anche dello spaccio, sicchè alla “piazza di spaccio” reale si affiancano la “piazza di spaccio” virtuale (web, social media) e i luoghi di ricreazione giovanile. Queste caratteristiche, rendendo più difficili le indagini, richiedono un continuo affinamento delle tecniche investigative –  opportunamente calibrate al contesto di interesse investigativo –  e un potenziamento significativo della cooperazione internazionale di polizia.

Il 13 aprile la dottoressa Silvia Graziano, dell’Istituto Superiore di Sanità, ha illustrato il network internazionale scientifico di prevenzione, in cui interagiscono il NEWS – D (National Early Warning System – Drug), ossia il vecchio SNAP, il Sistema Nazionale di Allerta Rapida, gestito dal Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri e da varie istituzioni nazionali, tra cui l’Istituto Superiore di Sanità, i presidi sanitari di emergenza, i centri di ricerca universitari farmaco-tossicologici, la DCSA e le Forze di polizia del territorio. Altresì, è stato affrontato dalla esperta chimica, Dott.ssa Valeria Buccilli, il tema delle “rape drugs”, c.d. droghe dello stupro, che possono essere utilizzate, all’insaputa della vittima, allo scopo di perpetrare atti violenti, in particolare violenza sessuale. Le più comuni droghe da stupro sono il GHB (gamma-idrossibutirrato o acido gamma-idrossibutirrico), il GBL (gamma-butirrolattone), il BD (1,4-Butanediolo), l’MDMA (ecstasy), taluni tipi di benzodiazepine tra cui, in particolare, il Flunitrazepam, comunemente noto come Roipnol, e la Ketamina. Secondo alcuni studi anglosassoni e statunitensi anche l’alcol può essere classificato come “una droga da stupro”.

 

A chiudere, infine, il Direttore della Sezione Precursori della DCSA, che ha affrontato il tema dei laboratori di droghe sintetiche, evidenziando l’azione di contrasto delle Forze di polizia per smantellare i laboratori clandestini che producono droghe grazie all’approvvigionamento dal commercio legale dei precursori, sostanze chimiche normalmente utilizzate in numerosi processi industriali e farmaceutici, il cui utilizzo, tuttavia, risulta necessario nella produzione di droghe sintetiche.

Quest’ultimo incontro ha permesso di informare i cittadini sull’estrema pericolosità di queste sostanze chimiche, visto che molti dei precursori sono, in genere, sostanze altamente tossiche o esplodenti o dall’alto potere incendiario.

 

 

ARRESTATO IN ITALIA UN BOSS MAFIOSO LATITANTE DALLA POLIZIA DI STATO CON IL COORDINAMENTO E SUPPORTO DELLA DCSA.

In data 18 settembre, si è tenuta all’Aja una conferenza stampa – presieduta dalla direttrice esecutiva di Europol, Catherine De Bolle – divulgativa dell’attività di cooperazione internazionale delle forze di polizia di 9 Paesi a contrasto delle piattaforme di comunicazione criptate utilizzate dalla criminalità organizzata e dai narcotrafficanti. Hanno partecipato i rappresentanti del Canada, Australia, Francia, Irlanda, Paesi Bassi, Islanda, Svezia, Stati Uniti e Italia, per la quale ha preso parte l’Ufficiale di collegamento della DCSA ad Europol.   

La piattaforma criptata, denominata “Ghost”, è stata utilizzata per la commissione di gravi crimini, tra cui il traffico internazionale di stupefacenti, e l’alto livello di crittografia garantito da tale strumento di comunicazione ha consentito alle consorterie criminali di poter agire in modo sicuro per coordinare le loro operazioni illegali.

I server della piattaforma erano ubicati in Francia ed Islanda, mentre i proprietari dell’azienda erano localizzati in Australia e le attività finanziarie negli Stati Uniti. Per tale ragione è stata avviata un’operazione globale per lo smantellamento del sistema di comunicazione che ha portato – al momento – all’esecuzione di diversi interventi di polizia con l’arresto di 51 sospettati, in Australia, Irlanda, Canada e Italia, dove è stato catturato un appartenente al gruppo mafioso della Sacra Corona Unita, latitante dal 2023. L’attività nei confronti del ricercato è stata condotta dalla Polizia di Stato – Squadra Mobile e Sisco (Sezione Investigative del Servizio Centrale Operativo) di Lecce, con la collaborazione del Servizio Centrale Operativo ed il coordinamento e supporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, sotto la guida della DDA di Lecce coordinata dalla DNAA.

