SEQUESTRI PREVENTIVI DI SOCIETA’, BENI MOBILI ED IMMOBILI DEL VALORE DI 25 MILIONI DI EURO IN ITALIA, PORTOGALLO, GERMANIA E FRANCIA.

Nelle prime ore della mattinata del 3 maggio, il ROS e il Comando Provinciale di Reggio Calabria dell’Arma dei Carabinieri hanno dato esecuzione, sul territorio nazionale ed all’estero,  a quattro collegati provvedimenti cautelari emessi dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica – DDA guidata dal Dott. Giovanni Bombardieri, nei confronti di 108 soggetti, indagati, tra le altre cose, per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Il brillante esito dell’operazione Eureka è stato possibile anche grazie al prezioso coordinamento svolto dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo – diretta dal Procuratore  dott. Giovanni Melillo – e da Eurojust, nonché dall’efficiente cooperazione realizzata con diverse polizie estere, supportata dalla DCSA, da Interpol, da Europol, dalla rete @ON e dalla DEA americana.

L’operazione EUREKA è stata avviata nel giugno del 2019 a seguito di raccordi tra l’Arma dei Carabinieri e la Polizia federale belga che stava investigando su alcuni soggetti stanziati in Belgio e legati alla ‘ndrangheta e dediti al narcotraffico internazionale. Le indagini, sviluppate nell’ambito di Squadre Investigative Comuni, si sono progressivamente estese a diverse famiglie, ricostruendo gli assetti interni e le condotte riconducibili all’acquisto di ingenti partite di cocaina. Gli approfondimenti investigativi hanno messo in luce l’operatività di tre associazioni contigue alle maggiori cosche del mandamento jonico reggino, con basi operative in Calabria e ramificazioni in varie regioni italiane ed estere. Le tre consorterie si rifornivano direttamente da organizzazioni colombiane, ecuadoregne, panamensi e brasiliane, risultando in grado di gestire un canale di importazione del narcotico dal Sud America all’Australia. Sono stati individuati, tra il 2020 ed il 2022, molteplici episodi di importazione via mare di cocaina (nei porti di Gioia Tauro, Anversa e Colon), per oltre 6.000 kg, dei quali più di 3.000 sono stati sequestrati.

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga nell’ambito dell’operazione Eureka,  oltre a svolgere  il consueto coordinamento, ha fornito un prezioso contributo alle indagini,  segnalando numerose convergenze investigative, assicurando le molteplici esigenze di cooperazione internazionale per il tramite dei dipendenti Esperti per la Sicurezza (Buenos Aires, Madrid, Bogotà, Brasilia, Santo Domingo, Istanbul, Lima e Lisbona) e degli Uffici di Collegamento esteri in Roma e supportando le attività dal punto di vista tecnico-logistico e finanziario, anche mettendo a disposizione strumentazioni e risorse.

Il brillante risultato dell’operazione è stato divulgato nell’ambito della conferenza stampa presieduta dal Procuratore di Reggio Calabria, a cui ha partecipato anche la D.C.S.A. – leggi qui il comunicato stampa.

 

Dal 17 aprile al 19 maggio si è svolto il  7° Corso per Esperti per la Sicurezza, organizzato dalla Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia (SPIF) – con la partecipazione di 8 dirigenti della Polizia di Stato e dell’ Arma dei Carabinieri. Durante l’attività formativa, dal 28 aprile al 5 maggio, si è tenuto un un ciclo di lezioni presso la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, che hanno fornito contributi sia teorico – normativi che tecnico – operativi sull’azione di contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Durante il corso sono state sviluppate, in particolare, le tematiche relative: agli aspetti amministrativi e contabili dell’Esperto per la Sicurezza in servizio all’estero; al ruolo e deontologia dell’Esperto in materia antidroga e flusso delle informazioni alla DCSA; alla gestione dello stress e supporto motivazionale in condizione di impiego isolato; al rischio biologico negli operatori impiegati in missione all’estero e al percorso nutrizionale in relazione alle rispettive arre di destinazione.

In tale contesto, sono stati anche approfonditi argomenti professionali relativi: alle linee evolutive normative nazionali, internazionali di tipo convenzionale e tecniche operative del contrasto al narcotraffico, con particolare riferimento alle operazioni speciali (consegne controllate e operazioni undercover); all’analisi delle rotte e dei traffici delle sostanze stupefacenti; al ruolo della DCSA quale referente nazionale per le richieste di abbordaggio (ex art. 17 Convenzione ONU del 1988) delle imbarcazioni sospettate di trasportare sostanze stupefacenti in acque internazionali. Sono state, inoltre, trattate le droghe sintetiche, le Nuove Sostanze Psicoattive – NPS – i precursori e le linee evolutive del traffico internazionale di stupefacenti. Un focus è stato svolto sull’attività della Direzione Centrale nell’ambito delle relazioni internazionali bilaterali e multilaterali. Da ultimo, è stato affrontato il tema del contrasto ai traffici di droga nel web, illustrando le funzioni della Sezione Drug@online”, che ha il compito di monitorare la rete internet, al fine di fornire il coordinamento delle attività repressive del commercio illecito di droga avvalendosi delle potenzialità della rete.  Hanno fornito il loro prezioso contributo al Corso, qualificati docenti esperti del settore, oltre che della DCSA, del Centro Psicotecnico della Polizia di Stato, della Direzione Centrale di Sanità e del mondo universitario (Università degli Studi di Roma La Sapienza).

