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Lo scorso 8 giugno è iniziato il 21° corso per “Responsabili di Unità Specializzate antidroga”, organizzato da questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e destinato ai Funzionari ed Ufficiali delle Forze di Polizia nazionali (Polizia di Stato – Carabinieri – Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria). L’attività addestrativa, che terminerà il 12 giugno, a causa dell’attuale situazione di emergenza sanitaria nazionale, è stata riorganizzata in modalità on line. I 20 frequentatori del Corso – 5 per ciascuna delle Forze di polizia nazionali – seguono, dalle proprie postazioni d’ufficio, i moduli didattici del corso, dedicati a specifici approfondimenti in materia. In particolare, vengono affrontate le tematiche del coordinamento investigativo antidroga – funzione specifica della DCSA -, delle operazioni speciali e degli agenti sotto copertura, anche con riguardo agli aspetti psicologici ed alla  gestione dello stress degli stessi operatori undercover, attraverso un  focus su alcune indagini sotto copertura concluse. Durante l’attività formativa viene, naturalmente, affrontato il tema dei rapporti del responsabile di unità specializzate antidroga con gli agenti sotto copertura.  Altri argomenti illustrati nel corso riguardano legislazione, monitoraggio, metodi e tecniche di riconoscimento dei precursori e delle sostanze chimiche controllate, delle droghe sintetiche e delle Nuove Sostanze Psicoattive; inoltre, viene trattato l’importante tema della cooperazione internazionale di polizia- compresi gli aspetti operativi- nel contrasto al narcotraffico. L’attività di docenza è svolta da qualificati esperti in materia: Funzionari ed Ufficiali di questa D.C.S.A. e di vari Reparti ed Uffici delle FF.PP. italiane, Magistrati della D.N.A.A. –Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo-, Funzionari del Segretariato Generale INTERPOL di Lione, Professori dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma e della Scuola Superiore Universitaria di Pisa.

                 

MINISTERIO DEL INTERIOR                   DIRECCIÓN GENERAL DE LA GUARDIA CIVIL

 

Ieri, 4 giugno, si è conclusa l’operazione  antidroga YGARA, condotta dalla  Guardia Civil spagnola in collaborazione  con la Guardia di Finanza , questa D.C.S.A. e le autorità senegalesi, nei confronti di un’organizzazione  criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti.  Le indagini, avviate lo scorso anno con l’individuazione a Palma di Mallorca di un’imbarcazione a vela, verosimilmente  utilizzata per trasportare sostanze stupefacenti, si sono svolte nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia, supportate e coordinate da questa D.C.S.A.. Visto il contesto transnazionale  in cui operava l’organizzazione criminale, la Guardia Civil  ha svolto, infatti, indagini congiunte con la Guardia di Finanza -supportate e coordinate da questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga-  anche attraverso gli Esperti per la Sicurezza a Madrid (Spagna) e  Dakar (Senegal)-  e con la collaborazione delle Forze Armate e dell’Ufficio Centrale per la Repressione del Traffico Illecito di Droga  del Senegal.   Le attività investigative hanno consentito di accertare l’esistenza di una struttura criminale di respiro internazionale,  dedita al trasporto di ingenti quantitativi di hashish nel Mar Mediterraneo, che operava in varie città spagnole ed in altri Paesi tra cui Italia, Libia, Marocco, Guinea Bissau, Senegal e Tunisia. Nel corso dell’operazione , la Guardia Civil ha arrestato 19 membri dell’ organizzazione criminale  ed effettuato 20 perquisizioni in abitazioni e immobili in svariate località spagnole , con il sequestro di  un’autovettura con targhe false- rubata nel mese di novembre 2019 a Marsiglia-  in possesso di uno dei capi dell’organizzazione,  il quale  aveva, tra l’altro,  adibito all’interno della propria abitazione una coltivazione indoor di marijuana. Sono stati sequestrati, inoltre, materiali di vario genere utilizzati per la distribuzione dello stupefacente ed apparecchiature per le comunicazioni criptate. Frutto della cooperazione internazionale di polizia sviluppata nell’operazione YGARA è il rilevante risultato dell’intervento operato dal Servizio marittimo della Guardia Civil, in collaborazione con le Forze Armate del Senegal – e con il supporto operativo di  FRONTEX  – che ha portato al sequestro di 5,1 tonnellate di hashish a bordo di un veliero– intercettato ed abbordato in acque internazionali in prossimità delle coste senegalesi- ed all’arresto dei tre membri dell’equipaggio, di cui due colombiani ed uno spagnolo .