Per supportare le investigazioni in un ambito internazionale così ampio, nel 2022 è stata istituita presso Europol una Task Force Operativa (OTF) che ha coinvolto le autorità dei 9 Stati, che hanno monitorato l’uso della piattaforma criptata, identificando i principali fornitori ed utenti. L’attività ha consentito di prevenire numerose minacce alla vita e di individuare un laboratorio di droga in Australia, oltre a permettere il sequestro di armi, droga e di oltre un milione di euro in contanti a livello globale.

Nel corso della conferenza stampa (qui il video), la direttrice esecutiva di Europol, Catherine De Bolle, ha dichiarato: “Oggi abbiamo chiarito che, indipendentemente da quanto nascoste pensino di essere, le reti criminali non possono sfuggire al nostro sforzo collettivo. Le forze dell’ordine di 9 Paesi, insieme a Europol, hanno smantellato uno strumento che era una rete di salvataggio per il crimine organizzato grave. Questa operazione è ciò per cui Europol è fatta: trasformare la collaborazione in risultati concreti riunendo le persone, gli strumenti e l’esperienza giusti per affrontare ogni aspetto di questa operazione complessa. Il lavoro svolto fa parte del nostro impegno continuo nel combattere il crimine organizzato ovunque operi. Voglio estendere la mia gratitudine a tutti i nostri partner globali che hanno svolto un ruolo fondamentale nel rendere questa operazione un successo”.

Il 172° anniversario della fondazione della Polizia di Stato – celebrato a Roma, in piazza del Popolo, dal 10 al 14 aprile 2024 con manifestazioni ed eventi di prossimità organizzati nel “villaggio della legalità”, allestito per la circostanza – è stato l’occasione per informare sulle vecchie e nuove droghe soprattutto i giovani, sia nello spazio espositivo dedicato alla DCSA sia nell’area conferenze, ove si sono svolti specifici incontri tematici, organizzati con il contributo di esperti del mondo accademico. Numerosa la partecipazione della cittadinanza agli incontri realizzati dalla DCSA , che hanno suscitato particolare interesse tra i ragazzi.

La DCSA in queste giornate, illustrando le varie sostanze stupefacenti, con l’ausilio dei relatori ha focalizzato l’attenzione specialmente sulla cannabis, sulle droghe sintetiche e sulle nuove sostanze psicoattive (NPS), droghe che in genere attraggono i giovani fin dall’adolescenza.

Sono stati descritti gli aspetti scientifici delle sostanze stupefacenti: effetti sull’organismo, pericolosità e danni per la salute, inesistenza della distinzione tra droghe leggere e pesanti, riconoscimento delle intossicazioni da sostanze sconosciute.

In questo ambito, il focus su sintetiche e NPS, dagli effetti immediatamente più devastanti a carico del sistema nervoso centrale, con psicosi, comportamenti aggressivi e violenti, che, fra l’altro, hanno rilevanti ricadute sulla sicurezza collettiva (si pensi all’incidentalità stradale), ma anche del sistema cardio-respiratorio, con pericolo di arresto cardiaco. Catinoni, cannabinoidi sintetici, ketamina, nuovi oppioidi sintetici (tra cui fentanili e derivati, nitazeni), sono solo alcune delle più rinvenute NPS, gran parte delle quali attualmente sono già inserite nelle tabelle delle droghe sintetiche. Un nuovo mercato rispetto alle droghe tradizionali, che registra in media almeno 50 nuove sostanze identificate ogni anno e tabellate. Sono droghe a basso costo, con effetti tossicologici spesso non conosciuti o sottostimati dai consumatori; possono essere assunte insieme ad altre sostanze stupefacenti tradizionali o alcool e questo ne potenzia gli effetti psicoattivi e di tossicità; non vengono facilmente identificate in emergenza in ospedale e quindi ne diventa difficile il trattamento sanitario d’urgenza.