THE MONEY APPROACH: NUEVAS MODALIDADES DE LUCHA CONTRA EL NARCOTRAFICO Y EL BLANQUEO DE DINERO

Il 28 e 29 marzo, la Procura Generale della Repubblica Dominicana e il Programma di cooperazione tra l’America Latina, i Caraibi e l’Unione Europea in materia di droga (COPOLAD III) – finanziato dall’Unione Europea e implementato dall’IILA, in consorzio con la Federazione Iberoamericana per l’Internazionalizzazione dell’Amministrazione Pubblica, FIIAPP – hanno organizzato un seminario dedicato alle nuove modalità di lotta al traffico di droga e al riciclaggio di denaro sporco. All’evento hanno preso parte qualificati esperti del settore di Italia, Spagna, Bolivia, Colombia, Costa Rica, Honduras, Guatemala, Perù, Panama e Repubblica Dominicana. Per l’Italia, hanno partecipato il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Dott. Giovanni Melillo e il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga, Gen. C.A. G. di F. Antonino Maggiore, accompagnato dal Capo del I Servizio, Dir. Sup. P. di S. Dott. Emilio Russo, e dall’Esperto per la Sicurezza a Santo Domingo, Ten. Col. CC Andrea Azzolini. 

I lavori si sono sviluppati, nel corso delle due giornate, attraverso panel ed alcune lectiones magistrales che, partendo dal money approach – nella scia del noto metodo  investigativo follow the money, ideato negli anni ’80 da Giovanni Falcone ed utilizzato nella lotta contro la mafia – hanno affrontato le tematiche relative al traffico di droga, nello scenario che coinvolge la comunità internazionale e che si riflette anche in altri contesti criminali, come il riciclaggio di denaro, gli investimenti illeciti, l’uso illecito della tecnologia ed il ricorso a reati più tradizionali come la corruzione e l’estorsione.

Il seminario è stato aperto dal Segretario Generale dell’IILA Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana, Min. Antonella Cavallari, insieme alla Procuratrice Generale della Repubblica Dominicana, Miriam Germán Brito. A seguire, il saluto di benvenuto ai partecipanti rivolto dal Rettore della Scuola Nazionale dei Pubblici Ministeri, Marien Montero Beard, e dall’Ambasciatore dell’Unione Europea nella Repubblica Dominicana, Katja Afheldt, alla presenza dei rappresentanti del corpo diplomatico.

Nel corso del suo intervento il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Dott. Giovanni Melillo, ha approfondito la tematica relativa alla lotta al narcotraffico con uno specifico focus sull’America Latina e l’Europa, descrivendo l’evoluzione di tale fenomeno nel corso del tempo e gli strumenti normativi utilizzati per fronteggiare la minaccia. Nell’evidenziare come il narcotraffico costituisce una minaccia che coinvolge tutti i Paesi del mondo e che produce instabilità politica e sociale, ha rappresentato come le organizzazioni criminali operino attraverso l’utilizzo di innovative tecnologie che comportano rapidi e continui cambiamenti degli scenari operativi. E’, quindi, necessario rimanere al passo con tali evoluzioni tecnologiche per adottare le più opportune strategie per attuare efficaci contromisure. Nel prosieguo, il Procuratore Nazionale ha spiegato come le organizzazioni criminali che operano in diversi Paesi cerchino di integrarsi fra loro sotto forma di consorzi e modelli organizzativi sempre più flessibili ed estesi, sfruttando gli ingenti profitti illeciti accumulati per riciclare le somme nell’economia legale. Di fronte alla complessità di tali fenomeni, è compito di ognuno avere consapevolezza del problema che, avendo portata transnazionale, necessità di strategie fondate sulla condivisione delle informazioni e sulla fiducia reciproca, al fine di elaborare un approccio comune. In tal senso, un riscontro positivo emerge dal diffuso utilizzo dello strumento delle Squadre Investigative Comuni, che si sta utilizzando anche con alcuni Paesi dell’America Latina, e che necessita di essere sempre più impiegato, nella considerazione che solo unendo le forze è possibile contrastare in maniera più efficace il narcotraffico internazionale.

Successivamente, ha preso la parola il Gen. Maggiore, che ha affrontato l’argomento inerente “La necessità della cooperazione internazionale di polizia nella lotta al narcotraffico. L’esperienza italiana: il ruolo e l’importanza degli ufficiali di collegamento antidroga della DCSA all’estero nello scambio di informazioni“. Dopo aver rivolto il proprio saluto al consesso, ha descritto la fondamentale azione di coordinamento esercitata dalla DCSA nel settore del narcotraffico, una delle più longeve e riuscite esperienze interforze in seno alle forze di polizia nazionali, evidenziando come la Direzione Centrale sia stata la prima struttura, in ambito nazionale, a disporre di propri Ufficiali di collegamento antidroga all’estero, in qualità di “Esperti”, distaccati nei crocevia internazionali della produzione, transito e del traffico illecito della droga, che promuovono prioritariamente la cooperazione di polizia contro il narcotraffico e svolgono attività di studio, osservazione e raccordo con i competenti organismi esteri. Proseguendo, è stato evidenziato come la cooperazione internazionale di polizia giochi ormai un ruolo decisivo ed è diventata asse portante e necessaria del sistema di sicurezza degli Stati, in ragione della necessità di contrastare fenomeni criminali sempre più pervasivi, tra i quali rientra certamente il narcotraffico. Nel concludere il suo intervento, il Direttore Centrale, nel rimarcare la necessità di sviluppare in maniera sempre maggiore forme di cooperazione internazionale contro i traffici di droga, ha citato un passo del discorso del giudice Giovanni Falcone, tenuto nel 1984 presso il Consiglio Regionale del Piemonte, nel corso del quale, affrontando proprio tale tematica, aveva evidenziato che “(…) le organizzazioni criminali non hanno problemi di confini e che operano con disinvoltura in tutto il mondo, per cui ogni ritardo nella cooperazione internazionale per la repressione del fenomeno si rivolge in ulteriori vantaggi per tali organizzazioni, che di giorno in giorno diventano sempre più efficienti e pericolose (…) non ha nessuna importanza che la droga venga sequestrata in un Paese anziché in un altro e ad opera di un determinato organismo di polizia, anziché di un altro; l’unica cosa importante è che l’operazione di polizia venga compiuta nel modo più efficace e questo è l’unico risultato cui dovrebbero mirare gli sforzi congiunti delle polizie dei vari Paesi, accomunate da questa unica e superiore finalità di efficienza. (…).

