ATTIVITA’ DEL DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE ANTIDROGA, IN COLLABORAZIONE CON LA DIREZIONE CENTRALE PER I SERVIZI ANTIDROGA ED IL MOIGE. PROSEGUONO GLI OPEN DAYS NELLE SCUOLE.
Sta proseguendo il tour, iniziato ad aprile, del progetto “Hugs not Drugs” – realizzato con il MOIGE, nell’ambito del Progetto “ICARUS”, tra il DPA –
Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri – e la DCSA – Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.
L’obiettivo principale del progetto – che coinvolge circa 220 istituti di medie e superiori ed oltre 55.000 ragazzi e 110.000 tra genitori e docenti – è quello di realizzare dei momenti di riflessione e confronto con gli studenti sull’uso delle sostanze stupefacenti tra i giovani. Gli open days sono, infatti, pensati per fornire una corretta informazione sia agli studenti che ai genitori ed insegnanti, attraverso il contributo offerto da esperti della DCSA, delle istituzioni, della società civile e da testimonial. La conoscenza del fenomeno consente di mettere in condizione i giovani di prendere coscienza dei rischi che derivano dalla droga, sia sul piano individuale, sociale, sanitario e legale e, di conseguenza, di fornirgli gli strumenti necessari per valutare in maniera consapevole e responsabile le proprie scelte verso la legalità e la salute.
Dal mese di ottobre, queste le scuole che hanno ospitato gli incontri:

- il 27 ottobre, l’Istituto d’Istruzione Superiore Giorgi – Wolf a Roma;
- il 3 novembre, l’Istituto Comprensivo Trasacco di Trasacco (AQ);
- il 7 novembre presso l’Istituto Amatuzio – Pallotta di Bojano (CB);
- il 10 novembre, l’Istituto Comprensivo Elvira Castelfranchi a Finale Emilia (MO);
- l’11 novembre, il Liceo Brocchi di Bassano del Grappa (VI);
- il 15 novembre, l’Istituto di Istruzione Statale Superiore A.M. Enriques Agnoletti a Campi Bisenzio (FI);
- il 18 novembre, l’Istituto Enrico Fermi di Frascati (RM);
- l’1 dicembre, l’Istituto Brodolini di Pomezia (RM);
- il 2 dicembre, l’Istituto Tecnico Franchetti Salviani di Città di Castello (PG);
- il 13 dicembre, l’Istituto Einaudi di Roma;
- il 22 dicembre, l’Istituto Comprensivo di Sant’Angelo in vado (PU).

Nel corso delle giornate, gli studenti sono stati informati, anche grazie al contributo di esperti della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, del costante sforzo svolto dalle forze di polizia nella lotta al narcotraffico e allo spaccio delle droghe, sia nelle strade che sul web, che porta ogni anno al sequestro di ingenti quantitativi di stupefacenti ed arresti, nell’ambito di operazioni antidroga, realizzate con il prezioso coordinamento e supporto della DCSA. Altra tematica complementare ha riguardato i danni ed i pericoli derivanti dall’abuso delle sostanze stupefacenti, che impattano oltre che sul singolo anche sulla collettività. I ragazzi hanno potuto comprendere come la prevenzione e la repressione siano facce della stessa medaglia, in quanto l’una cerca di diminuire la domanda e il danno, l’altra di ridurre l’offerta della droga sul “mercato”.

Al termine degli interventi, ampio spazio è stato dedicato alle numerose domande e curiosità espresse dai ragazzi, con i quali i relatori si sono intrattenuti per riflettere e discutere.





