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Antonino Maggiore, Generale di Divisione della Guardia di Finanza, è il nuovo Direttore.

L’Alto Ufficiale ha ricoperto prestigiosissimi incarichi, fra cui quelli di Comandante Regionale Veneto e Comandante Regionale Friuli-Venezia Giulia, oltre a numerosi altri incarichi di comando e di staff.

Si rinnovano le energie per le ambiziose sfide della D.C.S.A. nell’impegno al contrasto al narcotraffico.

Il  26 giugno si  celebra la giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga (Risoluzione 42/112 del 1987 dell’Assemblea Generale dell’  ONU   (https://www.onuitalia.it ).  

Sempre costante l’azione della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga di coordinamento e supporto operativo alle attività delle Forze di Polizia, impegnate nella lotta al narcotraffico nazionale ed internazionale.

La D.C.S.A., inoltre, è sempre impegnata nell’attività di studio ed analisi dei traffici di stupefacenti e del loro abuso, ai fini non solo del contrasto ma anche della prevenzione di tali fenomeni. In questo ambito collabora con il Dipartimento per le Politiche Antidroga  della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il quale sta portando avanti importanti progetti.

La D.C.S.A, come espresso nella  Dichiarazione conclusiva sugli esiti   del Convegno  internazionale Politiche antidroga: prevenzione e contrasto dei fenomeni e delle rotte internazionali. Strategie di cooperazione nella lotta al narcotraffico” dello scorso febbraio, nella consapevolezza condivisa che  “ (…) il narcotraffico costituisce un crimine transnazionale, di rilevanza globale, rispetto al quale nessun Paese può considerarsi preservato e che per contrastare sempre con maggiore efficacia tale minaccia è indispensabile unire le forze, sostenere lo sviluppo di indagini internazionali, scambiare e condividere le informazioni (…) ”, ricerca, elabora e sviluppa  le più efficaci  strategie di cooperazione internazionale nella lotta al narcotraffico e si impegna nella loro attuazione pratica, attraverso la stipula di “accordi” fra Stati in materia antidroga (MOAmemorandum operativi antidroga). Nello stessa Dichiarazione conclusiva del Convegno NO DRUG  NO PROBLEM , la D.C.S.A. si è fatta portavoce  nel ribadire la comune “(…)  ferma determinazione nel voler prevenire la diffusione e l’abuso delle droghe e nel contrastare la coltivazione illecita, la produzione, la diffusione e il traffico illegale delle sostanze stupefacenti “.

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga  pubblicherà, a breve,  i dati riassuntivi dell’attività e dei risultati, riferiti al 2019,  nella Relazione Annuale 2020.

https://globalinitiative.net/

A parallel contagion:

Is mafia entrepreneurship exploiting the pandemic?

Un contagio parallelo. “L’imprenditorialità mafiosa sta sfruttando la pandemia?

Questo il titolo di una approfondita,  interessante  ricerca svolta dal Global Initiative Against Transnational Organized Crime (GI-TOC), sviluppata in tre capitoli.  Chapter I – 22 April 2020 Concerned with reports of the Mafia’s exploitation of the current global crisis, the Global Initiative Against Transnational Organized Crime (GI-TOC) has had the privilege of bringing together four leading figures in Italy’s fight against the mafia for a virtual roundtable to discuss how the mafia is repositioning itself during the pandemic, what the implications are and how the Italian government is responding (nel primo capitolo, il GI-TOC ha  approfondito , da diversi punti di vista, la tematica dello sfruttamento da parte della mafia dell’attuale crisi globale, mettendo insieme esperte  figure di spicco nella lotta alla mafia che hanno discusso, in “tavole rotonde virtuali”,  su come la mafia si stia “riassettando” durante la pandemia, quali siano le implicazioni e  in che modo le autorità governative italiane stiano affrontando la questione).  Chapter II – 11 June 2020  With regard to mafia activity in the context of the pandemic, the Global Initiative Against Transnational Organized Crime (GI-TOC) has carried out research into mafia involvement in three key sectors: Healthcare system, Prisons, Welfare provision (nel secondo capitolo del lavoro, con riguardo all’attività della  mafia nel contesto della pandemia, il GI-TOC ha approfondito il coinvolgimento della mafia in tre settori chiave: sistema della sanità,  sistema carcerario e prestazioni previdenziali -Welfare)Chapter III – 11 June 2020 In these interviews with Italian anti-mafia and organized-crime experts, we explore various ways in which mafia groups in Italy and overseas are exploiting the economic conditions created by the COVID-19 pandemic – from providing so-called mafia welfare services to capturing sectors of the legal economy, drug trafficking and money laundering. The interviews are a sequel to our virtual roundtable with four leading figures in Italy’s fight against the mafia, which discusses how the mafia is repositioning itself during the pandemic.   We feature interviews with: Roberto Tartaglia, anti-mafia magistrate and the Deputy Head of the Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Italy’s prison administration department; Raffaele Cantone, anti-mafia magistrate and former President of the Italian Anti-Corruption National Authority (2014–2019); Giuseppe Cucchiara, Director, anti-drugs services at Italy’s Department for Public Security, part of the Interior Ministry, a role he has held since 2017; Marcello Minenna, Director of the Italian Customs and Monopolies Agency.   The interviews were led by Sergio Nazzaro, a journalist, writer and adviser to the Parliamentary Anti-Mafia Commission. Since November 2018, Nazzaro has served as the spokesperson for both the president of the Parliamentary Anti-Mafia Commission and Italy’s Deputy Minister of the Interior. In January 2020, he was appointed voluntary spokesperson for Italy’s Deputy  Minister of Health for the duration of the COVID-19 crisis. Nazzaro is a member of the GI-TOC Network of Experts (Nel terzo capitolo del lavoro sono presentate le interviste svolte ad  Esperti italiani dell’antimafia e della criminalità organizzata, con i quali vengono esplorati i diversi modi nei quali in gruppi mafiosi in Italia ed all’estero stanno sfruttando le condizioni economiche create dalla pandemia Covid-19- dalla fornitura dei c.d. servizi “assistenziali” della mafia alla  conquista di settori dell’economia legale, il traffico di droga ed il riciclaggio. Le interviste, svolte dal giornalista Sergio Nazzaro a  Roberto Tartaglia ( Direttore del DAP) Raffaele Cantone (fino al 2019 Presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione), Giuseppe Cucchiara (Direttore DCSA) e Marcello Minenna (Direttore dell’agenzia delle Dogane e Monopoli),  costituiscono il seguito della tavola rotonda virtuale con le figure di spicco nella lotta italiana contro la mafia – di cui al citato  cap. I della ricerca ).