Al termine delle due giornate, il Dott. Javier Sagredo, Direttore del programma COPOLAD III ed il Dott. Giovanni Tartaglia Polcini, Procuratore e Consigliere giuridico del Ministro degli Affari Esteri italiano, hanno tenuto la loro relazione di chiusura  tracciando le conclusioni del seminario e, nel salutare e ringraziare i partecipanti all’evento, hanno manifestato la propria soddisfazione per il proficuo confronto che si è sviluppato durante il seminario, che apre nuove prospettive per una collaborazione antidroga sempre più stretta tra i Paesi coinvolti, necessaria per poter fronteggiare una minaccia “globale”, che travalica i confini e colpisce tutti.

Nelle prime ore della mattinata del 28 marzo, la Polizia di Stato – Squadra Mobile-  di Bologna, con il prezioso coordinamento della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane, ha concluso un’articolata attività investigativa, denominata “DOMINO 2021“, eseguendo un’ ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. di Bologna, nei confronti di 21 soggetti, 12 dei quali cittadini dominicani, per i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e riciclaggio.

L’indagine ha consentito di disarticolare un sodalizio criminale, composto da cittadini italiani e della Repubblica Dominicana, dedito al traffico internazionale ed alla distribuzione di importanti volumi di cocaina, con epicentro nel capoluogo emiliano ed acquirenti anche delle città di Roma, Milano, Terni e Parma.

La cocaina, proveniente da Santo Domingo, giungeva in Italia presso il porto di Vado Ligure (SV),  occultata in carichi di “pelli bovine grezze”, trasportate all’interno di container. Durante le attività sono state effettuate mirate perquisizioni, tra cui quella all’interno di un capannone in provincia di Vicenza –  una delle basi logistiche dell’organizzazione criminale – dove sono stati rinvenuti e sequestrati quasi 500 panetti di cocaina nascosti proprio all’interno di pelli di bovino grezze. Nel complesso, l’attività investigativa  ha permesso di sequestrare  circa 750 kg di cocaina – che avrebbe fruttato circa 61 milioni di euro – e la somma contante di 335.000 euro, provento delle attività illecite.

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga ha fornito un prezioso apporto alle indagini, acquisendo informazioni utili tramite i canali di cooperazione internazionale, anche attraverso il proprio Esperto per la Sicurezza nella Repubblica Dominicana, coordinando le attività a livello nazionale ed estero e, dal punto di vista tecnico-logistico, mettendo a disposizione risorse e strumentazioni speciali.

Il 28 marzo, in occasione di un seminario sul tema “Interventi sociali sul territorio“, organizzato nell’ambito delle iniziative formative della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, personale qualificato della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga ha partecipato all’evento, approfondendo i temi relativi al “mercato illegale di sostanze stupefacenti e l’attività di prevenzione”. Il corso, tenutosi presso la sede didattico-residenziale “Carlo Mosca” di Roma, era destinato ai funzionari assistenti sociali in servizio presso le Prefetture – UTG e presso gli Uffici Centrali del Ministero ed ha avuto durata di tre giorni, dal  27 al 29 marzo.

All’attività formativa sono intervenuti, in qualità di docenti, il Col. CC Ciro Guida e l’Ass. Capo P. di S. Andrea Palmacci, che, alla presenza di un folto ed interessato uditorio, composto prevalentemente da funzionari in servizio presso i Nuclei Operativi Tossicodipendenze (N.O.T.) distribuiti sul territorio, hanno illustrato le numerose e diversificate funzioni svolte dalla DCSA, con un particolare focus sull’analisi delle aree di produzione e provenienza degli stupefacenti, sui mercati di destinazione, sulle modalità di occultamento, sulle frontiere di accesso  e rotte utilizzate dai narcotrafficanti.