Il 10 aprile la dottoressa Silvia Graziano, dell’Istituto Superiore di Sanità, ha illustrato il network internazionale scientifico di prevenzione, in cui interagiscono lo SNAP (Sistema Nazionale di Allerta Precoce), gestito dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri e varie istituzioni nazionali, tra cui i presidi sanitari di emergenza, i centri di ricerca universitari farmaco-tossicologici, la DCSA e le forze di polizia del territorio.

Venerdì 12 aprile il Prof. Matteo Marti – Direttore del Laboratorio di Tossicologia Forense dell’Università di Ferrara – ha affrontato la tematica relativa alle Nuove Sostanze Psicoattive e alle loro implicazioni sul sistema nervoso.

Il giorno seguente si sono tenuti due interessanti interventi, il primo sul tema dell’emergenza sanitaria delle droghe dintetiche e delle NSP,  a cura del Prof. Carlo Locatelli, Direttore del Centro Antiveleni e Centro Nazionale di Informazione Tossicologica – Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico IRCCS di Pavia, il secondo sulle differenti tipologie (tradizionali e nuove) di narcotici e sulle dipendenze, da parte della dottoressa Simona Pichini, responsabile del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il 14 aprile, la Presidente Nazionale dei Tossicologi Forensi Italiani, Professoressa Sabina Strano Rossi, ha svolo un approfondimento sul delicato tema delle c.d. droghe dello stupro: GHB, GBL, ma anche ketamina (video dell’intervento).

Nel corso delle giornate si è anche dibattuto sulla questione relativa alla deviazione dall’uso terapeutico, quindi legale, di alcuni farmaci, quali il fentanyl e la xilazina. La xilaxina – anestetico veterinario denominato anche droga degli zombie perché provoca torpore e ferite ulcerate che degenerano facilmente sino a richiedere l’amputazione dell’arto colpito –  se usata per tagliare l’eroina, dà effetti ulteriori anche letali; se, invece, viene combinata (in gergo tranq) con oppioidi quali il fentanyl, con cocaina, con metamfetamine o con altre droghe, ne prolunga gli effetti.

Si è discusso anche delle attività di contrasto della polizia. Anche qui il focus su sintetiche e NPS: la globalizzazione investe luoghi di produzione e modalità di approvvigionamento, cambia le modalità del traffico, alla “piazza di spaccio” virtuale (web, social media) si affiancano i luoghi di ricreazione giovanile. Queste caratteristiche rendono più difficili le indagini, a cui si risponde con l’affinamento delle tecniche investigative –  anche speciali –  e la cooperazione internazionale di polizia.

Nell’ambito della cooperazione internazionale, garantita dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, agli inizi di quest’anno, grazie ai continui scambi informativi con la DEA americana, è stata avviata dalla Guardia di Finanza di Piacenza un’articolata attività investigativa, diretta dalla locale Procura della Repubblica e svolta in collaborazione con la polizia e l’autorità giudiziaria statunitense.

Le indagini hanno fatto emergere un proficuo traffico di droghe sintetiche sulla rotta CINA-U.S.A con transito dall’Italia, gestito da un soggetto piacentino di elevato spessore criminale, che è risultato anche al vertice di un’organizzazione transnazionale dedita alla contraffazione di valuta – banconote e monete e riciclaggio.

E’ stato possibile risalire a circa 100 mila dosi confezionate per le singole consumazioni di sostanze sintetiche, tra cui anche il fentanyl – la c.d. droga dello zombie – dai devastanti effetti sulla salute, trafficate attraverso il darkweb. Le transazioni economiche della droga – dal valore complessivo di oltre 250 mila euro – avvenivano attraverso l’utilizzo di criptovalute (Bitcoin), non rintracciabili.