A PARALLEL CONTAGION   c. III  Exploiting the pandemic, the mafia way     

UN CONTAGIO PARALLELO  c. III  Come la mafia sfrutta la pandemia

 From c.III : Interview with Giuseppe Cucchiara, Director  anti-drugs services -Dep Public Security Interior Ministry-Italy   ( dal Cap. III della ricerca : l’intervista- in lingua inglese- di  Sergio Nazzaro a  Giuseppe Cucchiara, Direttore di questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga -D.C.S.A.  che affronta  diverse questioni relative alle connessioni della pandemia con le  attività  delittuose  e la estrema “flessibilità”  delle organizzazioni criminali di tipo mafioso e di quelle straniere, implicate nel  traffico internazionale di droga. Viene ribadita, inoltre, la  necessità di impegnarsi in una sempre più concreta  cooperazione  internazionale tra le forze di polizia,  per  contrastare  in maniera efficace il narcotraffico; di rilevo anche le riflessioni  sui rischi dell’infiltrazione mafiosa nell’economia legale).

NAZZARO: What has happened to drug trafficking while the world has been disrupted by the pandemic? Has the drug trade stopped, or has it merely changed its spots?

CUCCHIARA: The virus’s rapid diffusion throughout much of the world is influencing lifestyles, economies, institutions and many other factors, which have negative consequences both for the people’s everyday life and for governments. The virus has also affected drug trafficking which, although an illicit activity, is a trade whose performance largely depends on the normative functioning of legitimate economies around the world. When an interruption occurs along the global supply chains and transport networks, as is happening now with COVID-19, major criminal organizations and their drug-trafficking activities are affected. Think, for example, about drug manufacturing processes in clandestine labs that need specific products as inputs, which are hardly accessible even in normal market conditions. Another problem facing criminal organizations is related to the transportation phase and its mechanisms. The main drug trafficking routes to Europe are from Latin America for cocaine, and from the east, especially Afghanistan, for opiates. In my opinion, cocaine trafficking is still the major source of income for Italian criminal organizations, especially the ‘Ndrangheta. For this reason, I pay special attention to cocaine trafficking, which is predominantly shipped by sea. The cocaine shipping traffic has contracted, as has trade in legal commodities from Latin America, owing to the pandemic. Given the current restrictions, criminal organizations are looking to different modes of transport. As for street-level drug dealing, restrictions on people’s freedom of movement have led to the development of new ways of operating for dealers and their markets. In Italy, we have witnessed dealers disguised as delivery drivers, others using car-sharing or taxis. While street drug dealing is developing new dynamics, the international drug supply trade has found itself in deep trouble, mainly because the routes for shipping drugs from one hemisphere to the other have been cut off. Containment measures adopted by numerous governments following the pandemic have resulted, according to our data, in a substantial decline in trafficking.

NAZZARO:  In Italy, given that the legal economy can slowly begin to resume now, will drug trafficking pick up again too?

CUCCHIARA:  It is still too early to tell, but it is not unreasonable to assume this might happen. And, as I mentioned, the Giuseppe Cucchiara Courtesy of the author 6 drug trade relies heavily on the healthy performance of licit trade. During this period, legal activities have almost ground to a halt, and this has had repercussions for drug trafficking as well. We need to be circumspect here. The so-called phase 2 of lockdown is currently in place in Italy, but drug trafficking is affected by controls and restrictions in other countries too. For instance, in Peru, security measures adopted in regions where there is a large concentration of cocaine plantations have made it much more difficult for criminal organizations to source chemical precursors that are used in cocaine production. This has caused production to drop. There is a market surplus of coca leaf production, but a shortage of precursors that are needed as inputs for cocaine production, and this has led to a drastic decrease in prices for coca, from about 60 euros to 10 euros for 1.5 kilograms. This has repercussions for the trafficking business: before the pandemic, the wholesale cocaine price in Peru fluctuated between $900 and $1 000 per kilogram; today it currently stands at around $400 per kilogram. So, we will have to wait for other countries to begin easing their economic restrictions to get a better picture of what will happen to drug trafficking here in Italy. What we do know about the trafficking market is that cocaine that is already in circulation in the supply chain in Italy – and in Europe in general – has increased in value because of the current reduced supply in the production markets. We have recorded a 30% rise in the price of cocaine both already present in Europe and for the small amounts that do manage to get shipped from Latin America. In the near future, we expect that the reduced supply of drugs will prompt a further increase in prices. We will be able to see it in the coming weeks.

NAZZARO: Given the disruptive effect the pandemic has had on the drug trade, is this an opportunity for national and international law enforcement to deal a heavy blow to criminal organizations?

CUCCHIARA: International law-enforcement agencies do play a role. But the truth is, the problem first needs to be addressed in the countries where drugs are produced. What concrete action can international agencies take? In Europe, for instance, we deal with product that passes through our borders, but the heavy blow you refer to should be dealt by the producing countries in Latin America – and this lies outside of our scope. Interestingly, Albanian organized-crime groups have stepped up the trafficking of drugs to Italy using routes across the Adriatic. On 10 April, 20 kilograms of heroin and cocaine concealed in a truck were seized in Bari, while, more recently, the authorities intercepted another sizeable shipment of cocaine coming from Albania. In cases like these, when countries are geographically close, collaboration between the police agencies that specialize in countering organized crime is easier and more effective. However, when the commodity is coming from more distant countries, things get complicated.

NAZZARO: In this context of cohabitation with the virus, how are criminal organizations adapting and taking advantage of the emergency situation?