 E’ stato, da ultimo, fatto cenno al settore dei precursori chimici suscettibili di utilizzo per la produzione illegale di stupefacenti, nonché descritte le Nuove Sostanze Psicoattive (NSP), che rappresentano una minaccia  per la salute, specialmente per i giovani, e per la sicurezza pubblica, poiché gli effetti negativi sono tutt’ora in fase di studio e non sempre vi è la possibilità di una pronta risposta medica. Inoltre, se non ancora inserite nelle tabelle della normativa antidroga nazionale (DPR 309/1990), possono limitare gli interventi delle forze di polizia. Tuttavia, le NSP vengono maggiormente rinvenute e sequestrate nel corso di attività investigative antidroga condotte dalle stesse ff.pp. e tempestivamente segnalate al “Sistema Nazionale di Allerta Precoce (SNAP), diretto dal Dipartimento delle Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. Ciò consente un costante monitoraggio circa la comparsa di tali prodotti pericolosi sul territorio nazionale ed un rapido inserimento delle NSP nelle citate tabelle da parte del Ministero della Salute.

Le tematiche illustrate hanno suscitato il vivo interesse della platea, con la quale si è instaurato un costruttivo dibattito che ha consentito di approfondire e chiarire ulteriormente gli argomenti trattati.

 

Il 30 e 31 gennaio, la DCSA ha partecipato al seminario “Lutte contre les trafics internationaux de stupéfiants en zone portuaire” ( lotta contro il narcotraffico internazionale nelle zone portuali), organizzato a Parigi dal Ministero della giustizia francese  con il supporto della Missione interministeriale per la lotta  alle droghe e ai comportamenti di dipendenza  – Mission interministérielle de lutte contre les drogues et les conduites addictives  – MILDECA (organismo dipendente dal Primo Ministro, che guida e coordina l’azione del Governo francese nella lotta alle droghe e alle dipendenze), evento conclusivo di un programma di scambio informativo tra i paesi partecipanti, che si è sviluppato con incontri e visite presso i porti di Barcellona, Anversa e Rotterdam. Al seminario, aperto dal Delegato agli affari europei ed internazionali del Ministero della Giustizia francese, hanno preso parte esperti della specifica materia di vari Paesi, in particolare, funzionari del Ministero della Giustizia e di altri enti governativi francesi, autorità giudiziarie di Francia, Spagna (compreso il Fiscal nacional antidroga) Italia, Paesi Bassi e Romania (Procuratore nazionale antidroga), magistrati di collegamento esteri in Francia e francesi all’estero, anche presso Eurojust, autorità e rappresentanti delle forze di polizia operanti nel contrasto al narcotraffico, in particolare nei porti, di Francia, Spagna, Paesi Bassi (Capo della polizia portuale di Rotterdam), Belgio e Germania, le Dogane francesi (Direzione nazionale dell’intelligence e delle indagini doganali), tedesche, belghe ed olandesi. Per l’Italia hanno partecipato con propri interventi, oltre la DCSA, le Autorità giudiziarie inquirenti di Genova e Reggio Calabria ed ha presenziato alle sessioni il magistrato di collegamento italiano in Francia.  Nel corso delle due giornate sono state approfondite diverse questioni centrali nell’ambito della prevenzione e del contrasto al traffico di stupefacenti nei porti, attraverso tavole rotonde tematiche, che hanno permesso una partecipazione attiva ed un proficuo confronto tra tutti i partecipanti. Per quanto riguarda la situazione francese, i diversi relatori intervenuti hanno sottolineato il grande rilievo che viene dato –  a tutti i livelli – al contrasto di tali traffici e la necessità della cooperazione internazionale in tale ambito. Nel dettaglio, le azioni nazionali vengono sviluppate secondo una prospettiva integrata e multilaterale, ossia in stretta collaborazione con i vari attori coinvolti nella  “sicurezza portuale” e sul fronte operativo per la prevenzione ed il contrasto antidroga: le autorità governative ed amministrative, il Segretariato Generale del Mare, le forze di polizia, le Dogane, l’OFAST ( Ufficio Centrale antidroga della polizia giudiziaria, a carattere interforze) e le Autorità giudiziarie. 

Per la DCSA è intervenuto il Direttore della 1^Divisione del III Servizio Operazioni, Primo Dirigente P. di S. Alessandra Ortenzi –  nel Panel  dedicato agli “attuali mezzi di lotta al traffico internazionale di droga nei porti” –  tavola rotonda sulle “misure di sicurezza e mezzi di rilevamento –  la quale, dopo aver fatto cenno al particolare sistema italiano, caratterizzato dalla presenza di più forze di polizia, ha descritto la struttura e le funzioni svolte dalla Direzione Centrale, sottolineando la fondamentale azione di coordinamento nazionale ed internazionale svolta nel settore del narcotraffico. 

In tale ambito, è stata  evidenziata la rete degli esperti per la sicurezza di cui dispone la DCSA –  distaccati nei Paesi strategici per la produzione, il transito e la destinazione dei traffici di droga – che promuovono prioritariamente la cooperazione di polizia contro il narcotraffico, in raccordo con i competenti organismi esteri. Nel prosieguo, l’intervento si è focalizzato sugli aspetti specifici legati al traffico di stupefacenti attraverso le aree portuali italiane, tra le quali spicca il porto di Gioia Tauro che rappresenta uno degli scali tra i più importanti del Mediterraneo e d’Europa, nel quale, annualmente, circolano moltissime navi cargo e milioni di container. Le indagini e le analisi  svolte dimostrato che l’hub calabrese si trova al centro della c.d. “nuova rotta del Mediterraneo“, utilizzata dalle organizzazioni criminali in alternativa alle tradizionali rotte verso i grandi porti del Nord Europa e, spesso, con carichi destinati ai paesi dell’aerea balcanica. Nel tempo, le autorità italiane hanno sviluppato, oltre all’esperienza investigativa in materia, una expertise specifica sui controlli in area portuale,  ovvero delle “buone prassi” basate su una complessa ed articolata analisi di rischio di vari fattori che permette di focalizzare le navi ed i container sospetti sui quali effettuare le operazioni di monitoraggio, controllo ed ispezione e, in caso di riscontro positivo e,  quando possibile,  avviare attività di consegne controllate – nazionali ed  internazionali –  di stupefacenti. Inoltre, l’Italia ha sviluppato una stretta collaborazione di polizia a livello internazionale con i servizi antidroga dei vari Paesi europei e degli altri continenti.