Il brillante risultato dell’ Operazione YGARA  è un ulteriore esempio di quanto sia -sempre più- indispensabile  la cooperazione internazionale  tra le autorità impegnate nel contrasto al narcotraffico, settore in cui questa D.C.S.A. si impegna costantemente, fornendo  il proprio supporto – informativo, operativo e tecnico- ed il necessario coordinamento, soprattutto di tipo internazionale.

–di seguito il comunicato stampa  in lingua originale- relativo all’operazione YGARA- divulgato dalla Guardia Civil spagnola :

INTERVENIDO UN VELERO QUE NAVEGABA POR AGUAS INTERNACIONALES CERCA DE SENEGAL CON 5,1 TONELADAS DE HACHÍS

 Los detenidos se amparaban en la navegación en aguas internacionales para así dificultar la intervención de las Fuerzas y Cuerpo de Seguridad del Estado 

El ámbito de actuación de la organización abarcaba las provincias de Albacete, Almería, Barcelona, Ceuta, Málaga, Las Palmas y Pontevedra, además de países como Italia, Libia, Marruecos, Guinea Bissau, Senegal y Túnez

4 de junio de 2020.- La Guardia Civil, en el transcurso de la operación “YGARA” ha procedido a la detención de 19 personas pertenecientes a una organización internacional dedicada al transporte de grandes cantidades de hachís por el mar mediterráneo. Se han practicado un total de 20 registros en domicilios e inmuebles len diferentes localidades de las provincias de Barcelona (Barberá del Vallés, Barcelona, Sabadell, Ripollet, Sant Andreu de Llavaneras, Sant Quirze del Vallés y Vic), Girona (Blanes y Lloret de Mar), Pontevedra (Cambados). Los registros practicados, ha permitido la incautación y recuperación de un vehículo que había sido sustraído en Marsella en el mes de noviembre de 2019 y que portaba placas falsas de matrícula. Dicho vehículo se encontraba en poder de uno de los líderes de la organización, el cual había montado en su propio domicilio un plantación de marihuana “in door”. Al mismo tiempo han sido intervenidos diferentes útiles susceptibles de ser empleados para la distribución de droga, además de terminales para comunicación encriptada. 

La operación se inició el pasado año, cuando los agentes detectaron en Palma de Mallorca, un velero que podría estar siendo utilizado para transportar droga. Continuando con las investigaciones, los agentes pudieron constatar la existencia de una estructura delictiva cuyo ámbito de actuación abarcaba las provincias de Albacete, Almería, Barcelona, Ceuta, Málaga, Las Palmas y Pontevedra, además de países como Italia, Libia, Marruecos, Guinea Bissau, Senegal y Túnez.

Dado el carácter transnacional de las actividades ilícitas desarrolladas por la organización, la Guardia Civil realizó actuaciones conjuntas con la Guarda di Finanza italiana, contando con la coordinación de la Agencia Antidroga (DCSA) en ese país, así como la Armada de Senegal y la Oficina Central para la Represión del Tráfico Ilícito de Drogas, agencia dependiente de las autoridades policiales senegalesas.

Fruto de la a cooperación policial internacional desarrollada con las autoridades policiales de Senegal, tuvo lugar la intervención y el abordaje en aguas internacionales próximas a dicho país, de un velero propiedad de la organización en el que se hallaron 5.140 kgs de hachís, por lo que se procedió a la detención de los tres tripulantes de velero, dos de nacionalidad colombiana y un  ciudadano  español, patrón  de  la embarcación siendo trasladados hasta Dakar.  Esta intervención fue llevada a cabo por Fuerza de la Armada de Senegal y del Servicio Marítimo de la Guardia Civil destacado en Senegal. Cabe destacar, que los tripulantes del velero, al percatarse de la presencia policial intentaron deshacerse de la mercancía.