CUCCHIARA: Criminal organizations are extremely flexible. In Italy, mafia groups have made canny, timely investments in, for example, the agriculture and food sectors, the provision of medicines, medical equipment and healthcare products, as well as the funeral industry, cleaning services, waste management and road transport. Mafia groups are known to be highly adept at restructuring and adapting. However, the COVID-19 health emergency has given law-enforcement agencies the opportunity, once activity fully resumes, to have a considerable impact on the drug supply chain. And that means making life difficult for criminal organizations. Although the transnational drug trade depends on a number of external factors, domestic distribution has different dynamics, and in a period of tighter controls, it could suffer a tough blow.

NAZZARO: With regard to drug trafficking, what role does the Italian market and, more generally, the European one, play in the global context?

CUCCHIARA: Italy is predominantly a drug destination market, not a production market; it has high levels of consumption, from synthetic drugs to traditional ones. Italy’s geographic position in Europe makes its ports key sorting centres for traffic destined elsewhere, thus making Italy a transit country too. However, this is true for most coastal European states. Large criminal organizations such as the ‘Ndrangheta – which is considered the global broker of cocaine destinated for Europe – move huge amounts of drugs destined for European states. The ‘Ndrangheta could be behind shipments arriving at any number of Italian or other European ports – Gioia Tauro, Genoa, Antwerp or Rotterdam, for example.

NAZZARO: According to some, during the financial crisis of 2007–2008 the proceeds of drug trafficking allegedly helped sustain a portion of the Italian economy, increasing the level of underworld infiltration into the legal economy. Do you believe there are, at present, the preconditions for a similar situation to recur?

CUCCHIARA: This is a risk that exists, and I would extend it from the threat of drug trafficking to the threat of the mafia presence more generally. It is evident that in the postemergency phase, the threat posed by the mafia could really escalate. Mafia organizations have at their disposal an enormous amount of illicit resources that they can inject into the legal economy at a time where the private sector, in particular small and medium enterprises, are facing a liquidity crisis. Here, the so-called mafia welfare, widely discussed elsewhere, could become a reality. I agree with those who believe the current period brings a genuine risk of further criminal infiltration into corporate structures and the legal economy in general, by providing the necessary liquidity or through loan sharking. In the post-emergency phase, mafias may very well consolidate their presence in the legal economy, and at the same time leverage the level of social consensus that they enjoy.

 

 

Il 21 febbraio scorso si sono concluse le sessioni di lavoro  sulle strategie  antidroga dedicate alla  prevenzione e contrasto dei fenomeni e delle rotte internazionali  e alle strategie di cooperazione nella lotta al narcotraffico. Due le sessioni dedicate a Traffici e dinamiche associative criminali: le attività di contrasto, moderate da Francesco Grignetti -cronista de La Stampa. Nella prima parte, i relatori stranieri di Colombia, Macedonia del Nord (il Capo della Polizia di quello Stato), Messico, Spagna (UDYCO ) e U.S.A. (DEA) e quelli italiani, Comandante dello S.C.I.C.O.  della G. di F. e Comandante del R.O.S. dei Carabinieri, si sono confrontati, in particolare, sulle modalità di contrasto alle organizzazioni dedite al narcotraffico. Nella seconda e ultima sessione, dedicata nello specifico ai flussi informativi per la promozione delle attività antidroga in ambito internazionale, sono intervenuti i delegati di Albania, Francia, Nigeria, Russia, Spagna (Guardia Civil), Turchia e il Direttore del III Servizio “Operazioni antidroga” della D.C.S.A..

Infine, l’intervento di chiusura del Direttore Centrale per i Servizi Antidroga che ha manifestato la propria soddisfazione per l’altissima attenzione prestata alle tematiche discusse dai qualificati relatori di diversa estrazione e nazionalità, provenienti dal mondo del law enforcement ed anche dalla magistratura e dalle agenzie internazionali che si occupano di cooperazione e di riduzione della domanda e dell’offerta. Lo scenario emerso disegna un quadro di situazione serio: il traffico illecito di stupefacenti e la diffusione della droga continuano a rappresentare un rischio a livello mondiale per la salute, la sicurezza, il benessere e la qualità della vita di tutta l’umanità oltreché per l’economia legale, la stabilità e la sicurezza degli stati. Come ricordato dal Capo della Polizia in apertura dei lavori, il narcotraffico è ancora il principale motore di tutte le attività illecite svolte dai grandi sodalizi criminali, per gli enormi profitti che produce, di gran lunga i più rilevanti fra quelli generati da qualsiasi altra attività umana, sia lecita che illecita, che rappresentano anche il più agevole sistema di auto-finanziamento per consentire lo svolgimento di ulteriori attività criminali.

I delegati di OSCE e UNODC, hanno evidenziato il costante incremento della produzione di sostanze, quali cocaina ed eroina, una sorta di “tempesta perfetta”, così definita dal Direttore del MAOC N, nella quale domanda ed offerta si condizionano reciprocamente, determinando incrementi notevoli nei consumi.  In merito alla necessità di impegnarsi e cooperare sempre più- anche sul versante “preventivo” del fenomeno-  l’intervento iniziale del Direttore del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio, che ha illustrato le varie iniziative progettuali del DPA in tal senso.