Al Seminario è intervenuto, per l’Italia, oltre alla DCSA, in videocollegamento, il Procuratore della Repubblica di Genova, Nicola Piacente che ha sottolineato la fondamentale importanza della collaborazione internazionale, in particolare con le autorità francesi  per la contiguità geografica e con tutti gli altri Paesi interessati dal narcotraffico in area europea, anche attraverso la costituzione delle Squadre investigative comuni (JITs) con il sostegno di Eurojust.     

Ha quindi preso la parola – da remoto – il  Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di  Reggio Calabria, Marika Mastrapasqua che ha illustrato le attività info-investigative svolte, su vari livelli, dalla Guardia di Finanza nel porto di Gioia Tauro a contrasto del fenomeno. Infatti, gli ingentissimi  sequestri di cocaina ed i correlati arresti in quella sede portuale scaturiscono da una duplice attività svolta: quella sviluppata nelle indagini “tradizionali” nei confronti della criminalità organizzata – in primis la ‘ndrangheta- che gestisce il traffico internazionale di tale sostanza e quella basata su best practises – sviluppate da tale forza di polizia e perfezionate nel tempo.  

Le ispezioni  dei container vengono svolte, infatti, sia nei contesti investigativi che all’esito di un costante monitoraggio preventivosvolto negli spazi doganali sulle merci movimentate, sulla base di una complessa analisi di rischio e secondo le procedure di “controllo e riscontro”, operate su mezzi e persone operanti nel porto. La stessa autorità giudiziaria ha, quindi, citato una importante indagine  della  Guardia di Finanza di Reggio Calabria diretta da quella Procura e coordinata e supportata dalla DCSA che, nell’ottobre 2022  ha portato al sequestro di oltre 4 tonnellate di cocaina ed all’arresto di  36 soggetti per narcotraffico internazionale facenti parte di una articolata organizzazione criminale, con base logistica il Porto di Gioia Tauro, tra i quali  figurava anche personale corrotto che operava nel porto per le principali famiglie mafiose di ‘ndrangheta  (per i risultati dell’indagine si rinvia al comunicato stampa )

I lavori del seminario sono stati  chiusi dal Direttore degli Affari Criminali e Grazia del Ministero della Giustizia francese che ha sottolineato l’importanza di tale iniziativa per il proficuo  confronto e scambio di esperienze tra i Paesi coinvolti  dalle diverse rotte “marittime”  e colpiti dal traffico internazionale di droga nei porti. L’incontro ha portato, infatti, all’individuazione di elementi comuni verso cui muovere gli sforzi congiunti quali, ad esempio,  l’utilizzo di analoghe tecniche investigative e “buone prassi” per l’ analisi di rischio e le modalità di monitoraggio e  controllo dei container; inoltre, si è convenuto sull’importanza di usare strumenti comuni per la prevenzione e repressione della corruzione nelle aree portuali –  rivolgendo, anche, l’attenzione verso i tentativi di utilizzare  e “forzare” lavoratori onesti a collaborare con la criminalità organizzata che utilizza, quando non riesce nell’intento corruttivo, minacce e condotte  estorsive. Il seminario ha, quindi, contribuito al rafforzamento dei rapporti tra i Paesi intervenuti ed a creare una maggiore consapevolezza circa la necessità di potenziare la cooperazione – di polizia e giudiziaria – nel contrasto al narcotraffico con tutti i Paesi coinvolti.

AMBITO PROGETTO ICARUS TRA DPA E DCSA, IN COLLABORAZIONE CON IL MOIGE.

Oggi viene lanciata – comunicato stampa –  l’applicazione Hugs not Drugs, scaricabile dalle piattaforme Apple e Android, sviluppata tramite il MOIGEMovimento Italiano Genitori –  con la  partecipazione e sotto il costante coordinamento dalla DCSA, nell’ambito dell’accordo di collaborazione ICARUS, in corso tra il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la stessa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. L’applicazione si inserisce nella vasta campagna di informazione, sensibilizzazione e prevenzione sulle droghe nelle scuole, avviata dal mese di marzo 2022, che he ha coinvolto studenti, genitori ed insegnanti di 243 scuole medie e superiori  sul territorio nazionale (18 regioni, 85 province e 188 città), anche attraverso l’organizzazione di giornate Open Day o Webinar online, con la partecipazione di qualificati rappresentanti della DCSA, del DPA e delle FFPP. Durante gli incontri formativi, nel corso dei quali sono stati anche distribuiti kit didattici, sono state affrontate tematiche relative alle droghe, con particolari focus sulle diverse tipologie di sostanze, sui rischi e danni derivanti dal loro utilizzo ed attraverso il diretto confronto con i partecipanti, per stimolare il loro interesse ed orientare in maniera più proficua ed efficiente gli interventi svolti dagli addetti ai lavori.

