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PROCURA GENERALE DOMINICANA E COPOLAD III: CONVEGNO INTERNAZIONALE SULLA LOTTA AL NARCOTRAFFICO E AL RICICLAGGIO, PARTECIPAZIONE DEL DIRETTORE CENTRALE PER I SERVIZI ANTIDROGA – SANTO DOMINGO, 28 – 29 MARZO 2023.
THE MONEY APPROACH: NUEVAS MODALIDADES DE LUCHA CONTRA EL NARCOTRAFICO Y EL BLANQUEO DE DINERO

Il 28 e 29 marzo, la Procura Generale della Repubblica Dominicana e il Programma di cooperazione tra l’America Latina, i Caraibi e l’Unione Europea in materia di droga (COPOLAD III) – finanziato dall’Unione Europea e implementato dall’IILA, in consorzio con la Federazione Iberoamericana per l’Internazionalizzazione dell’Amministrazione Pubblica, FIIAPP – hanno organizzato un seminario dedicato alle nuove modalità di lotta al traffico di droga e al riciclaggio di denaro sporco. All’evento hanno preso parte qualificati esperti del settore di Italia, Spagna, Bolivia, Colombia, Costa Rica, Honduras, Guatemala, Perù, Panama e Repubblica Dominicana. Per l’Italia, hanno partecipato il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Dott. Giovanni Melillo e il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga, Gen. C.A. G. di F. Antonino Maggiore, accompagnato dal Capo del I Servizio, Dir. Sup. P. di S. Dott. Emilio Russo, e dall’Esperto per la Sicurezza a Santo Domingo, Ten. Col. CC Andrea Azzolini. 

I lavori si sono sviluppati, nel corso delle due giornate, attraverso panel ed alcune lectiones magistrales che, partendo dal money approach – nella scia del noto metodo  investigativo follow the money, ideato negli anni ’80 da Giovanni Falcone ed utilizzato nella lotta contro la mafia – hanno affrontato le tematiche relative al traffico di droga, nello scenario che coinvolge la comunità internazionale e che si riflette anche in altri contesti criminali, come il riciclaggio di denaro, gli investimenti illeciti, l’uso illecito della tecnologia ed il ricorso a reati più tradizionali come la corruzione e l’estorsione.

Il seminario è stato aperto dal Segretario Generale dell’IILA Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana, Min. Antonella Cavallari, insieme alla Procuratrice Generale della Repubblica Dominicana, Miriam Germán Brito. A seguire, il saluto di benvenuto ai partecipanti rivolto dal Rettore della Scuola Nazionale dei Pubblici Ministeri, Marien Montero Beard, e dall’Ambasciatore dell’Unione Europea nella Repubblica Dominicana, Katja Afheldt, alla presenza dei rappresentanti del corpo diplomatico.

Nel corso del suo intervento il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Dott. Giovanni Melillo, ha approfondito la tematica relativa alla lotta al narcotraffico con uno specifico focus sull’America Latina e l’Europa, descrivendo l’evoluzione di tale fenomeno nel corso del tempo e gli strumenti normativi utilizzati per fronteggiare la minaccia. Nell’evidenziare come il narcotraffico costituisce una minaccia che coinvolge tutti i Paesi del mondo e che produce instabilità politica e sociale, ha rappresentato come le organizzazioni criminali operino attraverso l’utilizzo di innovative tecnologie che comportano rapidi e continui cambiamenti degli scenari operativi. E’, quindi, necessario rimanere al passo con tali evoluzioni tecnologiche per adottare le più opportune strategie per attuare efficaci contromisure. Nel prosieguo, il Procuratore Nazionale ha spiegato come le organizzazioni criminali che operano in diversi Paesi cerchino di integrarsi fra loro sotto forma di consorzi e modelli organizzativi sempre più flessibili ed estesi, sfruttando gli ingenti profitti illeciti accumulati per riciclare le somme nell’economia legale. Di fronte alla complessità di tali fenomeni, è compito di ognuno avere consapevolezza del problema che, avendo portata transnazionale, necessità di strategie fondate sulla condivisione delle informazioni e sulla fiducia reciproca, al fine di elaborare un approccio comune. In tal senso, un riscontro positivo emerge dal diffuso utilizzo dello strumento delle Squadre Investigative Comuni, che si sta utilizzando anche con alcuni Paesi dell’America Latina, e che necessita di essere sempre più impiegato, nella considerazione che solo unendo le forze è possibile contrastare in maniera più efficace il narcotraffico internazionale.

Successivamente, ha preso la parola il Gen. Maggiore, che ha affrontato l’argomento inerente “La necessità della cooperazione internazionale di polizia nella lotta al narcotraffico. L’esperienza italiana: il ruolo e l’importanza degli ufficiali di collegamento antidroga della DCSA all’estero nello scambio di informazioni“. Dopo aver rivolto il proprio saluto al consesso, ha descritto la fondamentale azione di coordinamento esercitata dalla DCSA nel settore del narcotraffico, una delle più longeve e riuscite esperienze interforze in seno alle forze di polizia nazionali, evidenziando come la Direzione Centrale sia stata la prima struttura, in ambito nazionale, a disporre di propri Ufficiali di collegamento antidroga all’estero, in qualità di “Esperti”, distaccati nei crocevia internazionali della produzione, transito e del traffico illecito della droga, che promuovono prioritariamente la cooperazione di polizia contro il narcotraffico e svolgono attività di studio, osservazione e raccordo con i competenti organismi esteri. Proseguendo, è stato evidenziato come la cooperazione internazionale di polizia giochi ormai un ruolo decisivo ed è diventata asse portante e necessaria del sistema di sicurezza degli Stati, in ragione della necessità di contrastare fenomeni criminali sempre più pervasivi, tra i quali rientra certamente il narcotraffico. Nel concludere il suo intervento, il Direttore Centrale, nel rimarcare la necessità di sviluppare in maniera sempre maggiore forme di cooperazione internazionale contro i traffici di droga, ha citato un passo del discorso del giudice Giovanni Falcone, tenuto nel 1984 presso il Consiglio Regionale del Piemonte, nel corso del quale, affrontando proprio tale tematica, aveva evidenziato che “(…) le organizzazioni criminali non hanno problemi di confini e che operano con disinvoltura in tutto il mondo, per cui ogni ritardo nella cooperazione internazionale per la repressione del fenomeno si rivolge in ulteriori vantaggi per tali organizzazioni, che di giorno in giorno diventano sempre più efficienti e pericolose (…) non ha nessuna importanza che la droga venga sequestrata in un Paese anziché in un altro e ad opera di un determinato organismo di polizia, anziché di un altro; l’unica cosa importante è che l’operazione di polizia venga compiuta nel modo più efficace e questo è l’unico risultato cui dovrebbero mirare gli sforzi congiunti delle polizie dei vari Paesi, accomunate da questa unica e superiore finalità di efficienza. (…).

Al termine delle due giornate, il Dott. Javier Sagredo, Direttore del programma COPOLAD III ed il Dott. Giovanni Tartaglia Polcini, Procuratore e Consigliere giuridico del Ministro degli Affari Esteri italiano, hanno tenuto la loro relazione di chiusura  tracciando le conclusioni del seminario e, nel salutare e ringraziare i partecipanti all’evento, hanno manifestato la propria soddisfazione per il proficuo confronto che si è sviluppato durante il seminario, che apre nuove prospettive per una collaborazione antidroga sempre più stretta tra i Paesi coinvolti, necessaria per poter fronteggiare una minaccia “globale”, che travalica i confini e colpisce tutti.

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