In tema di analisi del fenomeno e contrasto al narcotraffico, la riflessione del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri che, nel suo intervento all’inizio dei lavori, ha sottolineato che, a fianco delle tradizionali rotte di stupefacenti, si rilevano nuovi sistemi di diffusione delle droghe attraverso piattaforme on-line per la vendita di nuovi insidiosi stupefacenti di sintesi, NPS, consumati soprattutto dai più giovani. La nuova frontiera del commercio online, attraverso le spedizioni postali di pacchi e plichi contenenti piccoli quantitativi di droga e di medicinali contenenti principi attivi stupefacenti, è stata ricordata anche dai delegati di Canada e Austria. Il nemico corre veloce: le organizzazioni criminali dispongono di risorse pressoché inesauribili, sfruttano abilmente le “asimmetrie” nei sistemi normativi degli Stati e le falle del dispositivo globale, come ampiamente rappresentato anche negli interventi del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e del delegato argentino. Nessun Paese è immune da queste minacce. Per questo, non è possibile farcela da soli. Per fronteggiare questa situazione e ridurre il gap è indispensabile unire le forze, fare rete”, come sottolineato dal delegato Interpol, da quello del Cile e dal Direttore della D.A.C. della Polizia di Stato, promuovendo lo sviluppo di indagini internazionali, scambiando e condividendo le informazioni, valorizzando gli sforzi investigativi e informativi di ciascuno Stato e i contributi che ci vengono dalle agenzie regionali e internazionali che operano in questo segmento. In tutti gli interventi della “due giorni di lavoro” è stata ribadita la necessità di migliorare, sempre più, la già eccellente cooperazione bilaterale, regionale e multilaterale, e di spingere forte sulla cooperazione giudiziaria e di polizia tra gli Stati. Per questa esigenza, la prima necessità è quella di creare tra tutti i Paesi chiamati a fronteggiare il narcotraffico una relazione basata sulla fiducia e sulla mutua assistenza. Come sottolineato dal delegato Interpol è importante mettere a fattor comune “quello che sappiamo fare meglio”. Incrementare cioè la collaborazione operativa tra le strutture di polizia dei Paesi di produzione, di transito e di consumo degli stupefacenti, per ottenere sinergie, sia nell’analisi dei fenomeni che nell’intelligence, allo scopo di sviluppare strategie preventive e repressive corali e condivise. In questa prospettiva – come dimostra l’esperienza italiana – potrebbe risultare vincente promuovere la negoziazione di “memorandum operativi antidroga”, quali strumenti dinamici per la pianificazione di iniziative investigative congiunte e lo svolgimento di operazioni speciali.

Necessaria anche una sempre più efficace cooperazione giudiziaria – “smart”- per usare una fortunata espressione del delegato Interpol, al fine di agevolare l’estradizione dei responsabili, assicurare le fonti di prova, rendere più tempestiva l’attività rogatoriale, costituire squadre investigative comuni e garantire assistenza legale reciproca.

In prospettiva futura sarà anche necessario provare ad armonizzare le normative di settore allo scopo di sfumare quelle frontiere giuridiche che non impediscono l’arrivo della droga ma rendono lenta e farraginosa l’azione della giustizia.

Come rimarcato da numerosi delegati, tra cui il Comandante dello SCICO- G.di F. e dallo stesso Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, occorre anche concentrare gli sforzi sul versante economico della lotta al narcotraffico, utilizzando gli strumenti delle indagini patrimoniali, finanziarie e antiriciclaggio, laddove gli ordinamenti interni lo consentano.

Riprendendo l’insegnamento del giudice Giovanni Falcone, riecheggiato nella parole del delegato olandese, aggredire i flussi finanziari e le ricchezze accumulate con il narcotraffico, rappresenta ancora la prima e più incisiva forma di contrasto alla criminalità organizzata, che reimpiega tali proventi non solo per incrementare il traffico della droga ma anche, come sottolineato dal Comandante Generale della Guardia di Finanza, per inquinare le istituzioni e le economie legali degli Stati.

Di decisiva importanza è anche la predisposizione, con il concorso di tutti gli Stati e delle Agenzie internazionali, di efficaci modelli di analisi del traffico, allo scopo di individuare con precisione i luoghi di produzione e origine delle droghe illecite e di tracciare le rotte d’importazione verso i paesi di consumo. Un supporto in questo senso potrebbe arrivare anche da un efficace sistema di monitoraggio internazionale dei precursori e delle sostanze chimiche di base.

Analogamente, come sottolineato dai delegati dei Paesi Bassi, Canada, Austria e Germania, sarà necessario uno sforzo congiunto per accrescere la capacità di monitoraggio e di intervento sulle piattaforme on-line, soprattutto nelle aree più inaccessibili del darknet, per arginare il fenomeno emergente della commercializzazione illegale delle sostanze stupefacenti nelle reti elettroniche, acquistate mediante cripto-valute che favoriscono il riciclaggio dei proventi del narcotraffico. Come emerso dagli interventi,  per realizzare questi ambiziosi obiettivi di cooperazione è indispensabile muoversi rapidamente e tutti insieme. Occorre, inoltre, realizzare procedure operative condivise e partecipate, promuovendo, ove possibile, lo scambio di intelligence, la circolazione delle informazioni, la realizzazione e l’impiego di buone prassi basate sull’ esperienza investigativa e sull’expertise degli Stati che sono -più avanti- nell’azione di contrasto del narcotraffico.

Auspicata dal Direttore dello S.C.I.P. ( D.C.P.C. ), in un futuro non lontano, la condivisione, del patrimonio informativo presente nelle banche dati nazionali.

Tutte le informazioni sono preziose perché consentono di ricostruire un’immagine definita del fenomeno, che si tratti di notizie di carattere investigativo o, più semplicemente, dei risultati delle analisi tossicologiche sulle droghe sequestrate; di indicazioni sui metodi di produzione dello stupefacente o sulle modalità di occultamento della droga in transito.

Sono iniziative complesse da realizzare, ma la determinazione colta negli interventi e  nella partecipazione convinta all’ evento, inducono a pensare che esista davvero la possibilità di poter attuare insieme politiche ed azioni vincenti per contrastare una piaga terribile che priva del futuro i  giovani e mina alla radice ogni comunità.