L’ambizioso progetto divulgativo ha visto anche la  realizzazione di una web app, chiara ed intuitiva ed in costante aggiornamento, da mettere a disposizione degli utenti – quindi studenti, genitori e docenti – con finalità di consultazione e di approfondimento delle tematiche inerenti alla prevenzione dell’uso delle sostanze stupefacenti. L’applicazione, facilmente scaricabile su smartphone dalle due piattaforme, apple store e play store, consente di accedere a materiale informativo di interesse, sulle diverse  droghe, riepilogate in specifiche “schede stupefacenti”, nelle quali sono riportate, per categorie, immagini, tipologie, modalità di consumo ed effetti. Sono, inoltre, presenti contenuti  in video formativi nei quali,  esperti del settore –  medici, psicologi e psicoterapeuti –  trattano gli argomenti relativi alle droghe da diversi punti di vista.

Attraverso una funzione di geolocalizzazione e di navigazione, l’applicazione consente la ricerca e l’individuazione delle comunità terapeutiche e dei Serd presenti sul territorio nazionale, per i quali vengono anche fornite indicazioni relative alla struttura e ai relativi contatti telefonici.

Da ultimo, una sezione, denominata “chiedi aiuto”, consente di chiamare il numero verde del MOIGE (800.93.70.70), attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18, oppure compilare un format, anche in forma anonima, nel quale indicare i motivi della richiesta per sottoporre la richiesta all’attenzione degli esperti del Moige in collaborazione, per la parte tecnico- scientifica, con la DCSA ed il Dipartimento Politiche Antidroga.

Il progetto terminerà il 31 maggio 2023, ma la Web App rimarrà comunque attiva e scaricabile su smartphone o tablet anche successivamente e verrà aggiornata – dal MOIGE –  in maniera costante, con nuovi contenuti informativi.

La campagna di informazione e prevenzione sugli stupefacenti Hugs not Drugs,  sviluppata anche attraverso gli Open Days e, da ultimo, l’App, rientra tra gli obiettivi strategici della Direzione Centrale  che, oltre all’azione di coordinamento e supporto delle operazioni di polizia di contrasto al narcotraffico, avvia e partecipa anche alle attività di informazione/formazione/prevenzione nel settore, offrendo ai giovani gli strumenti necessari affinchè possano conoscere il “fenomeno droga” e,  quindi, orientare con consapevolezza e responsabilità le loro scelte, nel rispetto della legalità  e della salute.

 

In data odierna, il Capo del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Cons. Paolo Molinari, e il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga, Gen. C.A. G. di F. Antonino Maggiore, hanno sottoscritto presso gli uffici della DCSA un protocollo d’intesa relativo ai rapporti di collaborazione tra le due Amministrazioni, che ha come scopo quello di potenziare l’efficacia e l’efficienza operativa del Sistema Nazionale di Allerta Precoce (SNAP). Quest’ultimo, realizzato nel 2009 dal Dipartimento per le politiche antidroga, ha tra i suoi compiti principali quello di identificare nuove sostanze stupefacenti potenzialmente dannose per la salute pubblica immesse sul territorio nazionale, nonché individuare le nuove modalità di consumo delle droghe già vietate.

La firma del protocollo, dopo una pluriennale fase di collaborazione in via sperimentale, sancisce formalmente la partecipazione al Sistema del Dipartimento della Pubblica Sicurezza attraverso la DCSA, anche in ragione del ruolo decisivo che svolgono le informazioni provenienti dai circuiti di polizia.

L’implementazione dello SNAP, anche attraverso il consistente bacino di dati e notizie relativo ai sequestri di droga, permette alle Autorità sanitarie preposte di avviare, con tempestività, le procedure necessarie all’individuazione di nuove droghe – indispensabile per l’attivazione di un’effettiva risposta sanzionatoria – e, di conseguenza, di diffondere in tempo reale informazioni per la salvaguardia della salute dei cittadini.

 

Dal 6 al 9 marzo, il Capo della Polizia Portuale di Rotterdam, Dr. Dirk Grip – accompagnato dal Chief Inspector della Direzione della Polizia portuale, dal Vice Capo Settore del Servizio Investigativo Regionale di Rotterdam, dall’Ufficiale di Collegamento presso l’Ambasciata olandese a Roma e dall’Esperto per la sicurezza all’Aja – ha fatto visita alla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, dove è stata accolta dal Direttore Centrale, Gen. C.A. G. di F. Antonino Maggiore, unitamente al Direttore del I Servizio e a dirigenti della DCSA, per un incontro bilaterale sulla specifica tematica antidroga.

