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Nelle prime ore di questa mattina, 13 novembre, la Squadra Mobile di Grosseto, a conclusione di una attività investigativa ha dato esecuzione alle ordinanze di misura cautelare – 5 provvedimenti di custodia cautelare in carcere e 2 arresti domiciliari- con la collaborazione delle omologhe di Napoli e Potenza, per traffico di stupefacenti.  Sono stati sottoposti a provvedimento restrittivo in totale 4 soggetti (2 italiani  alla custodia cautelare  in carcere e 2 dominicani agli  arresti domiciliari),  mentre 3 persone  (due venezuelani ed un italiano) sono  ancora ricercate per esecuzione di provvedimento restrittivo, a livello europeo ed internazionale. Le misure cautelari sono state emesse dal locale Tribunale, all’esito di articolate indagini, avviate a fine  2019 dalla Squadra Mobile della Questura di Grosseto, con il raccordo investigativo della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga e coordinate dalla locale Procura della Repubblica.  L’attività  investigativa scaturiva da un omicidio e da un tentato omicidio, con arma da fuoco, di due cittadini senegalesi, nel contesto di un traffico di stupefacenti (tragico epilogo  di una “compravendita” di più di 2 kg di cocaina ). Una prima fase dell’indagine aveva già consentito l’arresto dell’autore di tali fatti – cittadino dominicano– e di altri personaggi coinvolti, mentre proseguiva  lo sviluppo dell’attività antidroga, con l’identificazione di ulteriori soggetti coinvolti in un traffico internazionale di cocaina, proveniente dalla Colombia. Le successive indagini, infatti, hanno permesso di  ricostruire le modalità di “immissione” sul territorio grossetano di un ingente quantità di cocaina. Dalle attività investigative svolte è emerso, infatti, che la sostanza stupefacente oggetto della compravendita- da cui erano scaturiti  l’omicidio e il tentato omicidio- risultava essere una parte di quella arrivata direttamente a Grosseto dalla Colombia nel periodo novembre/dicembre 2019  e consegnata all’omicida; si tratta di circa 5 Kg di cocaina pura, in gran parte liquida, trasportata da corrieri, la gran parte arrivati in aereo a Fiumicino. Dalle indagini è, inoltre, chiaramente emerso anche il ruolo di un cittadino italiano e di due cittadini venezuelani, di cui uno fungeva da supervisore della regolarità della compravendita per conto di alcuni narcotrafficanti colombiani, mentre l’altro- oltre ad aver portato parte dello stupefacente all’autore dell’omicidio- trasformava la cocaina liquida in polvere a Grosseto, poi tagliata in loco e destinata allo spaccio al minuto.

In particolare, è risultato che, dopo essere stata tagliata, una parte consistente della cocaina (pari a 4 Kg), è stata ceduta, grazie all’intermediazione di un cittadino italiano residente a Grosseto, ad alcuni connazionali residenti in Campania ed in Basilicata. 

Sono emerse, altresì, responsabilità in ordine ad un’attività di spaccio al minuto di cocaina nei confronti di due cittadini domenicani, domiciliati nella città di Grosseto. Nel corso delle indagini sono state complessivamente arrestate per vario titolo nr. 9 persone e sono stati complessivamente sequestrati gr. 90,55 di  cocaina.

Questa D.C.S.A., oltre  al consueto coordinamento  nazionale ed internazionale, con la segnalazione  di convergenze investigative, ha fornito un  importante contributo info-operativo alle indagini tramite  gli Esperti  per la Sicurezza  a Bogotà (Colombia)  e Caracas (Venezuela),  interessati per la localizzazione di alcuni soggetti e l’acquisizione di  materiale di rilevante  interesse investigativo.   

 Comunicato stampa

                

                 