 

No Drug No Problem 

Ieri, 20 febbraio, hanno avuto inizio i due giorni di lavoro sulle – politiche antidroga: prevenzione e contrasto dei fenomeni e delle rotte internazionali. Strategie di cooperazione nella lotta al narcotraffico– organizzati dalla DCSA in collaborazione con il DPA.  All’ apertura dell’evento, il Capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli ha sottolineato   che “nella lotta e nel contrasto al traffico di droga, anche internazionale, il nostro modello fa del coordinamento e dei saperi delle Forze di polizia la sua forza” e che “il contrasto fine a se stesso è fondamentale ma non sufficiente. Bisogna agire sulla prevenzione e quindi sulla domanda di droga” .  Interventi  in apertura dei lavori, anche dei Comandanti Generali dell’Arma dei Carabinieri -Gen.C.A. G. Nistri – e della Guardia di Finanza -Gen. C.A. G. Zafarana-  e del Capo Dipartimento per le Politiche Antidroga, Consigliere Maria Contento che ha illustrato le iniziative progettuali sostenute, in tale ambito, dalla Presidenza del Consiglio.  Il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga – ha delineato lo scenario “globalizzato” del narcotraffico e delle organizzazioni criminali coinvolte, che necessita di una azione di contrasto sempre più decisa e coesa da parte di tutte le componenti istituzionali interessate a contrastare il dilagante fenomeno, con azioni di carattere internazionale, trasversale e multilaterale. Lo stesso Direttore della DCSA ha sottolineato che non si tratta di un convegno “fine a se stesso”  ma  di un “laboratorio” dal quale possano scaturire volontà condivise e “fatti”. L’incontro e lo scambio di esperienze nel contrasto al narcotraffico tra  Paesi delle diverse aree del mondo interessate al fenomeno  costituisce, infatti,  una preziosa occasione per individuare, grazie all’altissimo livello dei relatori presenti, i profili di efficaci e condivise politiche antidroga. La giornata è stata quindi caratterizzata da una serie di  stimolanti confronti su tematiche di grande interesse, sviluppate nelle diverse sessioni dei lavori – moderatori  Lirio Abbate -vice direttore de L’Espresso, Valerio Cataldi – inviato RAI  e Vincenzo Spagnolo-  giornalista dell’Avvenire,  particolarmente impegnati nello specifico settore.  Presenti i delegati di 6 Organizzazioni Internazionali e di 56 Paesi esteri, i massimi vertici del Dipartimento della P.S., dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e numerosi Procuratori Distrettuali. I relatori nazionali ed internazionali, tutti di elevatissimo livello, si sono confrontati  sulle  diverse tematiche, stimolando un interessante  dibattito con l’uditorio presente.  Tra gli interventi  di parte italiana si evidenzia  il contributo del  Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, dott. Cafiero De Raho, che ha sottolineato la necessità di  utilizzare tutti gli strumenti possibili per una cooperazione internazionale “fluida”,  cioè rapida ed efficace,  tra le  polizie – con il prezioso coordinamento  svolto da questa DCSA- e tra le  magistrature,  al fine di contrastare il narcotraffico -gestito dalle  note organizzazioni criminali di stampo mafioso; nello stesso senso, gli interventi  dei Direttori del I e II Servizio di questa DCSA, che hanno esaltato le essenziali funzioni svolte da questa DCSA  di coordinamento e di ” spinta”  ad ottimizzare  sempre più la cooperazione – bilaterale e multilaterale- tra i diversi Paesi impegnati  nella comune lotta antidroga. Intervenuti, sulla stessa linea, anche il Direttore della DAC (Direzione Centrale Anticrimine  della Polizia di Stato) Dir. Gen. P-S- F. Messina  e dello SCIP  ( Servizio Cooperazione Internazionale della Direzione Centrale della Polizia Criminale) Gen. B. G.Spina.  I relatori italiani hanno evidenziato le capacità delle consorterie criminali di operare come vere holding imprenditoriali, in grado di fuorviare la natura illegale delle loro attività, mediante figure professionali qualificate –capaci di  scalare anche i vertici di rilevanti apparati economico-finanziari–ed utilizzando strumenti operativi di non tracciabilità, come i bitcoin e le criptovalute.  Il risultato di queste “abilità” criminali  è l’aumento di “immissione” nel mercato  delle diverse sostanze stupefacenti e soprattutto profitti di enorme entità. Di estremo interesse i contributi – in ordine di intervento- dei rappresentanti degli organismi internazionali ( EMCDDA, OSCE,UNODC,CARICC,MAOC-N, INTERPOL) e dei Paesi stranieri  (Polonia, Argentina, Iran, Marocco, Paesi Bassi, Canada, Colombia, Cile, Afghanistan, Austria, Costa D’Avorio, Germania, U.S.A.).  Dalla discussione e dal confronto sulle migliori  “prassi”  da adottare nell’attività antidroga  sia preventiva che repressiva- intesa in senso “globale”-  è emersa, in maniera unanime, la necessità di strategie condivise ed integrate- per la diminuzione della produzione e del consumo delle sostanze stupefacenti- e di  una cooperazione internazionale, sempre più stringente, tra le Autorità  di polizia e giudiziarie. Oltre, e “prima”, del  piano repressivo antidroga, indispensabile, quindi, affinare le policy di contrasto con risorse e strategie di sempre maggiore qualificazione.
Oggi, 21 febbraio, le sessioni proseguono con gli interventi di altri qualificati relatori, nazionali ed internazionali -moderatore Francesco Grignetti cronista de La Stampa – e l’elaborazione- a cura di questa DCSA- delle conclusioni dei lavori svolti.

Comunicato stampa

Il 20 e 21 febbraio prossimi si terrà a Roma una due giorni di lavoro organizzata in sinergia fra la  Direzione Centrale per  Servizi Antidroga del Dipartimento della P.S. – Ministero dell’Interno ed il  Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri che metterà insieme i responsabili di vertice delle Agenzie Antidroga dei Paesi maggiormente interessati al contrasto al narcotraffico, alla produzione di droghe ed alle principali rotte di trasporto, nonché magistrati italiani e stranieri, e rappresentanti di vertice delle principali organizzazioni internazionali.  L’evento, che sarà aperto dal Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli, attraverso la condivisione di buone prassi e l’analisi aperta e costruttiva delle molteplici difficoltà operative, mira al confronto diretto fra i partecipanti in modo da giungere a risultati di sempre maggiore efficacia nell’attività di contrasto.