Dispositivos y medios de vigilancia

Durante el desarrollo de la operación, la Guardia Civil ha ejercido una vigilancia constante de la actividad de dicho velero, manteniendo un dispositivo de seguimiento y vigilancia con la participación de medios aéreos y marítimos coordinados por el CECORVIGMAR de la Guardia Civil, con el apoyo de FRONTEX, así como activadas Unidades para la intervención y abordaje en el mar. El despliegue internacional de la Guardia Civil en las diferentes embajadas de los países afectados por la actividad de la organización criminal investigada ha contribuido a consolidar  las capacidades de cooperación policial internacional en un supuesto como el investigado en el marco de la Operación “Ygara” con un marcado componente transnacional.

Para más información pueden contactar con la Oficina de Prensa de Baleares de la Guardia Civil, teléfono 971 77 41 00 ext 296 o 620271422

Hay  imágenes  a  disposición  de  los  medios  que  los  deseen  en: 

www.guardiacivil.es/es/prensa/videos_descarga_medios/2020/index.html   

 

 

 

 

 

 

EUROPOL -con sede a l’Aja (NL)- è l’Agenzia delle Forze di Polizia dell’Unione Europea che come obiettivo principale un’Europa più sicura, a beneficio di tutti i cittadini europei.

Europol fornisce assistenza ai 27 Stati membri dell’Unione europea nella loro lotta contro  il terrorismo e la grande criminalità internazionale– coinvolta nel traffico internazionale di droga e nel riciclaggio di denaro-. L’analisi criminale – cuore delle attività di Europol- costituisce strumento di supporto alle indagini svolte dalle autorità degli Stati membri.

Europol, per farsi conoscere meglio mette a disposizione dei video divulgativi che illustrano le funzioni e le attività svolte.  Sul canale YOUTUBE di questa DCSA sono visibili i primi due filmati, con sottotitoli in italiano.     

                 

 

Ieri, 28 maggio, la Guardia di Finanza di Roma, a conclusione dell’ Operazione  OPIUM,  ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere -emessa dal G.I.P. -Tribunale su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina-  nei confronti di 10 persone originarie del Pakistan e dell’Afghanistan, accusate di far parte di un’associazione per delinquere dedita al traffico di eroina su scala internazionale. Le indagini, sviluppate dal G.I.C.O. Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, con la proficua collaborazione della N.C.A. britannica National Crime Agency- sono state  costantemente supportate  dall’attività di coordinamento info-investigativo di questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga che, visto il campo d’azione  internazionale dei narcotrafficanti,  ha  favorito e sostenuto la cooperazione delle polizie dei vari Paesi interessati dal traffico illecito. Le attività investigative hanno permesso di riscostruire l’operatività di un pericoloso sodalizio, facente parte di un vero e proprio network del narcotraffico, dotato di notevoli risorse economiche e di importanti disponibilità di stupefacente da destinare ai propri sodali, dislocati in vari Paesi europei. Infatti,  sono risultati Paesi destinatari dell’eroina, oltre all’ Italia, Gran Bretagna, Grecia, Olanda e Francia.  L’organizzazione criminale indagata, con base operativa  a Roma,  da cui coordinava le importazioni di eroina per tutta l’Europa, effettuate via mare e via aerea, soprattutto  utilizzando i cosiddetti  ovulatori , si può dire avesse  una “doppia anima”: locale e globale.  Infatti, il sodalizio non aveva solo accentrato in alcuni quartieri romani– con una forte presenza afghana e pakistana – le fasi di stoccaggio e consegna della droga  ma era anche in grado- grazie a un’articolata rete di conoscenze- di proiettarsi in diverse aree geografiche, invadendo piazze di spaccio anche solo per brevi periodi e, soprattutto, di reperire l’eroina attraverso molteplici canali internazionali, mantenendo costanti e dirette relazioni “commerciali”  con i Paesi d’origine, Afghanistan e Pakistan.  Nel corso delle attività gli investigatori hanno arrestato 9 corrieri di nazionalità pakistana, afghana e siriana e sequestrato oltre 25 chili di stupefacente di altissima qualità. L’organizzazione criminale reagiva ai vari interventi repressivi pianificando nuove strategie operative e garantendo ai corrieri arrestati una sorta di “mutua assistenza criminale”- denaro per spese legali e “bisogni” dei familiari-.