Si è conclusa ieri, 11 novembre,  la sessione formativa di due giorni sul tema “Droghe Sintetiche e Nuove Sostanze Psicoattive: Caratteristiche e classificazione, normativa di riferimento e sistemi di contrasto”, organizzata- a causa della perdurante situazione di emergenza sanitaria- in modalità webinar, da questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, in collaborazione con il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. All’iniziativa  formativa, svolta nell’ambito del Progetto Hermes  (sviluppato da D.C.S.A. e D.P.A.) , hanno partecipato  Funzionari ed Ufficiali delle forze di polizia (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria), quotidianamente impegnati nel contrasto al narcotraffico, sia nelle unità centrali specializzate nel coordinamento operativo antidroga che sul territorio. Obiettivo di questo primo corso nazionale: fornire un quadro di analisi aggiornato e completo su diversi aspetti del fenomeno, ovvero sulla crescente diffusione delle droghe sintetiche e delle Nuove Sostanze Psicoattive -NSP- che stanno invadendo il mercato illegale degli stupefacenti, soprattutto attraverso il webmarket; sulle metodologie di  prevenzione, riconoscimento e contenimento degli effetti nocivi per la salute, purtroppo  poco noti e, talvolta, anche letali, attraverso l’utilizzo del costante monitoraggio, dei sistemi di allerta e  di classificazione normativa delle nuove sostanze di sintesi; sulle nuove strategie investigative efficaci per contrastarne la produzione ed il traffico.  Si tratta di un problema complesso ed inquietante che rimane all’attenzione degli operatori di polizia e di numerose altre componenti istituzionali e sociali. I frequentatori hanno evidenziato il  grande interesse suscitato dai diversi moduli didattici, dedicati a specifici approfondimenti in materia e svolti, a titolo gratuito, da qualificati ed autorevoli esperti nel settore. I relatori intervenuti,  tra i massimi esperti della materia a livello nazionale e internazionale, appartengono   a Istituzioni centrali , quali il D.P.A., il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, al mondo universitario e  alle Forze di polizia, impegnate in prima linea sul fronte investigativo antidroga , oltre che alla D.C.S.A., per le funzioni di indirizzo, coordinamento  e supporto operativo alle  stesse attività.  L’attività formativa svolta rappresenta  lo sforzo congiunto con cui prosegue il costante contrasto – a vari livelli- al devastante fenomeno della produzione, del traffico e del consumo di sostanze stupefacenti.

                  

               

                

               

 

 

 

 

 

 

 

             

Campione sequestrato di MDMA  (3,4-metilenediossimetanfetamina)

 

 

 

 

 

 

  Struttura MDMA

  Campione sequestrato di LSD

Struttura LSD

 

 

Grande successo  contro i traffici illeciti con i  Joint Action Days (JADS), svolti dal 24 al 27 settembre scorso in 34 Paesi-  con il coordinamento di  Europol  –dettagli nel comunicato stampa  – e  focalizzati su su tre fenomeni criminali in particolare: l’immigrazione clandestina, il traffico illegale di armi da fuoco  ed il narcotraffico – priorità fondamentali dell’EMPACT (European Multi-disciplinary Platform Against Criminal Threats), la piattaforma europea in cui, attraverso piani operativi annuali, viene data concreta attuazione all’azione di contrasto alle minacce ritenute prioritarie in ambito europeo-. In Italia, la vasta operazione congiunta ha coinvolto la Guardia di Finanza, in collaborazione con l’Agenzia dei Monopoli e delle Dogane, diverse specializzazioni della Polizia di Stato nei rispettivi ambiti di competenza (settore doganale, dell’immigrazione e delle frontiere, dei servizi antidroga e antiterrorismo) e articolazioni interforze come la Direzione centrale per i servizi antidroga e il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia. Complessivamente sono stati impiegati quasi 4.000 operatori che hanno controllato oltre 120.000 persone e 4.000 veicoli, con 40 arresti e sequestro di oltre 50 chili di sostanze stupefacenti. Il Vice Capo della Polizia e Direttore della Criminalpol, Prefetto Vittorio Rizzi, ha così commentato l’attività: “la sicurezza non si è mai fermata per il Covid-19. La rete della cooperazione internazionale di polizia è forte e attiva perché solo unendo informazioni ed operatività di tutti i Paesi possiamo combattere un crimine che è sempre più transnazionale”.

Questa D.C.S.A.-membro della piattaforma EMPACT-  ha partecipato ai JADS  fornendo il proprio contributo di tipo informativo e di intelligence,  per i profili connessi al narcotraffico internazionale.

 

 

 

 

 

A febbraio scorso si è svolta la due giorni di  lavoro, organizzata in sinergia fra questa Direzione Centrale per  Servizi Antidroga ed il  Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha riunito i responsabili di vertice delle Agenzie Antidroga dei Paesi maggiormente interessati al contrasto al narcotraffico, alla produzione di droghe ed alle principali rotte di trasporto, oltre a magistrati italiani e stranieri e rappresentanti di vertice delle principali organizzazioni internazionali.