All’evento, oltre a responsabili di primo piano delle forze dell’ordine italiane, parteciperanno delegazioni di 57 Paesi delle diverse aree, fra cui Afghanistan, Colombia, Costa D’Avorio, Francia, Ghana, i Paesi dell’area Balcanica, Iran, Marocco, Messico, Olanda, Perù, Portogallo, Russia, Spagna, Turchia, Uzbekistan, solo per citare quelli coinvolti più frequentemente in traffici pertinenti l’Italia, oltre alle principali Agenzie investigative di settore come la DEA ed INTERPOL. Ma il workshop sarà anche occasione per gettare uno sguardo attento ai profili nazionali ed internazionali di policy in tema di diffusione delle sostanze stupefacenti, grazie ai contributi dei responsabili dell’Osservatorio Europeo sulle tossicodipendenze, dell’OSCE e di UNODC, ufficio europeo delle Nazioni Unite competente al contrasto alle droghe.

Nel corso del workshop, durante il primo giorno  sono attesi i seguenti interventi di particolare interesse:

Polonia Deputy Head of Chief Commander Police  Michal Aleksandrowicz
EMCDDA Direttore EMCDDA, Dr. Alexis Goosdeel
OSCE Head of Strategic Police Matters Unit, Dr. Guy Vinet
UNODC Drug Research Expert United Nations Office on Drug and Crime, Dott. Thomas Pietschmann
Argentina Auxiliar Fiscal  Procuraduría de Narcocriminalidad, Dott.ssa Patricia Cisnero
CARICC Direttore Central Asia Regional Information and Coordination Center, Col. Rustam Aziz Miralizoda
Iran Chief of Antinarcotics Police, Brigadier General Mohammad M. Zahedian
Italia Direttore I Servizio “Affari Generali e Internazionali” della DCSA, Dir. Sup. P. di S. Emilio Russo
MAOC-N Direttore Esecutivo Maritime Analysis and Operation Center – Narcotics, Dr. Michael O’Sullivan
Marocco Direction Générale de la Sureté Nationale  Préfet de Police Dr. Mohammed Dkhissi
Paesi Bassi Head of National Criminal Investigations Division – Andy Kraag
Afghanistan Director of Investigation Prosecution, Counter Narcotics Justice Center, Dr. Abdul Hamid Nasrat
Canada Director General Royal Canadian Mounted Police, Dr. Michel Arcand
Colombia Fiscal General de la Nación, Dr. Fabio Espitia Garzón
Cile Jefe de a Prefectura Antinarcoticos y contra el Crimen Organizado – Pref. Roy Farias Dee
INTERPOL Criminal Networks Policy Analyst INTERPOL, Dott.ssa Lisa Garin-Michaud
Italia Procuratore DNAA, Dott. Federico Cafiero de Raho
Italia Direttore Direzione Centrale Anticrimine, Dir. Gen. di P.S. Francesco Messina
Afghanistan Deputy Minister for Counter Narcotics Ministry of Interior Affairs, H.E.Mohd Hashim Aurtaq
Austria Head of Sub-Department 3.3, Brig. Gen. Daniel Lichtenegger
Costa D’Avorio Directeur de la Police des Stupéfiants et des Drogues, Dott.ssa Mabonga Toure Atchet
Germania Deputy Head of Drugs Department at BKA, Dr. Michael Dewald
Italia Procuratore Aggiunto presso la Dir. Naz. Antimafia e Antiterrorismo, Dott. Giovanni Russo
Italia Direttore del Servizio per la Cooperazione Internazionale, Gen. B. Giuseppe Spina
USA Director Bulk Cash Smuggling Center of Homeland Security Investigations, Dr. Albert G. Giangregorio

 

Nel corso della seconda giornata di lavoro sono previsti interventi  altrettanto interessanti da:

Colombia Jefe de Inteligencia de la Direccion Antinarcoticos T. Col. Fabio Ojeda
Italia Comandante CC ROS, Gen.B. Pasquale Angelosanto
Italia Comandante Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata, Gen. B. Alessandro Pio Barbera
Macedonia del Nord Director for Public Security, Dr. Sasho Tasevski
Messico Director de Inteligencia de la Secretaaria de Seguridad Ciudadana Tlaxcala, Dr. David Alberto Izquierdo Sanchez Hidalgo
Spagna Jefe de la Brigada Central de Estupefacientes de la Unidad de Droga y Crimen Organizado (UDYCO), ComisarioAntonio J.Martinez Duarte
USA Drug Enforcement Administration, Dr. Scott Seeley-Hacker
Albania Director Directorate Against Narcotics and Traffics, Dr. Bledar Çeliku
Francia Deputy Director OFAST, Dr. Samuel Vuelta Simon
Italia Direttore III Servizio Operazioni Antidroga della DCSA, Gen.B. Riccardo Sciuto
Nigeria Director National Drug Law Enforcement Agency, Dr. Muhammad Mustapha Abdallah
Russia Vice Direttore dell’Ufficio per il Controllo Droghe (GUNK), Col. Sergey Savochkin
Spagna Jefe Unidad Intelligencia Criminal  de la Guardia Civil, Col. Antonio Cortés Ruiz
Turchia Deputy Head of Counter Narcotics Department, 2nd Degree Polis Chief Erdem Koç

 

Moderano gli incontri il Vice Direttore de L’Espresso Lirio Abbate, l’Inviato RAI Valerio Cataldi ed il cronista de La Stampa Francesco Grignetti.

Si è svolto ieri, 21 novembre, il Workshop dedicato alle droghe sintetiche ed alle nuove sostanze psicoattive, organizzato da questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, in collaborazione con il Dipartimento politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al quale ha partecipato il Capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli. Il variegato uditorio del Workshop ha visto la presenza di Procuratori Distrettuali della Repubblica, Magistrati della Direzione Antimafia e Antiterrorismo, Direttori Centrali del Dipartimento della P.S., rappresentanti della Polizia di Stato, dell’Arma dei  Carabinieri e della Guardia finanza, comprese aliquote di allievi Ispettori ed Ufficiali, degli Uffici di collegamento esteri a Roma, oltre ad operatori del sociale, privato e pubblico, ed esperti del settore, anche del mondo accademico.