Dal 12 al 16 dicembre si è tenuto presso la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga il 5° Workshop dedicato a L’azione di contrasto al narcotraffico, destinato al personale delle Forze di polizia estere. All’iniziativa – finalizzata alla formazione antidroga di funzionari ed ufficiali di polizie straniere impiegati nello specifico settore – hanno partecipato 20 rappresentanti di diversi Paesi (Spagna, Uzbekistan, Portogallo, Senegal, Perù, Turchia, Messico, Kenya, Hong Kong, Brasile, Colombia).
Durante il workshop sono stati approfonditi diversi argomenti specifici ed in particolare: la struttura e le funzioni della DCSA nel settore antidroga, il coordinamento investigativo – nazionale ed internazionale – e le competenze in materia di attività sottocopertura; gli aspetti legislativi e procedurali, anche internazionali, delle operazioni speciali; le tecniche operative d’infiltrazione, la gestione delle identità dell’undercover, con riferimento ad alcune esperienze operative concluse ed il complesso profilo psicologico dell’agente sottocopertura, anche attraverso alcune esercitazioni simulate; la cooperazione internazionale di polizia nel contrasto al narcotraffico, anche in relazione ai traffici di sostanze stupefacenti via mare ed il ruolo del 
Durante il corso si sono svolte visite esterne a Roma presso il Servizio di Polizia Scientifica della Polizia di Stato – dove sono state approfondite le tematiche relative al profiling delle droghe, lo smantellamento dei laboratori clandestini per la produzione di narcotici e le tecniche di accertamento delle identità – e presso il Raggruppamento Investigazioni Scientifiche (RIS), dove sono state illustrate le attività svolte all’interno dei differenti laboratori di analisi. Un’altra attività formativa organizzata all’esterno, che ha suscitato particolare interesse, si è tenuta presso l’aeroporto internazionale “Leonardo da Vinci” di Roma-Fiumicino, dove personale del Gruppo della Guardia di Finanza di Fiumicino ha descritto i compiti del Reparto e le connesse attività operative antidroga svolte e le visite di controllo nell’area aeroportuale e Cargo City. In tale area i frequentatori sono stati informati anche dei compiti di Polizia di Frontiera svolti dalla Polizia di Stato. Successivamente, la visita si è spostata presso il Comando Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Pratica di Mare dove sono state trattate le funzioni del Comando ed illustrate esperienze operative concluse. 














Dal 28 al 29 novembre si è svolto, in modalità a distanza, il 13° Seminario antidroga per agenti sottocopertura, organizzato dalla DCSA e destinato agli operatori undercover delle forze di polizia nazionali, impiegati nel contrasto al narcotraffico. All’attività formativa hanno partecipato 45 frequentatori (oltre che della DCSA, della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Penitenziaria).
Durante il corso sono state affrontate tematiche relative alla figura dell’undercover, con un particolare focus sulla normativa di riferimento, nonché le specifiche tecniche investigative e gli aspetti psicologici e di gestione dello stress e supporto motivazionale in condizione di impiego isolato dell’operatore “infiltrato”. In tale ambito, di particolare utilità per l’attività formativa sono stati anche i confronti che i partecipanti hanno potuto avere con operatori “undercover”, che hanno illustrato alcune indagini sotto copertura concluse a cui hanno preso parte. Altri importanti argomenti hanno riguardato: l’analisi dei contesti penitenziari e collegamenti con sodalizi criminali esterni; gli strumenti di pagamento elettronico e le criptovalute, moneta virtuale “anonima” per i pagamenti di droga; le forme di riciclaggio connesso al narcotraffico online, attraverso l’utilizzo delle criptovalute (ad es. i bitcoin); la gestione dei narcotraffici ad opera della mafia, dell’ndrangheta, della camorra e della criminalità organizzata straniera; il supporto tecnico alle operazioni sottocopertura. Ulteriori apprezzati interventi sono stati orientati alle tematiche del contrasto al terrorismo internazionale e al relativo finanziamento anche attraverso i traffici di sostanze stupefacenti e la tutela dell’attività investigativa svolta nell’ambito delle operazioni speciali e delle attività sottocopertura.
Hanno fornito il loro prezioso contributo al seminario, qualificati docenti esperti del settore, oltre che della DCSA, del DAP – Nucleo Investigativo Polizia Penitenziaria, del Servizio Centrale Operativo (SCO), del Reparto Operativo Speciale dei CC (ROS), Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e SCICO della G. di F., della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e del mondo universitario (Università di Bologna).







