Alle prime ore dell’alba del 5 aprile, la Polizia di Stato – Squadra Mobile della Questura di Catania – ha concluso l‘Operazione Empire, con l’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari – custodia in carcere e sequestro di una villa, provento dell’attività di narcotraffico – emessa dal GIP del Tribunale di Catania su richiesta di quella Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 7 soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e traffico continuato di droghe sintetiche (MDMA, ecstasy e ketamina) e marijuana, in ambito nazionale ed internazionale. I provvedimenti restrittivi rappresentano l’epilogo di un’indagine, avviata grazie alle informazioni trasmesse, a fine 2019, a questa Direzione Centrale dall’Homeland Security Investigation – HSI – che stava conducendo, negli U.S.A., indagini su un traffico internazionale di sostanze stupefacenti, nel cui ambito erano state intercettate numerose spedizioni provenienti da vari Paesi, tra cui l’Italia. Questi dati informativi, tramite il Servizio Centrale Operativo (Sco, da cui dipendono le Squadre mobili, uffici investigativi della Polizia di Stato) della DAC -Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato –, hanno permesso di attivare la Squadra mobile catanese, che ha sviluppato l’indagine, sotto la direzione della locale DDA, coordinata a livello internazionale e supportata da questa DCSA (in particolare dalla Sezione Drug@online del III Servizio). Le indagini, svolte dalla Squadra Mobile, in costante collaborazione e scambio informativo con la DCSA e il citato organismo investigativo statunitense, hanno permesso di ricostruire la struttura dell’organizzazione criminale catanese, che importava dall’Olanda ingenti quantitativi di stupefacenti, per poi rivenderli su portali del deepweb- utilizzando anche il nickname “MAFIASTARS”- ed inviarli, previo pagamento con criptovaluta Bitcoin, con spedizioni di pacchi, ad acquirenti in Italia ed all’estero, principalmente negli USA. Durante le attività investigative, svolte in stretta collaborazione con gli Stati Uniti, sempre con il costante coordinamento info-operativo della DCSA, proprio dall’attività americana sono emersi importanti elementi di riscontro per l’indagine svolta in Italia. Sono stati effettuati, infatti, numerosi sequestri di pacchi contenenti sostanze stupefacenti, destinati a località degli Stati Uniti – spediti dal gruppo criminale catanese- oltre ad una consegna controllata internazionale, con l’arresto del destinatario negli USA , ed una attività sotto copertura nella rete con acquisto simulato di droga. Gli approfondimenti investigativi sul territorio nazionale e su quello statunitense hanno, dunque, fatto emergere la presenza nella provincia etnea di un gruppo criminale che, mediante l’utilizzo di piattaforme di vendita online nel darkweb, aveva dato vita ad un fiorente mercato transnazionale di sostanze stupefacenti, creando di fatto una nuova “rotta” di traffico di droghe sintetiche dall’Italia verso gli Stati Uniti e verso altri paesi del mondo. Tale peculiare modalità di spaccio è stata “verificata” anche attraverso una specifica attività di monitoraggio nel darkweb – sviluppata dalla citata Sezione Drug@online della DCSA – e relativa, in particolare al marketplace “Empire”, all’interno del quale gli indagati gestivano un negozio digitale vendendo svariate tipologie di sostanze stupefacente, principalmente droghe sintetiche.
Nella stessa mattinata, presso il Reparto Mobile di Catania, si è svolta la conferenza stampa, con la partecipazione del Dirigente della Squadra mobile, dedicata ad illustrare i dettagli dell’attività investigativa ed i brillanti risultati raggiunti – sintetizzati nel comunicato stampa della Procura Distrettuale della Repubblica -DDA- catanese. A coronamento della stretta, costante ed efficace collaborazione tra gli uffici operanti nell’indagine Empire hanno partecipato alla fase esecutiva ed alla successiva divulgazione mediatica degli esiti dell’operazione agli organi di stampa, anche rappresentanti del Servizio Centrale Operativo (DAC Polizia di Stato), della DCSA –che ha svolto il coordinamento investigativo, soprattutto in ambito internazionale, e supportato le parallele attività antidroga in Italia ed all’estero- e dell’ HSI – Homeland Security Investigation (U.S.A.), che ha sviluppato la correlata attività investigativa in territorio statunitense, fornendo una eccellente cooperazione nell’indagine Empire.


qui i video dell’ operazione Empire :
- l’ indagine.
- l’esecuzione delle misure cautelari.