I lavori si sono aperti con l’intervento del Direttore Centrale, che ha illustrato  la struttura organizzativa della DCSA e le sue funzioni, con particolare riferimento al ruolo di coordinamento investigativo e di cooperazione internazionale di polizia in materia antidroga. In tale contesto, nell’evidenziare la complessità del sistema italiano, caratterizzato dalla presenza di una pluralità di Forze di polizia, è stata descritta la fondamentale azione di coordinamento esercitata, nel settore del narcotraffico, dalla Direzione Centrale, una delle più longeve e riuscite esperienze interforze in seno alle Forze di polizia nazionali. Altra tematica di importante rilievo è stata quella della rete di esperti per la sicurezza, distaccati all’estero nei crocevia internazionali della produzione, del transito e del traffico illecito della droga, che promuovono prioritariamente la cooperazione di polizia contro il narcotraffico e svolgono attività di studio, osservazione e raccordo con i competenti organismi esteri. La gestione dei flussi informativi e l’attività degli esperti sono gli elementi strutturali della cooperazione internazionale, in cui si esprime la centralità della Direzione nel dispositivo di contrasto. L’azione della Direzione in questo settore  è fondamentale, sia  a  livello “interno” che “esterno”, in quanto  è l’unico organismo di polizia italiano che ha il compito di ricevere e condividere tutte le informazioni relative al narcotraffico, oltre a coordinare le forze di polizie nella collaborazione internazionale con quelle estere. La DCSA, attraverso un costante confronto e scambio operativo con tutti i Paesi coinvolti, punta a potenziare sempre più  la cooperazione nel contrasto antidroga. Successivamente, è stato illustrato un altro fondamentale aspetto che connota la Direzione, costituito dal coordinamento operativo delle cosiddette “operazioni speciali” (operazioni sotto copertura e consegne controllate), nonché la posizione di referente nazionale per le richieste di abbordaggio (ex art. 17 Convenzione ONU del 1988) del naviglio sospettato di trasportare sostanze stupefacenti in acque internazionali.

Nel corso del dibattito, il Dr. Dirk Grip ha evidenziato che, nell’ambito dell’azione di contrasto al narcotraffico, il monitoraggio svolto all’interno dell’area portuale di Rotterdam consente di controllare annualmente solo l’1% dei container che transitano, tenuto conto dell’enorme quantità dei carichi di merce che giungono nei Paesi Bassi e delle vaste dimensioni del porto. Nel prosieguo, il Capo della Polizia portuale ha spiegato come le attività investigative hanno permesso di rilevare un particolare sistema utilizzato dai narcotrafficanti che sta prendendo piede. In particolare, le organizzazioni si avvalgono di complici nascosti in container che, come dei moderni “cavalli di Troia”, giungono nel porto confusi tra quelli carichi di merce e che sono attrezzati per consentire la permanenza degli “infiltrati” per giorni all’interno dell’area doganale. Non appena attivati e ricevute le precise indicazioni del container nel quale è occultata la partita di droga, i sodali procedono, nottetempo, al recupero degli stupefacenti per poi allontanarsi indisturbati dal porto, talvolta con la complicità di trasportatori o di funzionari collusi. Per contrastare il fenomeno le autorità olandesi cercano di favorire ed aumentare i rapporti di collaborazione internazionale con gli altri Paesi, con le compagnie private che operano all’interno del porto ed attuare valutazioni di rischio per intercettare i carichi da sottoporre a controllo.

Nelle giornate del 7 e l’8, la delegazione, accompagnata dal Direttore del I Servizio, Dir. Sup. P. di S. Dott. Emilio Russo, e del Capo Divisione, Col. G. di F. Alessandro Cavalli, è partita con un aeromobile della Guardia di Finanza di Pratica di Mare per recarsi in Calabria e visitare il Porto di Gioia Tauro. Le attività sono state svolte con l’assistenza del Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, Gen. B. Maurizio Cintura e del Comandante del Gruppo G. di F. di Gioia Tauro, Ten. Col. Danilo Persano, che – dopo aver incontrato il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria dott. Giovanni Bombardieri – hanno accompagnato la delegazione all’interno degli spazi portuali illustrando, con dimostrazioni pratiche, i controlli che vengono svolti sui container, in collaborazione con l’autorità doganale, finalizzati al reperimento di sostanze stupefacenti ivi occultate. Tali ispezioni vengono effettuate sia nei contesti investigativi che all’esito di un costante monitoraggio preventivosvolto negli spazi doganali sulle merci movimentate, sulla base di una complessa analisi di rischio e secondo le procedure di “controllo e riscontro”, operate su mezzi e persone operanti nel porto.

Al termine della visita istituzionale, i membri della delegazione hanno espresso il loro apprezzamento per il proficuo confronto che ha consentito di acquisire elementi conoscitivi sui sistemi di prevenzione e contrasto attuati in Italia, manifestando la volontà di consolidare forme di collaborazione e condivisione delle informazioni tra i rispettivi Paesi, nella consapevolezza che solo uno sforzo congiunto può strategicamente riuscire a fronteggiare in maniera più efficace e determinante la minaccia del narcotraffico.

PROGRAMMA ORGANIZZATO DAL GEORGE C. MARSHALL CENTER FOR SECURITY STUDIES

Il 23 e 24 febbraio, in Garmisch (Germania),  nell’ambito del programma denominatoCountering Transnational Organized Crime ” (CTOC),  il George C. Marshall European Center for Security Studies ha ospitato quali speaker: il Direttore della DIA, Dirigente Generale di P.S. dr. Maurizio Vallone, il Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Roma, Dott. Giovanni Conzo, il Sostituto Procuratore della Repubblica presso la DNA, Dott.ssa Liana Esposito ed il Direttore del III Servizio della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, Gen. Brig. CC Giancarlo Scafuri.

Il George C. Marshall European Center for Security Studies – che il 5 giugno 2023 celebra il 30° anniversario della fondazione – è uno dei sei centri regionali del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ma l’unico con sede in Europa ed in partnership con un’altra nazione (Germania) e con una nutrita rappresentanza multinazionale di Italia, Svizzera, Austria, Polonia, Slovenia. Il Centro, il cui cuore pulsante è il CISS, il College of International Security Studies, individua e approfondisce tematiche connesse alla sicurezza regionale e transnazionale quali, solo per citarne alcune, la sicurezza cibernetica, il terrorismo, il crimine organizzato transnazionale, i conflitti regionali, i rapporti di forza tra superpotenze (cd. Great Power Competition), il climate change (per gli impatti che il fenomeno ha in termini di sicurezza e stabilità regionale), le relazioni tra NATO-Unione Europea, l’Artico e molti altri.