ha collaborato con l‘Ufficio di p.g. della Polaria di Fiumicino, per lo svolgimento di alcune attività particolari. Nel corso dell’operazione, che ha fatto emergere un vasto traffico internazionale ed una correlata attività di spaccio di GBL, spesso associato ad altre sostanze sintetiche, sono stati sequestrati 200 kg di GBL ed arrestati 87 soggetti responsabili di narcotraffico.
La complessità della questione è dovuta non solo alle differenti previsioni normative che limitano alcune attività repressive ma è anche legata alla natura stessa della sostanza: subdola e pericolosa, con effetti, danni e rischi non del tutto noti agli assuntori. Infatti, oltre al noto utilizzo “ludico” del GBL e del GHB (il GBL è considerato non solo un “precursore” particolare del secondo ma nel momento dell’assunzione nel corpo umano si trasforma in GHB che, invece, è considerato sostanza stupefacente in tutte le normative europee) durante “festini” che durano anche tutto il weekend e nei quali si “sperimenta” spesso il c.d. chemsex – in questi casi la sostanza è in grado di provocare una doppia dipendenza negli assuntori volontari ovvero tossicodipendenza e patologica dipendenza dal sesso chimico – la sua pericolosità si manifesta anche nella possibilità di somministrazione a danno di vittime inconsapevoli e, per questi aspetti, viene qualificata quale “droga dello stupro”. Il GBL ed il GHB, proprio per la loro capacità “mimetica” intrinseca – praticamente sostanze inodori ed incolori che vengono miscelate a bevande di vario tipo – e per la facile metabolizzazione nell’organismo umano – per cui a distanza di poco tempo dall’assunzione non si rintracciano più con le classiche analisi tossicologiche – sono ancora più insidiose e pericolose se utilizzate per abusare ed usare violenza su vittime “assuntori inconsapevoli” che, tra l’altro, non hanno memoria dell’accaduto per la capacità di tale droga di agire sulle capacità mnestiche. Il fenomeno delle “rape drugs”, tristemente noto e diffuso in alcuni Paesi europei, nei quali sta creando sempre più allarme sociale, è monitorato con una crescente attenzione anche in Italia, anche se, attualmente, appare di dimensioni inferiori rispetto ad altri contesti.
Il 14 dicembre, si è tenuto presso la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga il workshop Narcotraffico nel web e dark web: nuove frontiere di contrasto di un fenomeno in evoluzione, a
All’inizio del consesso il Direttore Centrale, Gen. C.A. G. di F. Antonino Maggiore, ha fatto il suo saluto di benvenuto ai partecipanti, manifestando la propria soddisfazione per la realizzazione di una giornata studio dedicata ad un argomento di assoluta attualità, che coinvolge la tematica del narcotraffico da un nuovo punto di vista, ovvero dai nuovi e complessi canali del mercato digitale attraverso l’utilizzo degli innumerevoli strumenti offerti dal web. Il traffico di stupefacenti, infatti, è riuscito a ritagliarsi uno spazio virtuale importante, generando un enorme volume d’affari che ha consentito ad abili criminali, esperti d’informatica, di arricchirsi, facendo leva sulle potenzialità che il web offre in termini di “anonimato” nella navigazione e nelle procedure di pagamento – bitcoins – per gli illeciti acquisti effettuati.
Nel corso degli interventi sono state approfondite, anche con esercitazioni pratiche, tematiche particolari, quali: le investigazioni dalla dimensione fisica a quella virtuale, il black market e la vendita di droga on line, il dark web, le azioni di contrasto e tecniche di infiltrazione con un focus su alcuni casi operativi conclusi, la ricostruzione di regolamenti finanziari effettuati attraverso la rete per i pagamenti di illeciti traffici di sostanze stupefacenti, il Digital e Cloud Forensic, lo strumento del captatore informatico, le investigazioni digitali su big data, bot, cryptovalute e blockchain e i reati connessi.
Uno spazio importante è stato dedicato anche alla nuova frontiera del Metaverso e alle future indagini in tale spazio, una realtà virtuale aumentata, ancora in fase di sviluppo, in cui le persone connesse potranno interagire tra loro così come avviene nel mondo fisico. Il Metaverso, oltre alla sua straordinaria evoluzione, consentirà anche l’accesso a nuovi canali di distribuzione di stupefacenti, da parte di coloro che possono allestire spazi privati – c.d. workrooms – per realizzare attività illecite e comunicare con altri criminali.