Le successive indagini, infatti, hanno permesso di ricostruire le modalità di “immissione” sul territorio grossetano di un ingente quantità di cocaina. Dalle attività investigative svolte è emerso, infatti, che la sostanza stupefacente oggetto della compravendita- da cui erano scaturiti l’omicidio e il tentato omicidio- risultava essere una parte di quella arrivata direttamente a Grosseto dalla Colombia nel periodo novembre/dicembre 2019 e consegnata all’omicida; si tratta di circa 5 Kg di cocaina pura, in gran parte liquida, trasportata da corrieri, la gran parte arrivati in aereo a Fiumicino. Dalle indagini è, inoltre, chiaramente emerso anche il ruolo di un cittadino italiano e di due cittadini venezuelani, di cui uno fungeva da supervisore della regolarità della compravendita per conto di alcuni narcotrafficanti colombiani, mentre l’altro- oltre ad aver portato parte dello stupefacente all’autore dell’omicidio- trasformava la cocaina liquida in polvere a Grosseto, poi tagliata in loco e destinata allo spaccio al minuto.




Grande successo contro i traffici illeciti con i Joint Action Days (JADS), svolti dal 24 al 27 settembre scorso in 34 Paesi- con il coordinamento di Europol –dettagli nel
All’alba di martedi scorso, 15 settembre, la
Questa D.C.S.A. nelle varie fasi delle indagini ha svolto il proprio coordinamento nazionale ed internazionale, sviluppato con moltissimi Paesi coinvolti – Olanda, Germania, Macedonia del Nord, Spagna, Gran Bretagna, Austria Belgio, Francia Svizzera , Albania, Ecuador e Repubblica Dominicana ( tramite gli Esperti per la Sicurezza a Bogotà ed a S.Domingo) Grecia, Ungheria e Romania. Il contributo di questa Direzione Centrale, per la parte di competenza, si è esplicato soprattutto negli importanti profili operativi internazionali dell’operazione, favorendo e coordinando l’attività di scambio informativo con le polizie straniere e, quindi, promuovendo e sostenendo lo sviluppo di una efficace cooperazione internazionale antidroga; si segnala l’ avvio e lo svolgimento di attività investigative parallele e congiunte, in particolare, nelle fasi iniziali dell’operazione, quelle con l’Ecuador, svolte anche con attività tecniche di intercettazione- in esito a rogatorie – favorite e coadiuvate dall’ Esperto per la Sicurezza in Colombia, indagini che hanno fornito rilevanti riscontri agli investigatori e permesso gli sviluppi operativi successivi. Ha fornito, inoltre, un contributo economico e tecnico alle attività investigative. 
sono intervenuti : il Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo – F. Cafiero de Raho, il Vice Direttore di EUROJUST – Dr. F. Spiezia, il Magistrato della Procura di Amsterdam -Justine Asbroek, il Direttore Centrale Anticrimine della P. di S. dr. -F. Messina, il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga – Gen. D. G. di F. A. Maggiore, il Direttore del Servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia della D.C.P.C. -Gen. B. CC E. Spina, il Capo dell’Unità Criminalità Organizzata dell’UE presso Europol -G. Raskos; nel corso della presentazione alla stampa della brillante operazione è stato trasmesso anche un videomessaggio di saluto del Direttore di EUROPOL -Catherine De Bolle. Presenti alla conferenza stampa anche il Sost. Proc. Giulio Monferini della Procura di Firenze, che ha coordinato l’indagine, il Questore di Firenze – dr. F. Santarelli, il Prefetto di Firenze dott.ssa L. Lega, il Direttore del Servizio Centrale Operativo della D.A.C. – Dr. F. Lamparelli, il Direttore del III Servizio Operazioni di questa D.C.S.A. -Gen B. CC R. Sciuto, il Dirigente della Squadra Mobile, il Capo ed il personale della Sezione di quell’Ufficio, che ha svolto le complesse indagini con gli eccellenti risultati esposti, altri esponenti della polizia e della magistratura olandese e l’Ufficiale di collegamento albanese in Italia. Alla brillante attività LOS BLANCOS – modello esemplare della forza e dell’ efficacia delle indagini contro il narcotraffico svolte in cooperazione internazionale di polizia e giudiziaria- è stato dato ampio rilievo mediatico sia a livello nazionale –