L’Operazione OPIUM costituisce un’importante testimonianza del costante impegno della Guardia di Finanza nella lotta al traffico internazionale di stupefacenti, gestito dalla criminalità organizzata e si inquadra nell’ambito della vasta e continua azione di contrasto al narcotraffico svolta dalle Forze di polizia italiane, a livello nazionale e con il sostegno della cooperazione internazionale in materia,  attività antidroga                                                                           favorita , supportata e costantemente coordinata da questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.  

Il 26 maggio, a conclusione dell’operazione antidroga PACIFIC FREESTYLE, la Guardia di Finanza di Roma   ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare -emessa dal G.I.P.- del locale Tribunale su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina– nei confronti di 7 persone (4 custodie in carcere, 3 arresti domiciliari), al vertice di un’organizzazione di narcotrafficanti, dedita all’importazione di ingenti partite di cocaina dal Perù tramite il Cile.  Le indagini erano state avviate nel marzo 2018, a seguito di qualificate informazioni fornite dalla polizia cilena, per il tramite del competente Esperto per la Sicurezza di questa D.C.S.A. relative all’arresto di 5 connazionali- al confine tra Cile e Perù – trovati  in possesso di 120 kg. di cocaina -con una percentuale di purezza di oltre l’80%-abilmente occultati nelle paratie di 2 acquascooter.

          I successivi approfondimenti investigativi sviluppati dal G.I.C.O. -Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria-Comando Provinciale di Roma- supportati dal contributo informativo e dal costante coordinamento nazionale ed internazionale di questa  Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e svolti in stretta collaborazione con gli investigatori cileni, hanno consentito di individuare tutti i membri dello strutturato sodalizio riconducibile alla criminalità organizzata romana, di cui gli arrestati in Sudamerica rappresentavano il “braccio” esecutivo.  L’operazione antidroga, sviluppatasi proprio dall’arresto di questi “corrieri”, ha permesso di risalire fino al vertice dell’organizzazione, localizzata sul litorale capitolino, tra Ostia e Fiumicino. In particolare, due narcotrafficanti alla testa del sodalizio, avevano costituito un’associazione sportiva per dissimulare l’invio dei mezzi acquatici in Sud America per finalità agonistiche. Particolare modalità utilizzata dai narcotrafficanti: gli acquascooter destinati ad occultare la cocaina– per evitare difformità sul peso- al momento della spedizione all’estero, venivano riempiti di farina, sostituita poi con la droga, prima del rientro in Italia. Il sodalizio indagato poteva contare su una base logistica in Cile per il noleggio di automezzi e l’acquisto di telefoni cellulari da fornire ai “corrieri” e garantiva denaro -per spese legali e varie- ai familiari degli arrestati. Nonostante il sequestro, nel 2018, dei 120 kg di cocaina in Cile, l’associazione criminale  aveva continuato a operare, riuscendo a reperire ingentissimi quantitativi di cocaina, modificando le modalità di esportazione ed occultamento dello stupefacente. La brillante conclusione dell’indagine PACIFIC FREESTYLE rappresenta un ulteriore risultato del continuo impegno della Guardia di Finanza nelle operazioni di contrasto al narcotraffico che, come tutte  le analoghe attività antidroga svolte dalle Forze di polizia nazionali, sono costantemente supportate -a livello informativo ed operativo, soprattutto con l’azione di coordinamento internazionale- da questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.

Con Avviso pubblicato il 20 maggio 2020, il Dipartimento per le politiche antidroga promuove progetti in materia di prevenzione delle tossicodipendenze, secondo quanto disposto dal DPCM del 13 febbraio 2020 sottoscritto dai Ministri dell’Istruzione, della Salute e dell’Economia e delle Finanze che ha assegnato le risorse del Fondo per la prevenzione della dipendenza da stupefacenti, per un valore complessivo di 4 milioni di euro ( Legge 145/2018, art. 1, commi 460,461,462,463 e 464).