L’evento  ha permesso il confronto diretto fra i partecipanti, facilitando l’analisi aperta e costruttiva delle molteplici difficoltà operative la condivisione di buone prassi, al fine di giungere a risultati di sempre maggiore efficacia, in cooperazione, nell’attività di prevenzione e contrasto antidroga ed ha tracciato le linee programmatiche di impegno comune, enunciate nella  Dichiarazione conclusiva sugli esiti   

Dell’iniziativa, che ha riscosso molto successo a livello nazionale ed internazionale, si pubblica un compendio dei lavori, in lingua italiana ed inglese, realizzato da questa D.C.S.A.

             All’alba di martedi scorso, 15 settembre, la Polizia di StatoSquadra Mobile di FirenzeServizio Centrale Operativo – in collaborazione con altre Squadre Mobili sul territorio e con le polizie degli Stati della Unione Europea interessati e la polizia albanese, hanno dato esecuzione  ad una serie di misure cautelari in carcere, disposte dalla locale A.G., nei confronti di 30 cittadini albanesi, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di droga.  Le fasi finali della maxi operazione internazionale antidroga si sono sviluppate nelle città di Firenze, Genova, Modena, Pisa e Lucca ed in vari Paesi esteri tra i quali l’Albania, il Belgio, gli Emirati Arabi Uniti, la Germania, la Grecia, l’Olanda, la Romania, l’Ungheria e l’Ecuador.  L’articolata ed approfondita inchiesta, coordinata  dalla Procura della Repubblica di Firenze,  ha permesso di  ricostruire le dinamiche di un “cartello” albanese denominato KOMPANIA BELLO , dedito all’importazione dal Sudamerica di enormi partite di cocaina, finanziate da importanti gruppi di narcotrafficanti operanti in tutta Europa. Per gli inquirenti, il “cartello” avrebbe gestito una considerevole parte di traffico di cocaina in Europa (il gruppo marchiava la  “propria” droga con un caratteristico logo  – il nome “BELLO” – impresso sui panetti),  basando la propria struttura su un’organizzazione parallela a quella dei grandi cartelli sudamericani e costituendo, in ambito europeo, l’indiscusso ed apicale punto di riferimento per i gruppi albanesi specializzati nel traffico di droga. Dalle accurate indagini, condotte dagli investigatori fiorentini con l’ indispensabile e preziosa collaborazione internazionale  di polizia e giudiziaria, sono emerse le dinamiche criminali del sodalizio, ramificato, oltre che in Italia anche in Olanda, Ecuador, Austria, Svizzera, Francia, Norvegia, Turchia, Germania e Belgio, dotato di grandi disponibilità economiche e logistiche ed i cui appartenenti si contraddistinguono per determinazione e spietatezza. La complessa attività investigativa è stata effettuata nell’ambito di un Joint Investigation Team, costituito da personale del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile di Firenze, della F.I.N.E.C. olandese e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga -che ha altresì fornito supporto informativo e tecnico-, con partecipazione esterna della N.C.A. inglese ed il coordinamento di EUROJUST ed EUROPOL, anche attraverso il lavoro del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale.  Nel corso delle  fasi dell’ attività era già stato smantellato, per la parte olandese dell’inchiesta, uno dei gruppi del cartello ed erano state arrestate complessivamente 84 persone in Italia, nei Paesi Bassi ed anche in Ecuador, Gran Bretagna, Svizzera, Germania,  sequestrate quasi 4 tonnellate di cocaina e recuperati oltre 5,5 milioni di euro Le indagini, avviate nel 2015, grazie agli elementi emersi da una precedente attività nei confronti di alcuni cittadini albanesi, indagati per sfruttamento della prostituzione e dediti, anche, al traffico ingente di sostanze stupefacenti, si erano inizialmente concentrate su una parte dell’associazione albanese operante a Firenze, Roma e Modena, che utilizzava come standard di comunicazione l’applicativo messanger di Blackberry per la conduzione dei traffici. Agli inizi dell’operazione, la  Squadra Mobile di Firenze operò  il primo importante sequestro di droga dell’inchiesta: 9 chili di eroina scoperti nel bagagliaio di un’utilitaria sull’A1: la droga- circa un milione di euro di valore-  comprata in Svizzera era diretta al mercato fiorentino; le indagini erano poi proseguite per risalire alla fitta rete di fiancheggiatori e ai canali di rifornimento. La complessa attività di intercettazione telematica della messaggistica criptata e l’analisi del traffico telefonico hanno fatto emergere la complessità dell’organizzazione in tutta Europa e permesso di ricostruire la rete di distribuzione della droga nonché la struttura del “cartello”.  L’indagine, condotta in cooperazione internazionale, utilizzando innovative tecniche investigative anche per via rogatoriale e  lo prezioso strumento del Joint Investigation Team, ha permesso  di  “risalire” i livelli criminali,  facendo emergere la complessità dell’organizzazione, la struttura del “cartello” e l’ampiezza della rete di distribuzione della droga. L’associazione criminale era in grado di reperire ingenti quantità di cocaina -acquistata direttamente dai “Narcos” ecuadoriani- e di smerciare droga in tutta Europa, grazie al capo del gruppo- un albanese di 40 anni- che,  in contatto con i fornitori, organizzava le spedizioni di droga – sfruttando le rotte navali commerciali per l’Europa- , ne curava trasporto e  distribuzione  nei Paesi di destinazione finale – a mezzo veicoli dotati di doppifondi per l’occultamento- , dava disposizioni ai suoi complici in Albania, Italia e Olanda, seguendo poi, infine, investimenti e profitti dell’attività criminale.   Secondo le indagini, parte dei proventi derivati dalla vendita della cocaina era destinata al pagamento delle spese legali in caso di arresto degli associati e al mantenimento dei loro familiari; agli appartenenti al gruppo criminale sarebbe stato imposto il vincolo dell’omertà, pena gravi ritorsioni anche ai familiari da parte dell l’organizzazione  che avrebbe anche disposto di sicari per ordinare omicidi vendette  contro eventuali collaboratori di giustizia.