In Italia sono stati eseguiti 7 provvedimenti cautelari e 13 perquisizioni con il sequestro di 300.000 euro in contanti, 26.000 euro  in bitcoin, dispositivi informatici, 3 orologi di pregio,  immobile e tutta la strumentazione per la contraffazione della valuta (comunicato stampa del Procuratore della Repubblica di Piacenza).  Negli Stati Uniti parallelamente sono state eseguite 11 perquisizioni con l’arresto di altrettanti soggetti ed il sequestro di 2 kg di sostanze stupefacenti sintetiche, 1 kg di marijuana e armi.

Il 14 e 15 novembre si sono tenute a Cleveland e a Piacenza le conferenze stampa – presiedute dalle Autorità Giudiziarie americane e italiane – a cui hanno partecipato rappresentanti della Guardia di Finanza, della DEA e della DCSA.

I brillanti esiti dell’operazione testimoniano l’importanza delle sinergie e della condivisione delle informazioniassicurate dall’attività di coordinamento della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga – nel quadro della collaborazione internazionale tra forze di polizia e magistrature nel contrasto al narcotraffico a livello globale.

 

THE MONEY APPROACH: NUEVAS MODALIDADES DE LUCHA CONTRA EL NARCOTRAFICO Y EL BLANQUEO DE DINERO

Il 28 e 29 marzo, la Procura Generale della Repubblica Dominicana e il Programma di cooperazione tra l’America Latina, i Caraibi e l’Unione Europea in materia di droga (COPOLAD III) – finanziato dall’Unione Europea e implementato dall’IILA, in consorzio con la Federazione Iberoamericana per l’Internazionalizzazione dell’Amministrazione Pubblica, FIIAPP – hanno organizzato un seminario dedicato alle nuove modalità di lotta al traffico di droga e al riciclaggio di denaro sporco. All’evento hanno preso parte qualificati esperti del settore di Italia, Spagna, Bolivia, Colombia, Costa Rica, Honduras, Guatemala, Perù, Panama e Repubblica Dominicana. Per l’Italia, hanno partecipato il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Dott. Giovanni Melillo e il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga, Gen. C.A. G. di F. Antonino Maggiore, accompagnato dal Capo del I Servizio, Dir. Sup. P. di S. Dott. Emilio Russo, e dall’Esperto per la Sicurezza a Santo Domingo, Ten. Col. CC Andrea Azzolini. 

I lavori si sono sviluppati, nel corso delle due giornate, attraverso panel ed alcune lectiones magistrales che, partendo dal money approach – nella scia del noto metodo  investigativo follow the money, ideato negli anni ’80 da Giovanni Falcone ed utilizzato nella lotta contro la mafia – hanno affrontato le tematiche relative al traffico di droga, nello scenario che coinvolge la comunità internazionale e che si riflette anche in altri contesti criminali, come il riciclaggio di denaro, gli investimenti illeciti, l’uso illecito della tecnologia ed il ricorso a reati più tradizionali come la corruzione e l’estorsione.

Il seminario è stato aperto dal Segretario Generale dell’IILA Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana, Min. Antonella Cavallari, insieme alla Procuratrice Generale della Repubblica Dominicana, Miriam Germán Brito. A seguire, il saluto di benvenuto ai partecipanti rivolto dal Rettore della Scuola Nazionale dei Pubblici Ministeri, Marien Montero Beard, e dall’Ambasciatore dell’Unione Europea nella Repubblica Dominicana, Katja Afheldt, alla presenza dei rappresentanti del corpo diplomatico.