VISITA RAPPRESENTANTI DELL’UNODC E DELLA GUINEA BISSAU, DEL GAMBIA E DEL SENEGAL.
Hanno poi preso la parola i rappresentanti dell’UNODOC (Cheikh Toure e Daouda Gadiaga) referenti per l’area, che hanno illustrato il programma “Strade aperte III” con un particolare focus sulle cd consegne controllate e un resoconto dei sequestri effettuati nell’ambito del citato progetto. I successivi interventi, da parte dei capi delegazione, Direttori e responsabili delle polizie antidroga dei Paesi africani partecipanti, hanno posto l’attenzione sull’esigenza di ottenere forme di supporto da parte dell’Italia, sia sul piano formativo per addestrare le forze di polizia sulle tecniche di indagine e conoscere gli aspetti normativi attraverso cui la polizia giudiziaria opera sul territorio nazionale, sia da un punto di vista materiale per implementare le dotazioni degli strumenti tecnico-operativi, necessari per svolgere monitoraggio e controlli approfonditi sulle merci che giungono via mare nei rispettivi Paesi, in particolare dall’America Latina, allo scopo di intercettare i carichi di droga occultati, soprattutto cocaina, per la gran parte solo in transito nel West Africa e destinata, invece, all’Europa.




















Successivamente, ha preso la parola Mr. Josè De Gracia Romero, Assistant Director Criminal Networks Directorate del Segretario Generale INTERPOL di Lione che ha sottolineato l’importanza del progetto, finalizzato ad accrescere la conoscenza reciproca tra gli “attori” della lotta al narcotraffico ed al crimine organizzato dei diversi Stati ed incentivare gli scambi informativi e “formativi” tra gli stessi, con l’obiettivo di potenziare la cooperazione internazionale nel settore.

Al termine è intervenuto, in videocollegamento, il Vice Direttore Generale della P. di S. – Direttore Centrale della Polizia Criminale – Prefetto Vittorio Rizzi, che ha esteso il proprio saluto agli organizzatori e partecipanti all’evento, manifestando il proprio compiacimento per la realizzazione del progetto, che pone le basi per consolidare i rapporti di collaborazione tra gli Stati interessati.
A chiusura del convegno, il Direttore della DCSA Maggiore, nel salutare e ringraziare i partecipanti all’evento, ha manifestato la propria soddisfazione per il proficuo confronto che si è sviluppato durante le due giornate di lavoro, che apre nuove prospettive per una collaborazione antidroga sempre più stretta tra i Paesi coinvolti, necessaria per poter fronteggiare una minaccia “globale”, che travalica i confini e colpisce tutti.





























Il 10 novembre 2022, il Direttore Centrale della D.C.S.A., Gen. C.A. G. di F. Antonino Maggiore – unitamente ai Direttori, Dirigenti e collaboratori dei tre Servizi, all’Esperto per la Sicurezza ad Istanbul e all’Ufficiale di Collegamento al
Nel prosieguo, è stato illustrato un altro fondamentale aspetto che connota la DCSA, costituito dal coordinamento operativo delle cosiddette “operazioni speciali” (operazioni sotto copertura e consegne controllate), nonché la posizione di referente nazionale per le richieste di abbordaggio del naviglio sospettato di trasportare sostanze stupefacenti in acque internazionali. Da ultimo, è stato anche dato risalto all’istituzione all’interno della Direzione di una Sezione operativa, denominata “Drug@online”, che ha il compito di monitorare la rete internet, al fine di fornire il coordinamento delle attività repressive del commercio illecito di droga avvalendosi delle potenzialità della rete.


