A partire dal 20 maggio 2020, e fino alle ore 14.00 del 20 luglio 2020, sarà possibile presentare le proposte progettuali, mediante la procedura informatizzata presente all’indirizzo www.avvisipubblicidpa.gov.it e attraverso l’utilizzo esclusivo della modulistica allegata all’Avviso, nei  seguenti tre settori d’intervento:

  1. Specifici interventi nelle scuole secondarie di primo e secondo grado;
  2. Identificazione precoce delle condizioni di vulnerabilità e dell’uso occasionale di sostanze con la finalità di ridurre i tempi di accesso alle cure;
  3. Supporto educativo e formativo in favore delle famiglie e del personale scolastico.

L’ Avviso è indirizzato ai SER.D. dotati di autonomia organizzativa e finanziaria, agli enti, alle reti del privato sociale e alle associazioni senza scopo di lucro (di cui agli articoli 114, 115 e 116 del D.P.R. n. 309/1990), purché in possesso di comprovata esperienza, almeno quinquennale, nei settori d’intervento.

Per richiedere informazioni sulla procedura informatizzata: progettidpa@governo.it

Per quesiti non concernenti la procedura informatizzata: direzionedpa@pec.governo.it

 

Il 24 febbraio scorso, su una nave battente bandiera isole Marshall, proveniente dalla Colombia ed attraccata al porto di Livorno, il locale Comando Provinciale dei Carabinieri, coordinato dalla D.D.A. di Firenze,  ha effettuato un  maxi sequestro di oltre 3 tonnellate  di cocaina destinata ai mercati francesi. Si tratta del secondo sequestro di cocaina più ingente registrato in Italia, per un valore di 400 milioni di euro.  Lo stupefacente era trasportato in un container ed occultato in 90 zaini che i militari hanno svuotato, tranne uno, e riempito di altro materiale per conservarne il peso.  La strategia ha consentito alla nave di proseguire il suo tragitto fino al porto di Genova e a quello di Marsiglia dove, mediante un sistema di intercettazione, installato in Italia ed avviato in acque territoriali francesi, gli investigatori hanno potuto seguire il carico, poi prelevato da tre soggetti  e trasportato con un camion in una villa, dove i trafficanti sono stati tratti in arresto. L’operazione antidroga internazionale, avviata dalla Procura di Marsiglia con un Ordine di Indagine Europeo, diretto alla Procura della Repubblica di Firenze, è stata condotta in stretta collaborazione tra le Autorità di polizia e giudiziarie  italiane, spagnole e francesi. Il brillante risultato raggiunto nella lotta al narcotraffico, conferma  l’importanza strategica del coordinamento internazionale, dell’adozione di più rapidi strumenti procedurali e di tecnologie investigative avanzate.

 

 

 

 

 

Dopo l’intervento di chiusura dei due giorni di lavoro,  il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga ha dato lettura della “Dichiarazione conclusiva sugli esiti”, condivisa da tutti i delegati dei Paesi e delle Agenzie Internazionali  presenti all’evento con partecipato  applauso finale della platea.

 

 

            Dichiarazione conclusiva sugli esiti

CONVEGNO “Politiche antidroga: prevenzione e contrasto dei fenomeni e delle rotte internazionali. Strategie di cooperazione nella lotta al narcotraffico”.   Roma, 20 – 21 febbraio 2020

Riuniti a Roma, in Italia, dal 20 al 21 febbraio 2020, per il Convegno internazionale dal titolo “Politiche antidroga: prevenzione e contrasto dei fenomeni e delle rotte internazionali. Strategie di cooperazione nella lotta al narcotraffico”,

i rappresentanti di 56 Paesi e di 6 primarie Organizzazioni internazionali e regionali,

vista la Dichiarazione politica e il Piano d’azione in materia di droga, adottati nel corso del Segmento di alto livello della 52esima sessione della Commissione Stupefacenti (CND), tenutasi a Vienna nel 2009, nonché la Dichiarazione Finale, adottata al termine della 30esima Sessione Speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sui problemi mondiali della droga, tenutasi a New York nel 2016;

ritenuta la necessità che tutte le azioni per ridurre la domanda e contrastare l’offerta delle sostanze stupefacenti siano adottate in piena conformità con le finalità e i principi della Carta delle Nazioni Unite, della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo e del diritto internazionale, nel pieno rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati nonché del principio di non intervento negli affari interni degli Stati;