Ieri, 28 luglio, a Vicenza si è conclusa una importante attività antidroga, denominata Operazione Warning, condotta dalla 

MINISTERIO DEL INTERIOR
DIRECCIÓN GENERAL DE LA GUARDIA CIVIL


L’Operazione OPIUM costituisce un’importante testimonianza del costante impegno della Guardia di Finanza nella lotta al traffico internazionale di stupefacenti, gestito dalla criminalità organizzata e si inquadra nell’ambito della vasta e continua azione di contrasto al narcotraffico svolta dalle Forze di polizia italiane, a livello nazionale e con il sostegno della cooperazione internazionale in materia, attività antidroga favorita , supportata e costantemente coordinata da questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. 
I successivi approfondimenti investigativi sviluppati dal G.I.C.O. -Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria-Comando Provinciale di Roma- supportati dal contributo informativo e dal costante coordinamento nazionale ed internazionale di questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e svolti in stretta collaborazione con gli investigatori cileni, hanno consentito di individuare tutti i membri dello strutturato sodalizio riconducibile alla criminalità organizzata romana, di cui gli arrestati in Sudamerica rappresentavano il “braccio” esecutivo. L’operazione antidroga, sviluppatasi proprio dall’arresto di questi “corrieri”, ha permesso di risalire fino al vertice dell’organizzazione, localizzata sul litorale capitolino, tra Ostia e Fiumicino. In particolare, due narcotrafficanti alla testa del sodalizio, avevano costituito un’associazione sportiva per dissimulare l’invio dei mezzi acquatici in Sud America per finalità agonistiche. Particolare modalità utilizzata dai narcotrafficanti: gli acquascooter destinati ad occultare la cocaina– per evitare difformità sul peso- al momento della spedizione all’estero, venivano riempiti di farina, sostituita poi con la droga, prima del rientro in Italia. Il sodalizio indagato poteva contare su una base logistica in Cile per il noleggio di automezzi e l’acquisto di telefoni cellulari da fornire ai “corrieri” e garantiva denaro -per spese legali e varie- ai familiari degli arrestati. Nonostante il sequestro, nel 2018, dei 120 kg di cocaina in Cile, l’associazione criminale aveva continuato a operare, riuscendo a reperire ingentissimi quantitativi di cocaina, modificando le modalità di esportazione ed occultamento dello stupefacente. La brillante conclusione dell’indagine PACIFIC FREESTYLE rappresenta un ulteriore risultato del continuo impegno della Guardia di Finanza nelle operazioni di contrasto al narcotraffico che, come tutte le analoghe attività antidroga svolte dalle Forze di polizia nazionali, sono costantemente supportate -a livello informativo ed operativo, soprattutto con l’azione di coordinamento internazionale- da questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.
Il 24 febbraio scorso, su una nave battente bandiera isole Marshall, proveniente dalla Colombia ed attraccata al porto di Livorno, il locale Comando Provinciale dei Carabinieri, coordinato dalla D.D.A. di Firenze, ha effettuato un maxi sequestro di oltre 3 tonnellate di cocaina destinata ai mercati francesi. Si tratta del secondo sequestro di cocaina più ingente registrato in Italia, per un valore di 400 milioni di euro. Lo stupefacente era trasportato in un container ed occultato in 90 zaini che i militari hanno svuotato, tranne uno, e riempito di altro materiale per conservarne il peso. La strategia ha consentito alla nave di proseguire il suo tragitto fino al porto di Genova e a quello di Marsiglia dove, mediante un sistema di intercettazione, installato in Italia ed avviato in acque territoriali francesi, gli investigatori hanno potuto seguire il carico, poi prelevato da tre soggetti e trasportato con un camion in una villa, dove i trafficanti sono stati tratti in arresto. L’operazione antidroga internazionale, avviata dalla Procura di Marsiglia con un Ordine di Indagine Europeo, diretto alla Procura della Repubblica di Firenze, è stata condotta in stretta collaborazione tra le Autorità di polizia e giudiziarie italiane, spagnole e francesi. Il brillante risultato raggiunto nella lotta al narcotraffico, conferma l’importanza strategica del coordinamento internazionale, dell’adozione di più rapidi strumenti procedurali e di tecnologie investigative avanzate.