Particolare attenzione è dedicata alla selezione degli speaker (con un funzionale mix di accademici e practioners) ed ai partecipanti (parlamentari, funzionari governativi, diplomatici, funzionari/ufficiali di polizia, elementi della società civile etc). Scopo dei programmi è la condivisione di conoscenze ed esperienze (principi, norme, organizzazione, strumenti di contrasto e/o prevenzione) tra i partecipanti, utili anche a sviluppare e implementare nei propri paesi di origine specifiche attività di strategy e policy. Ulteriore aspetto di rilievo connesso alle attività del Centro risulta essere la folta comunità di “alunni” composta da tutti coloro (circa 16000 in tutto il mondo) che, a vario titolo, hanno partecipato ai diversi programmi del Centro, continuando a mantenere durature e proficue relazioni personali. Tra questi, alcuni occupano posizioni di vertice nei propri paesi di origine.

In questo contesto, si è sviluppato anche l’annuale programma CTOC – della durata di 24 giorni (14 febbraio- 9 marzo) con 81 partecipanti di 41 nazioni provenienti dai 5 continenti – volto a creare un consolidato network tra strutture investigative/giudiziarie dei Paesi partecipanti che possa essere ulteriore valido supporto nello svolgimento di attività di cooperazione internazionale per contrastare i traffici illeciti e le organizzazioni criminali transnazionali. In tale sede sono stati anche esaminati i principali metodi di contrasto ai fenomeni della corruzione e del riciclaggio.

Il Direttore del programma, Dr. Joseph Vann –  professore di studi sulla sicurezza transnazionale, in possesso di una consolidata esperienza avendo operato per 25 anni, come agente speciale nel Naval Criminal Investigative Service dell’US NAVY, rivestendo numerosi incarichi dirigenziali quale consulente strategico, consigliere per il controspionaggio e per la lotta al terrorismo ed alla criminalità organizzata – coadiuvato dal rappresentante italiano della Difesa –  Col. CC Claudio Cappello, Military Professor e Direttore del programma Senior Executive Seminar – sulla scorta anche del successo ottenuto nei precedenti programmi, ha ritenuto essenziale dedicare un particolare approfondimento agli strumenti previsti dall’ordinamento italiano per il contrasto della criminalità organizzata nazionale e transnazionale, con particolare riferimento agli articoli 416 bis del codice penale (associazione a delinquere di tipo mafioso), all’art. 41 bis della legge sull’ordinamento penitenziario (cd. carcere duro), alle misure di prevenzione personali e patrimoniali ed alla cooperazione internazionale di Polizia.

Tale ultimo aspetto è stato oggetto di approfondimento da parte del Gen. B. CC Giancarlo Scafuri -Direttore del III Servizio della DCSA che, dopo aver evidenziato la complessità del sistema italiano, caratterizzato dalla presenza di una pluralità di Forze di polizia, ha illustrato la struttura organizzativa della Direzione Centrale – una delle più longeve e riuscite esperienze interforze a livello nazionale – e le sue funzioni, con un particolare focus al delicato ruolo svolto nel coordinamento investigativo e nel supporto alle indagini antidroga di tutte le forze di polizia nazionali nonché quale “organo pilota” per la specifica cooperazione internazionale di polizia nel settore. Il Gen. Scafuri ha tratteggiato le attività di scambio informativo, sia a livello strategico che operativo, costantemente svolte dalla Direzione e l’importanza della rete degli Esperti per la sicurezza – distaccati all’estero nei paesi aventi un ruolo di rilievo nella produzione e nel traffico di stupefacenti – che promuovono prioritariamente la cooperazione di polizia contro il narcotraffico e svolgono attività di studio, osservazione e raccordo con i competenti organismi esteri. Non meno rilevanti ed apprezzati sono stati gli approfondimenti relativi alle ulteriori peculiari attività della struttura quali il coordinamento operativo delle cosiddette “operazioni speciali” (operazioni sotto copertura e consegne controllate), il ruolo della Direzione quale referente nazionale per le richieste di abbordaggio  del naviglio sospettato di trasportare sostanze stupefacenti in acque internazionali (ex art. 17 Convenzione ONU del 1988) e la recente istituzione della sezione operativa denominata “Drug@online”, che ha il compito di monitorare il web al fine di fornire un efficace coordinamento delle attività di contrasto al E-Commerce di stupefacenti svolto dalle organizzazioni criminali.

I conferenzieri, al termine dei loro interventi, si sono intrattenuti ulteriormente all’interno delle seminar room, nelle quali i partecipanti, divisi in gruppi di 6/8 unità, hanno avuto la possibilità di confrontarsi ed approfondire ulteriormente alcuni aspetti delle tematiche trattate.

Il CTOC ha rappresentato un importante momento di condivisione e di proficuo confronto ed una occasione di ulteriore consolidamento della collaborazione tra i diversi Paesi, nella consapevolezza che soltanto uno sforzo costante e congiunto potrà contrastare efficacemente le realtà criminali connesse al narcotraffico.

Copyright@2019 DCSA | All Rights Reserved