Nel corso del suo intervento il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Dott. Giovanni Melillo, ha approfondito la tematica relativa alla lotta al narcotraffico con uno specifico focus sull’America Latina e l’Europa, descrivendo l’evoluzione di tale fenomeno nel corso del tempo e gli strumenti normativi utilizzati per fronteggiare la minaccia. Nell’evidenziare come il narcotraffico costituisce una minaccia che coinvolge tutti i Paesi del mondo e che produce instabilità politica e sociale, ha rappresentato come le organizzazioni criminali operino attraverso l’utilizzo di innovative tecnologie che comportano rapidi e continui cambiamenti degli scenari operativi. E’, quindi, necessario rimanere al passo con tali evoluzioni tecnologiche per adottare le più opportune strategie per attuare efficaci contromisure. Nel prosieguo, il Procuratore Nazionale ha spiegato come le organizzazioni criminali che operano in diversi Paesi cerchino di integrarsi fra loro sotto forma di consorzi e modelli organizzativi sempre più flessibili ed estesi, sfruttando gli ingenti profitti illeciti accumulati per riciclare le somme nell’economia legale. Di fronte alla complessità di tali fenomeni, è compito di ognuno avere consapevolezza del problema che, avendo portata transnazionale, necessità di strategie fondate sulla condivisione delle informazioni e sulla fiducia reciproca, al fine di elaborare un approccio comune. In tal senso, un riscontro positivo emerge dal diffuso utilizzo dello strumento delle Squadre Investigative Comuni, che si sta utilizzando anche con alcuni Paesi dell’America Latina, e che necessita di essere sempre più impiegato, nella considerazione che solo unendo le forze è possibile contrastare in maniera più efficace il narcotraffico internazionale.

Successivamente, ha preso la parola il Gen. Maggiore, che ha affrontato l’argomento inerente “La necessità della cooperazione internazionale di polizia nella lotta al narcotraffico. L’esperienza italiana: il ruolo e l’importanza degli ufficiali di collegamento antidroga della DCSA all’estero nello scambio di informazioni“. Dopo aver rivolto il proprio saluto al consesso, ha descritto la fondamentale azione di coordinamento esercitata dalla DCSA nel settore del narcotraffico, una delle più longeve e riuscite esperienze interforze in seno alle forze di polizia nazionali, evidenziando come la Direzione Centrale sia stata la prima struttura, in ambito nazionale, a disporre di propri Ufficiali di collegamento antidroga all’estero, in qualità di “Esperti”, distaccati nei crocevia internazionali della produzione, transito e del traffico illecito della droga, che promuovono prioritariamente la cooperazione di polizia contro il narcotraffico e svolgono attività di studio, osservazione e raccordo con i competenti organismi esteri. Proseguendo, è stato evidenziato come la cooperazione internazionale di polizia giochi ormai un ruolo decisivo ed è diventata asse portante e necessaria del sistema di sicurezza degli Stati, in ragione della necessità di contrastare fenomeni criminali sempre più pervasivi, tra i quali rientra certamente il narcotraffico. Nel concludere il suo intervento, il Direttore Centrale, nel rimarcare la necessità di sviluppare in maniera sempre maggiore forme di cooperazione internazionale contro i traffici di droga, ha citato un passo del discorso del giudice Giovanni Falcone, tenuto nel 1984 presso il Consiglio Regionale del Piemonte, nel corso del quale, affrontando proprio tale tematica, aveva evidenziato che “(…) le organizzazioni criminali non hanno problemi di confini e che operano con disinvoltura in tutto il mondo, per cui ogni ritardo nella cooperazione internazionale per la repressione del fenomeno si rivolge in ulteriori vantaggi per tali organizzazioni, che di giorno in giorno diventano sempre più efficienti e pericolose (…) non ha nessuna importanza che la droga venga sequestrata in un Paese anziché in un altro e ad opera di un determinato organismo di polizia, anziché di un altro; l’unica cosa importante è che l’operazione di polizia venga compiuta nel modo più efficace e questo è l’unico risultato cui dovrebbero mirare gli sforzi congiunti delle polizie dei vari Paesi, accomunate da questa unica e superiore finalità di efficienza. (…).

Al termine delle due giornate, il Dott. Javier Sagredo, Direttore del programma COPOLAD III ed il Dott. Giovanni Tartaglia Polcini, Procuratore e Consigliere giuridico del Ministro degli Affari Esteri italiano, hanno tenuto la loro relazione di chiusura  tracciando le conclusioni del seminario e, nel salutare e ringraziare i partecipanti all’evento, hanno manifestato la propria soddisfazione per il proficuo confronto che si è sviluppato durante il seminario, che apre nuove prospettive per una collaborazione antidroga sempre più stretta tra i Paesi coinvolti, necessaria per poter fronteggiare una minaccia “globale”, che travalica i confini e colpisce tutti.

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