Dopo i saluti iniziali del Prof. Claudio Grasso, V. Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica, che ha ospitato l’evento, ha aperto la sessione della mattina, il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga Giuseppe Cucchiara , che ha fatto luce sulla pericolosità della nuova droga, il Fentanil, – nato come farmaco antidolorifico ed usato anche per aumentare il valore dell’eroina- che si sta affacciando sul mercato nazionale ed “ha una potenza 50-100 volte superiore alla morfina e 30-50 volte all’eroina”. Per questo – ha continuato il Direttore Centrale – “si è sentita l’esigenza di fare il punto della situazione attraverso le esperienze di chi, nel nostro Paese, si occupa di droga. Questo workshop nasce da un progetto voluto dal Dipartimento delle politiche antidroga della Presidenza del consiglio al quale collabora anche il Dipartimento della pubblica sicurezza con l’obiettivo principale, attraverso attività congiunte e interventi integrati, di aumentare l’efficienza al contrasto al mondo della droga con una più incisiva azione di prevenzione” . Proprio da questo rapporto di collaborazione DCSA –DPA sono nati due progetti: Icarus  ed Hermes. Inoltre, la D.C.S.A. ha rafforzato dei settori dedicati a questi fenomeni “emergenti”. Sempre il Direttore ha precisato che “ il mercato italiano è dominato dalle droghe tradizionali: cocaina, eroina, hashish e  marijuana. Le nuove droghe sintetiche sono una parte emergente e dunque gli oppiacei sintetici sono ancora una quota residuale ma l’attenzione è massima perché anche l’eroina si affacciò da noi con qualche anno di ritardo rispetto ad altri Paesi. Non siamo all’emergenza ma dobbiamo attrezzarci”; comunque, dedichiamo grande attenzione anche dal punto di vista investigativo nei confronti del Fentanil. Proprio recentemente abbiamo operato due sequestri in Italia con la tecnica della consegna controllata”.

             

Il successivo intervento del Capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli, si è incentrato su due presupposti: in primo luogo “la conoscenza  per avere consapevolezza dei rischi”; in secondo luogo– il fare rete per condividere saperi ed esperienze”, fondamentale nella lotta alla droga. Il problema del pianeta droga approccia questioni securitarie e di contrasto, ma dovremmo concentrarci di più sui temi della prevenzione”. Ha, quindi , precisato che, “a noi spetta intercettare il traffico e disarticolare le associazioni criminali, ma non dobbiamo  dimenticare che si tratta di un fenomeno mercantile che presenta una offerta ed una domanda . Bisogna lavorare sulla prevenzione, facendo rete e stimolando i soggetti chiamati a dare risposte: le agenzie educative, il mondo della sanita’, la societa’ civile e  il terzo settore. Il tema delle droghe non è solo repressione e Forze di polizia, ma è un tema che riguarda tutti”, ha concluso il Prefetto  Gabrielli. A seguire, l’intervento del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Federico Cafiero De Raho, che ha segnalato che il mercato delle nuove sostanze psicoattive attrae soprattutto i giovani: “la repressione non può essere l’unica soluzione, serve il contributo di famiglia e scuola”. Il Procuratore Nazionale ha aggiunto che “il fenomeno è sempre più preoccupante, perché le sostanze sono reperibili anche sul web e sul darkweb. Davanti a un panorama così ampio come il mondo di Internet, che consente l’acquisto in forma anonima, il contrasto deve essere fortissimo”. Ha parlato anche di “mercati interconnessi e dominati dai gruppi della criminalita’  organizzata”, che utilizzano diverse “rotte” per i traffici di stupefacenti internazionali ; le organizzazioni criminali, che gestiscono il traffico di cocaina, eroina, hashish e marijuana, utilizzano delle reti strutturate che operano sul territorio ed una catena di distribuzione che fornisce anche le nuove sostanze psicoattive. “Queste non nascono dal nulla o solo nel web, ma sono gestite da organizzazioni criminali e utilizzano reti ben radicate sul territorio”. Nel successivo intervento, la dott.ssa Elisabetta Simeoni , coordinatore tecnico scientifico del DPA, nel segnalare l’aumento del numero di overdose totali negli ultimi mesi, verosimilmente e prevalentemente dovute a eroina potenziata e cocaina, ha evidenziato che “non esiste in Italia, al momento, una emergenza overdose da fentanil, come negli Stati Uniti, dove è considerata una vera e propria epidemia. L’analisi ed il parallelismo con quanto sta accadendo negli USA sulle morti da fentanil è stato sottolineato “per sensibilizzare verso una precoce attivazione di interventi di prevenzione nel nostro Paese per evitare che tale fenomeno possa accadere anche nel nostro territorio”. Successivamente, è stato illustrato il Sistema Nazionale di Allerta Precoce – SNAP– da parte della dott.ssa Roberta Pacifici – Direttore del Centro Nazionale dipendenze e Doping dell’ Istituto Superiore di Sanità e vi è stato un intervento dedicato alla classificazione giuridica delle droghe sintetiche a cura della dott.ssa Germana Apuzzo e del dott. Rocco Signorile, Dirigenti Chimico Sanitari dell’ Ufficio Centrale Stupefacenti del Ministero della Salute. Infine, il dr. Gilberto Gerra, responsabile del Dipartimento prevenzione Droga e Salute di UNODC (United Office on Drugs and Crime),  ha chiuso la sessione della mattina illustrando gli scenari internazionali del fenomeno, ovvero la situazione delle droghe sintetiche dall’autorevole osservatorio delle Nazioni Unite e di ciò che è possibile trovare sul mercato illegale mondiale delle droghe, reso disponibile a tutti i consumatori grazie ad internet. Si è anche soffermato sugli effetti, anche sociali, delle droghe sintetiche.

