Tra i mesi di maggio e giugno u.s. si è sviluppata un’importante attività antidroga, il cui successo è stata la conseguenza di un’efficace cooperazione internazionale che si è instaurata tra le autorità uruguayane, portoghesi, spagnole ed italiane. In particolare, l’indagine è stata avviata a seguito del rinvenimento di 40 kg di cocaina presso l’aeroporto di Montevideo (Uruguay), occultata all’interno di 6 tavole da surf spedite da un cittadino italiano in Portogallo e destinata in Italia con transito in Spagna. Le Autorità hanno, pertanto, inoltrato una richiesta di consegna controllata internazionale verso il Portogallo, con il contestuale interessamento dell’Italia, attraverso l’Esperto per la Sicurezza della DCSA presso l’Ambasciata d’Italia in Argentina, competente anche per l’Uruguay.
La strategia condivisa dai Paesi interessati ha permesso il buon esito dell’operazione speciale internazionale, con l’arresto a Lisbona, il 7 giugno u.s., da parte della polizia portoghese di due italiani ed il successivo 11 giugno, di un terzo complice connazionale arrestato dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria, colpito da un mandato di cattura internazionale.
L’Autorità Giudiziaria e la polizia uruguayana, a conclusione dell’importante attività di contrasto antidroga, memorabile in quanto si tratta della prima consegna controllata internazionale effettuata da quel Paese verso l’Europa, hanno indetto, il 13 giugno u.s., una conferenza stampa divulgativa, alla quale hanno preso parte il Ministro dell’Interno dell’Uruguay, Luis Alberto Heber Fontana, il Capo della Polizia Nazionale uruguayana, Comisario General (Gen C.A.) Jose’ Manuel AZAMBUYA e il Comisario General (Gen C.A.) Juan Jesús RODRÍGUEZ REINA – Director de la Dirección de Investigaciones de la Policía Nacional DIPN e, in modalità videoconferenza, le Autorità dei Paesi che hanno collaborato.
Per l’Italia ha presenziato il Procuratore di Reggio Calabria, dott. Giovanni Bombardieri, il Primo Dirigente della P. di S., dott.ssa Alessandra Ortenzi della DCSA – per l’attività di coordinamento espletata nel corso dell’operazione – esponenti della struttura operativa della Polizia di Stato e l’Esperto per la Sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia in Argentina (Buenos Aires), Magg. CC Marco Di Maggio.
Il successo dell’operazione conferma l’importanza della cooperazione internazionale a livello giudiziario ed investigativo, nella consapevolezza che solo uno sforzo congiunto può strategicamente riuscire a fronteggiare in maniera più efficace e determinante la minaccia del narcotraffico.












Il 6 giugno è giunta in visita istituzionale presso la DCSA la Direttrice dell’Office Anti Stupéfiants (
Nel corso del suo intervento, il Gen. Maggiore ha illustrato la struttura organizzativa della DCSA e le sue funzioni, con particolare riferimento al ruolo di coordinamento investigativo e di cooperazione internazionale di polizia in materia antidroga. In tale contesto, tematica di importante rilievo è stata quella della rete di esperti per la sicurezza, distaccati all’estero nei crocevia internazionali della produzione, del transito e del traffico illecito della droga, che promuovono prioritariamente la cooperazione di polizia contro il narcotraffico e svolgono attività di studio, osservazione e raccordo con i competenti organismi esteri. La gestione dei flussi informativi e l’attività degli esperti sono gli elementi strutturali della cooperazione internazionale, in cui si esprime la centralità della Direzione nel dispositivo di contrasto. La DCSA, attraverso un costante confronto e scambio operativo con tutti i Paesi coinvolti, punta a potenziare sempre più la cooperazione nel contrasto antidroga. Successivamente, è stato illustrato un altro fondamentale aspetto che connota la Direzione, costituito dal coordinamento operativo delle cosiddette “operazioni speciali” (operazioni sotto copertura e consegne controllate), nonché la posizione di referente nazionale per le richieste di abbordaggio (ex art. 17 Convenzione ONU del 1988) del naviglio sospettato di trasportare sostanze stupefacenti in acque internazionali.
Nel prosieguo, l’intervento si è focalizzato sugli aspetti specifici legati al traffico di stupefacenti attraverso le aree portuali italiane, tra le quali spicca il porto di Gioia Tauro che rappresenta uno degli scali tra i più importanti del Mediterraneo e d’Europa, nel quale, annualmente, circolano moltissime navi cargo e milioni di container. Le indagini e le analisi svolte dimostrato che l’hub calabrese si trova al centro della c.d. “nuova rotta del Mediterraneo“, utilizzata dalle organizzazioni criminali in alternativa alle tradizionali rotte verso i grandi porti del Nord Europa e, spesso, con carichi destinati ai paesi dell’aerea balcanica. Nel tempo, le autorità italiane hanno sviluppato, oltre all’esperienza investigativa in materia, una expertise specifica sui controlli in area portuale, ovvero delle “buone prassi” basate su una complessa ed articolata analisi di rischio di vari fattori che permette di focalizzare le navi ed i container sospetti sui quali effettuare le operazioni di monitoraggio, controllo ed ispezione e, in caso di riscontro positivo e, quando possibile, avviare attività di consegne controllate – nazionali ed internazionali – di stupefacenti. Inoltre, l’Italia ha sviluppato una stretta collaborazione di polizia a livello internazionale con i servizi antidroga dei vari Paesi europei e degli altri continenti.
Al termine della visita istituzionale, i membri della delegazione hanno espress