                  Questa D.C.S.A. nelle varie fasi delle indagini ha svolto il proprio coordinamento nazionale ed internazionale, sviluppato con moltissimi Paesi coinvolti – Olanda,  Germania, Macedonia del Nord, Spagna, Gran Bretagna, Austria Belgio, Francia  Svizzera , Albania,  Ecuador e Repubblica  Dominicana ( tramite gli Esperti per la Sicurezza a Bogotà ed a S.Domingo) Grecia, Ungheria e Romania. Il contributo di questa Direzione Centrale, per la parte di competenza,  si è esplicato soprattutto negli  importanti  profili operativi internazionali dell’operazione, favorendo e coordinando l’attività di scambio informativo con le polizie straniere e, quindi, promuovendo e sostenendo lo sviluppo di una efficace cooperazione internazionale antidroga; si segnala l’ avvio e lo svolgimento di  attività investigative parallele e congiunte, in particolare, nelle fasi iniziali dell’operazione, quelle con l’Ecuador, svolte anche con attività tecniche di intercettazione- in esito a rogatorie – favorite e coadiuvate dall’ Esperto per la Sicurezza in Colombia, indagini che hanno fornito rilevanti riscontri agli investigatori e permesso gli sviluppi operativi successivi. Ha fornito, inoltre, un contributo economico e tecnico alle attività investigative. 

Oggi, 17 settembre, si è svolta a Firenze presso l’Aula bunker Chelazzi della Procura della Repubblica  la conferenza stampa che ha illustrato gli eccellenti  esiti dell’ operazione LOS BLANCOS,  presieduta dal Procuratore Capo di Firenze -G. Creazzo  con la partecipazione di autorità di vertice e di elevatissimo spessore;

sono intervenuti : il Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo – F. Cafiero de Raho,  il Vice Direttore di EUROJUST – Dr. F. Spiezia, il Magistrato  della Procura di Amsterdam -Justine Asbroek, il Direttore Centrale Anticrimine della P. di S. dr. -F.  Messina, il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga – Gen. D. G. di F. A. Maggiore, il Direttore del Servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia della D.C.P.C.  -Gen. B. CC E. Spina, il  Capo dell’Unità Criminalità Organizzata dell’UE presso Europol -G. Raskos; nel corso della presentazione alla stampa della brillante operazione è stato trasmesso  anche un videomessaggio  di saluto del Direttore di  EUROPOL -Catherine De Bolle.  Presenti alla conferenza stampa anche il  Sost. Proc. Giulio Monferini  della Procura di Firenze, che ha coordinato l’indagine, il Questore di Firenze – dr. F. Santarelli,  il Prefetto di Firenze dott.ssa L. Lega,  il Direttore del Servizio Centrale Operativo della D.A.C. – Dr. F. Lamparelli, il Direttore del III Servizio Operazioni di questa D.C.S.A. -Gen B. CC R. Sciuto,  il Dirigente della Squadra Mobile, il Capo ed il personale della Sezione di quell’Ufficio, che ha svolto le complesse indagini con gli eccellenti risultati esposti, altri esponenti della polizia e della magistratura olandese e  l’Ufficiale di collegamento albanese in Italia.  Alla brillante attività  LOS BLANCOS  – modello esemplare della forza e dell’ efficacia delle indagini contro il narcotraffico svolte in cooperazione internazionale di polizia e giudiziaria- è  stato dato  ampio rilievo mediatico sia a livello nazionale comunicato stampa los blancos , che  internazionale – comunicato congiunto Europol Eurojust.