Nel Panel del pomeriggio sono stati approfonditi in maniera anche tecnica, gli aspetti conoscitivi, medico-scientifici , preventivi e di contrasto al fenomeno della diffusione delle droghe sintetiche nonché delle pericolosissime NPS. Fondamentale, dal punto di vista informativo e medico- sociale sono stati gli interventi seguenti. Il primo, della prof.ssa Sabina Strano Rossi Responsabile del Laboratorio di tossicologia forense dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore che ha illustrato gli aspetti clinico-tossicologici delle droghe sintetiche. Ha specificato che la Tossicologia Forense si focalizza soprattutto sulla diagnosi di avvelenamento, di intossicazione, uso e esposizione in ambito medico legale e alla successiva fase di identificazione e quantificazione del principio attivo delle sostanze psicotrope. Ha, quindi, illustrato gli aspetti critici riconducendoli, essenzialmente, all’elevato numero delle sostanze psicotrope presenti (circa 800 sostanze classificate ed il numero è destinato a salire per la continua ricerca scientifica, anche illegale) e la difficoltà nella valutazione della singola dose media ovvero della dose tossica/efficace. Nel successivo contributo, il dr. Carlo Locatelli, Direttore del Centro Antiveleni di Pavia, uno dei massimi esperti internazionali sull’attività di individuazione delle nuove molecole con effetti stupefacenti e dei loro effetti nocivi per la salute dei nostri giovani, ha illustrato l’attività del Centro, che coordina, per gli aspetti clinico-tossicologici delle sostanze d’abuso, il Sistema Nazionale di Allerta Precoce e fornisce una risposta immediata risposta per le emergenze chimiche. Lo stesso Direttore ha, inoltre, focalizzato alcune criticità nello specifico settore emergenziale, ad esempio l’ impossibilità di identificare quale NPS sia stata assunta e la possibilità sempre più frequente di coassunzione di più sostanze d’abuso addizionate anche ad alcool (eroina cocaina cannabis con droghe sintetiche ketamine, catinone sintetici, amfetamine ecc.). Successivamente, hanno dato il loro prezioso contributo alcuni esponenti delle Forze di polizia, attraverso l’esperienza professionale dei dirigenti tecnici dei laboratori di tossicologia chimica e scientifica della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri. In particolare, il dr. Alessandro Mattia Comm. C. della Direzione Centrale di Sanità della Polizia di Stato, ha presentato un metodo analitico per evidenziare la presenza in basse concentrazioni di fentanil (ed analoghi); si tratta di una nuova proposta di un metodo di screening per individuare ,attraverso un’analisi di ultima generazione, alcune particelle del famoso fentanil, anche in microtracce. A seguire, è intervenuto il Ten Col. CC. Sergio Schiavone, Comandante del Reparto Investigazioni Scientifiche Carabinieri di Roma, che ha fornito uno spaccato sulle nuove tendenze dei giovani in tema di assunzione, dei loro particolari “cocktail” nonché delle nuove figure emergenti in questo mondo come i Drug Designer che modellano a richiesta lo sballo desiderato dai loro clienti/assuntori. Ulteriore, contributo professionale sul tema ha dato poi la dott.ssa Antonietta Lombardozzi, I Dirigente tecnico P. di S. del Servizio Polizia Scientifica della Polizia di Stato, con competenza nazionale, che ha illustrato i sistemi di laboratorio che permettono un’attendibile analisi delle numerosissimi sostanze con effetti psicotropi che si stanno affacciando nel mondo delle c.d. nuove Droghe. Ha illustrato anche alcune importanti attività svolte, nel settore specifico, dalla Polizia Scientifica, ad ausilio dell’Autorità Giudiziaria. Infine, ha concluso il Workshop, il Colonnello della G. di F., Alessandro Cavalli, Direttore della Divisione del II Servizio di questa D.C.S.A., che si occupa del coordinamento nazionale alle attività di contrasto al traffico e spaccio delle droghe sintetiche, attraverso l’individuazione di nuove strategie di contrasto per affrontare in maniera efficace la nuova frontiera che si sta affacciando e che sta completamente mutando le attività investigative info – investigative finora messe in atto dai reparti specializzati di tutte le Forze di Polizia. Nel corso di quest’ultimo intervento a chiusura sono stati evidenziati il valore e le potenzialità del citato Progetto Hermes, –accordo di collaborazione tra D.C.S.A. e D.P.A., firmato il 20 novembre scorso .

             

L’incontro di ieri ha suscitato grande interesse e partecipazione negli operatori di settore in ambito giuridico e medico-scientifico intervenuti, in quanto è stata una reale occasione di approfondimento, confronto e condivisione di conoscenze ed esperienze fino ad oggi maturate sulle nuove sostanze psicoattive e, in particolare, sul Fentanil e suoi derivati.Ampio risalto è stato dato all’ evento dagli organi di stampa –Agenzie e quotidiani- ad esempio:

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/19_novembre_21/roma-gabrielli-la-droga-problema-prevenzione-non-sicurezza-69ebb316-0c57-11ea-89cc-e514bdace0f8.shtml

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/droga-lincubo-si-chiama-fentanyl-la-polizia-domanda-alta-ora-prevenzione

https://www.repubblica.it/cronaca/2019/11/21/news/allarme_fentanyl_in_italia_overdose_in_aumento-241574683/

La videoregistrazione degli interventi effettuati durante il Workshop sarà disponibile sul canale YouTube DCSA.

 

  

Il 21 novembre p.v., dalle ore 10.00, si terrà a Roma presso il Centro Congressi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore il Workshop nazionale dal titolo Droghe sintetiche e Nuove sostanze Psicoattive. Uno scenario in evoluzione: dalle Amfetamine al Fentanil, organizzato da questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, in collaborazione con il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

All’evento, cui parteciperà il Capo della Polizia – Prefetto Franco Gabrielli  –  ed  importanti  Autorità  di vertice, interverranno relatori di elevato livello istituzionale e professionale, tra cui il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Dott. Federico Cafiero de Raho.

L’incontro, rivolto a tutti gli operatori di settore in ambito giuridico e medico-scientifico, rappresenta una importante occasione di approfondimento e condivisione di conoscenze ed esperienze fino ad oggi maturate sulle nuove Sostanze Psicoattive e, in particolare, sul Fentanil e i suoi derivati.

 

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