In data odierna, il Capo del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Cons. Paolo Molinari, e il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga, Gen. C.A. G. di F. Antonino Maggiore, hanno sottoscritto presso gli uffici della DCSA un protocollo d’intesa relativo ai rapporti di collaborazione tra le due Amministrazioni, che ha come scopo quello di potenziare l’efficacia e l’efficienza operativa del
La firma del protocollo, dopo una pluriennale fase di collaborazione in via sperimentale, sancisce formalmente la partecipazione al Sistema del Dipartimento della Pubblica Sicurezza attraverso la DCSA, anche in ragione del ruolo decisivo che svolgono le informazioni provenienti dai circuiti di polizia.
L’implementazione dello SNAP, anche attraverso il consistente bacino di dati e notizie relativo ai sequestri di droga, permette alle Autorità sanitarie preposte di avviare, con tempestività, le procedure necessarie all’individuazione di nuove droghe – indispensabile per l’attivazione di un’effettiva risposta sanzionatoria – e, di conseguenza, di diffondere in tempo reale informazioni per la salvaguardia della salute dei cittadini.
VISITA RAPPRESENTANTI DELL’UNODC E DELLA GUINEA BISSAU, DEL GAMBIA E DEL SENEGAL.
Hanno poi preso la parola i rappresentanti dell’UNODOC (Cheikh Toure e Daouda Gadiaga) referenti per l’area, che hanno illustrato il programma “Strade aperte III” con un particolare focus sulle cd consegne controllate e un resoconto dei sequestri effettuati nell’ambito del citato progetto. I successivi interventi, da parte dei capi delegazione, Direttori e responsabili delle polizie antidroga dei Paesi africani partecipanti, hanno posto l’attenzione sull’esigenza di ottenere forme di supporto da parte dell’Italia, sia sul piano formativo per addestrare le forze di polizia sulle tecniche di indagine e conoscere gli aspetti normativi attraverso cui la polizia giudiziaria opera sul territorio nazionale, sia da un punto di vista materiale per implementare le dotazioni degli strumenti tecnico-operativi, necessari per svolgere monitoraggio e controlli approfonditi sulle merci che giungono via mare nei rispettivi Paesi, in particolare dall’America Latina, allo scopo di intercettare i carichi di droga occultati, soprattutto cocaina, per la gran parte solo in transito nel West Africa e destinata, invece, all’Europa.
















Lo scorso 26 ottobre, questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga ha ospitato una delegazione di funzionari della polizia e del Ministero dell’Interno della Polonia, nell’ambito delle attività di cooperazione e scambio istituzionale tra i due Stati, al fine di migliorare la risposta delle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità organizzata operante nel traffico di sostanze stupefacenti, con particolare attenzione alla Cocaina e alle Droghe Sintetiche.