                         

 

Lo sforzo delle Istituzioni nel contrasto alla produzione, al traffico e al consumo di sostanze stupefacenti, mediante molteplici forme di cooperazione, sta evidenziando importanti risultati. Tra le diverse strategie individuate, il  Sistema Nazionale Allerta Precoce, coordinato dal Dipartimento delle  Politiche Antidroga, che vede coinvolta in prima linea anche questa Direzione Centrale, ha consentito di monitorare la pericolosità di alcune sostanze ai fini del loro adeguato e rapido inserimento  nelle Tabelle nazionali delle sostanze stupefacenti da parte del Ministero della Salute. Solo nel mese scorso sono stati emanati due Decreti Ministeriali del 10 e 11 agosto che inseriscono, rispettivamente, la pianta e tintura “Papaver somniferum” (Tabella I e Tabella medicinali) e una serie  di Nuove Sostanze Psicoattive  di sintesi  (Tabella I, Tabella IV ) con la sostanza “Phenibut” (Tabella medicinali). Sono risposte efficaci a metodologie criminali affinate ed in continua evoluzione. LEGGI DM 10 agosto 2020 –  LEGGI DM 11 agosto 2020

Ieri, 28 luglio,  a Vicenza si è conclusa una importante attività antidroga, denominata Operazione Warning,  condotta dalla Polizia di Stato , Squadra Mobile della Questura e SCO -DAC , che ha eseguito 27 misure cautelari – 23 arresti e 4 divieti di dimora nel comune- nei confronti di pusher,  prevalentemente nigeriani e gambiani, indagati per una vasta attività di spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree cittadine. L’indagine, della Squadra mobile  e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, coordinata dalla locale Procura della Repubblica , si è sviluppata con il supporto del Servizio Polizia scientifica e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, che ha fornito il coordinamento informativo ed il contributo operativo all’attività investigativa ed ha permesso di liberare i parchi pubblici di Vicenza -Campo Marzo e Parco Fornaci- dallo smercio di droga. L’attività investigativa, iniziata a gennaio, ha dimostrato che lo spaccio di droga nelle due aree verdi vicentine era ben strutturato. I pusher arrestati erano sempre in grado di rifornire un vasto numero di “clienti”- tra i quali alcuni minorenni e spesso provenienti anche dalle province limitrofe,- di differenti tipi di sostanze stupefacenti, quali eroina, cocaina e marijuana, a prezzi assolutamente competitivi. Per documentare la cessione delle dosi di droga, gli investigatori, oltre ai tradizionali e ordinari metodi d’indagine, hanno fatto ricorso all’impiego di agenti sotto copertura che hanno permesso di ricostruire anche la vasta rete di spaccio che avveniva all’interno dei due parchi e in prossimità della stazione ferroviaria.. Così, grazie a questa tecnica investigativa speciale, il contrasto al fenomeno criminale è stato realmente più efficace rispetto ai numerosi e ripetuti interventi effettuati delle Forze di Polizia in queste aree verdi che, nella maggior parte delle occasioni, comportavano il sequestro di modiche quantità di sostanze stupefacenti, con conseguente qualificazione giuridica del fatto di reato come ipotesi di lieve entità. 

 

A novembre  dello scorso anno si è svolto il workshop nazionale “ Droghe sintetiche e nuove sostanze psicoattive. Uno scenario in evoluzione: dalle amfetamine al fentanil”,  organizzato dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga in collaborazione con il Dipartimento delle Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’argomento, che ha suscitato considerevole interesse, è stato trattato con approfondimenti tematici proposti da qualificatissimi relatori.  La D.C.S.A  ha  prodotto un compendio dei lavori svolti. LEGGI DOCUMENTO

Antonino Maggiore, Generale di Divisione della Guardia di Finanza, è il nuovo Direttore.