considerato che il traffico illecito di stupefacenti e la diffusione della droga continuano a rappresentare un rischio a livello mondiale per la salute, la sicurezza, il benessere e la qualità della vita di tutta l’umanità oltreché per l’economia legale, la stabilità e la sicurezza degli Stati;

consci che la minaccia globale della droga rappresenta una sfida comune che deve essere affrontata in modo condiviso e in un contesto multilaterale, attraverso un approccio globale, multidisciplinare, bilanciato e basato sull’evidenza scientifica, con il fine ultimo di promuove la tutela delle comunità, delle famiglie, dei giovani e della società nel suo complesso;

consapevoli che la lotta al narcotraffico rappresenta, ancora oggi, la prima e più incisiva forma di contrasto alla criminalità organizzata, la quale individua nei proventi di tale illecita attività la principale fonte di finanziamento per conseguire i propri intenti criminali e resta la principale leva per fronteggiare uno dei più pervasivi e brutali fenomeni criminali del nostro tempo;

coscienti che il narcotraffico costituisce un crimine transnazionale, di rilevanza globale, rispetto al quale nessun Paese può considerarsi preservato e che per contrastare sempre con maggiore efficacia tale minaccia è indispensabile unire le forze, sostenere lo sviluppo di indagini internazionali, scambiare e condividere le informazioni, per valorizzare gli sforzi investigativi e informativi di ciascuno Stato e consolidare ulteriormente la qualità delle informazioni disponibili;

considerata la necessità di aggredire con lo strumento delle indagini patrimoniali, finanziarie e antiriciclaggio, quando la legislazione interna lo consente, i patrimoni e le ricchezze accumulate dai sodalizi criminali con il traffico della droga, attraverso la promozione di investigazioni che identifichino le strutture finanziarie a supporto di tale illecita attività, localizzino e intervengano sui flussi finanziari e sulle risorse economiche che permettono ai gruppi criminali organizzati di sviluppare ulteriormente ed estendere le attività di narcotraffico;

considerata la necessità di una sempre più efficace cooperazione giudiziaria e di polizia volta a migliorare la quantità e la qualità delle informazioni disponibili e a sostenere ulteriormente le indagini attivate dalle agenzie di law enforcement nel loro sforzo quotidiano di fronteggiare il traffico internazionale di stupefacenti;

ritenuta la necessità di incrementare la collaborazione operativa tra le strutture di polizia dei Paesi di produzione, di transito e di consumo degli stupefacenti, onde pervenire all’esercizio di sempre più allargate e proficue sinergie, sia nell’analisi dei fenomeni che d’intelligence, idonee a sviluppare strategie preventive e repressive corali e condivise, promuovendo, altresì l’impiego di strumenti come gli accordi bilaterali e multilaterali, i protocolli d’intesa, i memorandum operativi e le procedure speditive;

ritenuta la necessità di realizzare procedure operative condivise e partecipate, volte ad aumentare la coordinazione tra le Forze di Polizia, promuovendo, ove possibile, il supporto tecnologico, la realizzazione e l’impiego di buone prassi basate sull’esperienza investigativa e sull’expertise, a favore degli Stati maggiormente impegnati nell’azione di contrasto del narcotraffico;

considerata la stringente necessità di implementare e far circolare con rapidità le informazioni e i dati statistici sul fenomeno del narcotraffico nei rispettivi Paesi, sui reati relativi alle sostanze stupefacenti o psicotrope, sui precursori chimici, sui risultati delle analisi effettuate sui campioni di droga sequestrata, sui luoghi e sui metodi di produzione e di fabbricazione dello stupefacente, sulle Nuove Sostanze Psicoattive, sulle rotte e sui mezzi usati dai trafficanti, comprese le modalità di occultamento, e sulle principali tecniche di analisi della droga;

preso atto della necessità di georeferenziare con precisione i luoghi di produzione e origine delle droghe illecite, tracciare le rotte d’importazione e definire al meglio le tendenze e i modelli di analisi del traffico, con l’obiettivo di elevare la capacità di intercettamento dei flussi di droga attraverso lo sviluppo di attività di analisi e contrasto mirate e sempre più efficaci;