Lo scorso 7 settembre, questa D.C.S.A. ha ospitato una delegazione delle Forze di polizia turche – in visita istituzionale in Italia – guidata dal Vice Direttore Generale della Polizia Nazionale di quel Paese e con la partecipazione dei Vice Direttori dei Dipartimenti Antidroga, di contrasto alla criminalità organizzata, al traffico di migranti e di esseri umani, al terrorismo e delle relazioni internazionali; presenti, inoltre, rappresentanti dell’Ambasciata della Turchia a Roma. L’incontro della delegazione presso questa Direzione, in analogia ad altri svolti presso alcune strutture del Dipartimento della P.S., si inquadra nell’ambito dei lavori del 2° Tavolo Tecnico bilaterale di Esperti – in applicazione dell’art. 7 dell’ “Accordo di Cooperazione sulla lotta ai reati gravi, in particolare contro il terrorismo e la criminalità organizzata” –in vigore del 2018- che formalizza la stretta collaborazione tra Italia e Turchia nello sforzo congiunto per il contrasto ai fenomeni criminali maggiormente complessi e “preoccupanti”.
Durante l’incontro, presieduto dal Direttore Centrale – con la partecipazione di rappresentanti dei tre Servizi e dell’Esperto per la Sicurezza di questa D.C.S.A. ad Istanbul- si è realizzato un interessante e proficuo confronto sulla situazione generale dei due Paesi rispetto al fenomeno “droga” e sulla scelta delle “modalità operative” adottate per attuare sia la prevenzione – con attenzione specifica alle campagne di informazione/formazione della popolazione in particolare rivolte a famiglia e scuola e, quindi, popolazione giovanile-genitori-insegnanti – che il contrasto repressivo antidroga. In particolare, per potenziare il contrasto, entrambe le parti hanno concordato sulla necessità di condividere le buone prassi operative, rendendo sempre più efficace lo scambio informativo tra le forze di polizia italiane e turche, auspicando, altresì, una più intensa collaborazione nel campo delle operazioni speciali antidroga previste nel menzionato accordo sulla lotta contro la criminalità organizzata.



dall’esigenza di implementare, anche in termini di sempre maggiore qualificazione e scientificità, le attività di “analisi” svolte da questa D.C.S.A. su una significativa quantità di dati relativi al “fenomeno droga”, reperiti dalle forze di polizia italiane- anche in collaborazione con quelle straniere- impegnate nella lotta al narcotraffico ed integrati da informazioni provenienti da fonti aperte.



orso di Digital Investigation e intelligence si svilupperà nell’arco di nove mesi, attraverso didattica interattiva con docenti universitari ed esercitazioni pratiche, ed intende fornire agli operatori delle forze di polizia impegnati nel contrasto al narcotraffico in rete, gli strumenti per utilizzare, al meglio, tecniche investigative e di intelligence di tipo digitale – nel web e nelle varie piattaforme social, con annessi cloud di riferimento, accessibili anche da smartphone- con lo scopo di acquisire concrete capacità per svolgere valide indagini in rete, attraverso una navigazione competente, orientata ed in modalità sicura e anonima.
Durante questa specifica formazione verranno approfondite tematiche particolari, quali: Digital Forensics e Digital Investigation, dalla notizia criminis ed i primi atti di indagine al valore della digital evidence nelle varie fasi processuali; il mercato delle sostanze stupefacenti sul web e le investigazioni digitali: le piazze di spazio virtuali; i crimini informatici e la loro evoluzione e diffusione, con particolare attenzione al traffico delle sostanze stupefacenti ; le droghe on line; droghe ed emergenza covid; gli agenti sotto copertura nelle indagini informatiche, con attenzione al traffico di sostanze stupefacenti; le best practies sulla digital forensics; le investigazioni digitali su big data, bot, cryptovalute e blockchain e i reati connessi; strumenti e strategie per il controllo delle comunicazioni a scopo di giustizia; dalle comunicazioni tradizionali alle comunicazioni social; intercettazioni digitali–di posta elettronica -di immagini; il pedinamento elettronico; sostanze stupefacenti, intercettazioni, riscontri; la droga “parlata” ; i nuovi cybercriminali e la loro classificazione ; OSINT e social network ; cyber intelligence; strategie per la raccolta e tecniche di analisi delle informazioni; tecniche di investigazione nell’Open e nel Dark Web – droghe e deepweb; cyber security e contromisure; l‘acquisizione dei dati di traffico nei reati relativi alle sostanze stupefacenti e service providers esteri.