L’Alto Ufficiale ha ricoperto prestigiosissimi incarichi, fra cui quelli di Comandante Regionale Veneto e Comandante Regionale Friuli-Venezia Giulia, oltre a numerosi altri incarichi di comando e di staff.

Si rinnovano le energie per le ambiziose sfide della D.C.S.A. nell’impegno al contrasto al narcotraffico.

 

 

 

Comunicato Stampa:  

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga pubblica la sua “Relazione Annuale”, nella quale vengono illustrati attività e risultati ottenuti l’anno precedente nella lotta al traffico illecito delle sostanze stupefacenti nel nostro Paese.  Dai dati elaborati risulta come sia proseguita serrata l’azione di contrasto al narcotraffico svolta dalle Forze di Polizia, con un costante numero delle operazioni antidroga e delle denunce all’ Autorità Giudiziaria. I sequestri di droga mostrano un vistoso aumento per la cocaina (+127,61%), con la quota record delle 8 tonnellate sottratte al mercato illegale, il quantitativo più alto dal 2010 ad oggi. Aumentano anche i sequestri di droghe sintetiche, dato che ne conferma la crescente diffusione, soprattutto tra i più giovani.  Dei denunciati per reati concernenti gli stupefacenti, il 39,45% è costituito da stranieri, in maggioranza di nazionalità marocchina, albanese, nigeriana, gambiana, tunisina e senegalese. Si registra anche un lieve incremento dei minori segnalati all’Autorità Giudiziaria, per la maggior parte italiani e coinvolti, per lo più, nella cessione dei derivati della cannabis (hashish e marijuana) Crescono, per il terzo anno consecutivo, le morti per overdose riferite a tutte le droghe, che nell’anno sono state 373, con un aumento dell’11,01% rispetto al 2018. Altro tema di interesse riguarda le “rotte” del narcotraffico, che però non presentano elementi di novità. Il business della droga si conferma essere il più redditizio per le organizzazioni criminali, n’drangheta calabrese in testa e l’attività di contrasto antidroga resta il più incisivo strumento per colpire la forza di queste organizzazioni criminali e la complessa filiera che ruota intorno a tali traffici.  Sotto il profilo del contrasto al narcotraffico è ormai consolidato come sia indispensabile unire le forze e sviluppare indagini “congiunte” tra le polizie dei vari Paesi: per questo durante il 2019 si è dato grande impulso ai rapporti ed alla collaborazione internazionale. In questo ambito, per la cooperazione nella lotta al traffico illecito di sostanze stupefacenti, psicotrope e loro precursori sono stati firmati il Protocollo tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ed il Comando dell’Intelligence Navale della Marina Militare della Repubblica di Colombia ed il Protocollo d’Intesa tra lo stesso Dipartimento e la Direzione Nazionale per il Controllo delle Droghe della Repubblica Dominicana. Sotto il profilo della collaborazione interistituzionale, il 2019 è anche l’anno dei progetti “ICARUS” ed “Hermes”, avviati dalla DCSA con il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. “ICARUS” è dedicato ad implementare le attività di contrasto e di prevenzione antidroga, soprattutto per la popolazione giovanile ed il mondo della scuola. In questo ambito, si evidenzia l’organizzazione presso il Centro Congressi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, del Workshop “droghe sintetiche e nuove sostanze psicoattive. uno scenario in evoluzione: dalle amfetamine al fentanil”, occasione, per gli operatori di settore in ambito giuridico e medico-scientifico intervenuti, di reale approfondimento, confronto e condivisione di conoscenze ed esperienze fino ad oggi maturate sulle nuove sostanze psicoattive e, in particolare, sul fentanil e suoi derivati. “Hermes”, sottoscritto l’anno scorso, si pone l’obiettivo di fronteggiare l’importazione e la commercializzazione delle sostanze stupefacenti, soprattutto sintetiche, attraverso il monitoraggio e il controllo delle spedizioni postali di corrieri pubblici e privati.

La Relazione Annuale, è consultabile sui siti della Polizia di Stato e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga unitamente ad una sintetica scheda riassuntiva dei dati e dei risultati.

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