riconosciuta la necessità di dedicare ulteriori sforzi alle indagini relative al traffico di droghe sulle piattaforme on-line, in particolare il web, il darknet e i social network, al fine di prevenire e reprimere il fenomeno emergente della commercializzazione illegale delle sostanze stupefacenti negli spazi virtuali della rete, preservando gli utenti più vulnerabili ed esposti ai rischi sanitari e sociali connessi all’uso delle cosiddette Nuove Sostanze Psicoattive;

riaffermiamo la volontà di affrontare il problema mondiale della droga e di promuovere attivamente stili di vita e una società libera dall’abuso di stupefacenti, per consentire a tutte le persone di vivere in salute, in pace, in sicurezza e in prosperità;

rinnoviamo il nostro impegno per la soluzione dei problemi derivanti dall’abuso delle droghe che mettono a repentaglio la salute pubblica, la sicurezza e la convivenza sociale, attraverso il conseguimento degli obiettivi delle tre Convenzioni internazionali sul controllo della droga, tra cui, in particolare, il benessere dell’umanità, la tutela della salute, soprattutto dei più giovani, e il contrasto senza quartiere della criminalità connessa alla droga;

ribadiamo, infine, la nostra ferma determinazione nel voler prevenire la diffusione e l’abuso delle droghe e nel contrastare la coltivazione illecita, la produzione, la diffusione e il traffico illegale delle sostanze stupefacenti.

Roma, 21 febbraio 2020

 

No Drug No Problem 

Ieri, 20 febbraio, hanno avuto inizio i due giorni di lavoro sulle – politiche antidroga: prevenzione e contrasto dei fenomeni e delle rotte internazionali. Strategie di cooperazione nella lotta al narcotraffico– organizzati dalla DCSA in collaborazione con il DPA.  All’ apertura dell’evento, il Capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli ha sottolineato   che “nella lotta e nel contrasto al traffico di droga, anche internazionale, il nostro modello fa del coordinamento e dei saperi delle Forze di polizia la sua forza” e che “il contrasto fine a se stesso è fondamentale ma non sufficiente. Bisogna agire sulla prevenzione e quindi sulla domanda di droga” .  Interventi  in apertura dei lavori, anche dei Comandanti Generali dell’Arma dei Carabinieri -Gen.C.A. G. Nistri – e della Guardia di Finanza -Gen. C.A. G. Zafarana-  e del Capo Dipartimento per le Politiche Antidroga, Consigliere Maria Contento che ha illustrato le iniziative progettuali sostenute, in tale ambito, dalla Presidenza del Consiglio.  Il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga – ha delineato lo scenario “globalizzato” del narcotraffico e delle organizzazioni criminali coinvolte, che necessita di una azione di contrasto sempre più decisa e coesa da parte di tutte le componenti istituzionali interessate a contrastare il dilagante fenomeno, con azioni di carattere internazionale, trasversale e multilaterale. Lo stesso Direttore della DCSA ha sottolineato che non si tratta di un convegno “fine a se stesso”  ma  di un “laboratorio” dal quale possano scaturire volontà condivise e “fatti”. L’incontro e lo scambio di esperienze nel contrasto al narcotraffico tra  Paesi delle diverse aree del mondo interessate al fenomeno  costituisce, infatti,  una preziosa occasione per individuare, grazie all’altissimo livello dei relatori presenti, i profili di efficaci e condivise politiche antidroga. La giornata è stata quindi caratterizzata da una serie di  stimolanti confronti su tematiche di grande interesse, sviluppate nelle diverse sessioni dei lavori – moderatori  Lirio Abbate -vice direttore de L’Espresso, Valerio Cataldi – inviato RAI  e Vincenzo Spagnolo-  giornalista dell’Avvenire,  particolarmente impegnati nello specifico settore.  Presenti i delegati di 6 Organizzazioni Internazionali e di 56 Paesi esteri, i massimi vertici del Dipartimento della P.S., dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e numerosi Procuratori Distrettuali. I relatori nazionali ed internazionali, tutti di elevatissimo livello, si sono confrontati  sulle  diverse tematiche, stimolando un interessante  dibattito con l’uditorio presente.  Tra gli interventi  di parte italiana si evidenzia  il contributo del  Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, dott. Cafiero De Raho, che ha sottolineato la necessità di  utilizzare tutti gli strumenti possibili per una cooperazione internazionale “fluida”,  cioè rapida ed efficace,  tra le  polizie – con il prezioso coordinamento  svolto da questa DCSA- e tra le  magistrature,  al fine di contrastare il narcotraffico -gestito dalle  note organizzazioni criminali di stampo mafioso; nello stesso senso, gli interventi  dei Direttori del I e II Servizio di questa DCSA, che hanno esaltato le essenziali funzioni svolte da questa DCSA  di coordinamento e di ” spinta”  ad ottimizzare  sempre più la cooperazione – bilaterale e multilaterale- tra i diversi Paesi impegnati  nella comune lotta antidroga. Intervenuti, sulla stessa linea, anche il Direttore della DAC (Direzione Centrale Anticrimine  della Polizia di Stato) Dir. Gen. P-S- F. Messina  e dello SCIP  ( Servizio Cooperazione Internazionale della Direzione Centrale della Polizia Criminale) Gen. B. G.Spina.  I relatori italiani hanno evidenziato le capacità delle consorterie criminali di operare come vere holding imprenditoriali, in grado di fuorviare la natura illegale delle loro attività, mediante figure professionali qualificate –capaci di  scalare anche i vertici di rilevanti apparati economico-finanziari–ed utilizzando strumenti operativi di non tracciabilità, come i bitcoin e le criptovalute.  Il risultato di queste “abilità” criminali  è l’aumento di “immissione” nel mercato  delle diverse sostanze stupefacenti e soprattutto profitti di enorme entità. Di estremo interesse i contributi – in ordine di intervento- dei rappresentanti degli organismi internazionali ( EMCDDA, OSCE,UNODC,CARICC,MAOC-N, INTERPOL) e dei Paesi stranieri  (Polonia, Argentina, Iran, Marocco, Paesi Bassi, Canada, Colombia, Cile, Afghanistan, Austria, Costa D’Avorio, Germania, U.S.A.).  Dalla discussione e dal confronto sulle migliori  “prassi”  da adottare nell’attività antidroga  sia preventiva che repressiva- intesa in senso “globale”-  è emersa, in maniera unanime, la necessità di strategie condivise ed integrate- per la diminuzione della produzione e del consumo delle sostanze stupefacenti- e di  una cooperazione internazionale, sempre più stringente, tra le Autorità  di polizia e giudiziarie. Oltre, e “prima”, del  piano repressivo antidroga, indispensabile, quindi, affinare le policy di contrasto con risorse e strategie di sempre maggiore qualificazione.
Oggi, 21 febbraio, le sessioni proseguono con gli interventi di altri qualificati relatori, nazionali ed internazionali -moderatore Francesco Grignetti cronista de La Stampa – e l’elaborazione- a cura di questa DCSA- delle conclusioni dei lavori svolti.

Il 7 febbraio scorso è stata portata a termine a Catania una complessa operazione antidroga denominata HALCON che ha consentito il sequestro di una ingente quantità di sostanza stupefacente e l’emissione di misure restrittive nei confronti di appartenenti  ad una organizzazione criminale internazionale dedita all’importazione e al traffico di cocaina operante tra Italia, Spagna, Messico e Colombia.

386 i kg. di cocaina sequestrati, confezionati in 342 panetti e 6 buste, 7 le persone colpite da misure cautelari.  L’operazione, coordinata dalla D.D.A. di Catania, è stata condotta dai finanzieri del locale Comando Provinciale, con il supporto e la collaborazione della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e dello S.C.I.C.O. (Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata). Con il prezioso sostegno della D.C.S.A., i Finanzieri del G.I.C.O. – G.O.A. di Catania hanno mantenuto con la Polizia Nazionale colombiana (Direcciòn de Antinarcòticos) un costante collegamento investigativo che ha consentito di ricostruire un’intera filiera del traffico di cocaina, gestita dal potentissimo cartello messicano di Sinaloa,  dalla zona di produzione della Colombia fino a Catania, meta prescelta quale punto di arrivo e smistamento. Il brillante risultato è ancora una volta frutto della cooperazione, anche a livello internazionale,  tra le Forze di polizia operanti nel contrasto al traffico di stupefacenti e dell’uso di strumenti operativi speciali, quali le consegne controllate, con il  differimento di sequestri e arresti.

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