Nella giornata dell’8 luglio, il Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma dei Carabinieri – col supporto in fase esecutiva dei Comandi Provinciali Carabinieri
territorialmente competenti e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria” – ha eseguito nelle aree di Roma, Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, L’Aquila, Latina e Pistoia, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della DDA capitolina, nei confronti di 28 indagati di nazionalità italiana e albanese (video dell’operazione).
L’attività investigativa del ROS, denominata “ANEMONE”, ha permesso di svelare l’operatività di un’associazione criminale di matrice ‘ndranghetista dedita al narcotraffico ed operante nella Capitale, facente capo ad un 57enne calabrese precedentemente condannato in via definitiva per associazione mafiosa e ritenuto elemento apicale della locale di ‘ndrangheta di Volpiano (Torino), promanazione di una delle ‘ndrine di Platì (Reggio Calabria). Trasferitosi a Roma agli inizi degli anni 2000, ha assunto il controllo dell’area del quartiere romano di San Basilio, promuovendo la nascita di un’associazione composta, tra gli altri, anche dai tre figli, con legami stabili con una struttura criminale albanese utilizzata per gli aspetti logistici (estrazione dei carichi dai porti spagnoli e olandesi nonchè per il successivo trasporto) e per lo smercio della droga in altre zone della Capitale. Acquistata in Sudamerica, la cocaina veniva fatta giungere tramite container in alcuni porti della Spagna, di Rotterdam in Olanda e di Gioia Tauro in Italia, per poi essere smerciata al dettaglio sul mercato romano.
Nel complesso sono stati contestati agli indagati 80 capi di imputazione per operazioni di traffico per oltre 1 tonnellata di cocaina e per 1497 kg di hashish, nonchè un episodio di tortura aggravata dal metodo mafioso, contestato a 4 indagati italiani che avrebbero privato della libertà personale uno spacciatore, causandogli sofferenze fisiche e un trauma psichico. Le torture inferte sono state riprese con un telefono cellulare, per diffonderne successivamente il video al fine di generare nella vittima e nei soggetti dediti alle attività di smercio di sostanze stupefacente in zona San Basilio, sentimenti di paura, omertà e assoggettamento al volere del gruppo criminale.
Inoltre è emerso che gli indagati utilizzavano sofisticati sistemi criptofonici per le comunicazioni operative e per eludere le attività di controllo. I dispositivi venivano forniti da una vera e propria centrale di smistamento individuata a Roma e facente capo ad un 46enne albanese.
L’attività di indagine – grazie alla estesa cooperazione internazionale avviata – ha consentito di localizzare in Spagna 5 latitanti per reati in materia di stupefacenti il cui arresto, su indicazione del ROS, è stato eseguito dalle autorità di polizia locali. Complessivamente, l’indagine, conclusa con l’emissione di 28 provvedimenti cautelari detentivi, 6 interrogatori preventivi, l’arresto in flagranza di reato di 11 soggetti, nonché, all’estero, di 5 latitanti ed il sequestro di ingenti quantitativi
di stupefacente (per lo più cocaina ed hashish), ha dimostrato/confermato: l’infiltrazione del territorio romano di organizzazioni, dedite al narcotraffico, di matrice ‘ndranghetista; l’alleanza, ormai strutturale, nello specifico settore, tra la ‘ndrangheta e paritetiche organizzazioni criminali albanesi che, forti della loro ramificazione in molti paesi europei e non solo, garantiscono canali alternativi di approvvigionamento e, soprattutto, la possibilità di utilizzare porti stranieri, ove esercitano il loro controllo, per diversificare le narco-rotte; la centralità del Porto di Gioia Tauro per le importazioni di cocaina; l’esistenza di accordi/regole che consentono a organizzazioni di diversa matrice di spartirsi le più redditizie aree di smercio del narcotico nella Capitale; l’utilizzo sistemico di strumenti tecnologici evoluti e non direttamente intercettabili, per le comunicazioni operative.
Le indagini sono state condotte in cooperazione internazionale con diverse polizie estere e sono state supportate dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, da Interpol – progetto I-CAN, dalla rete @net della DIA, nonchè dalle Agenzie Europol ed Eurojust. La fase esecutiva in Albania è stata assicurata dalla Forza Operazionale del Dipartimento della Polizia Criminale.





Dall’11 al 13 giugno si è tenuto in Ainring (Germania) presso il BPFI (Istituto di formazione della Polizia Bavarese) il 53° incontro di “AGSO” che riunisce rappresentanti di Forze di Polizia, Dogane e Magistratura di svariati Paesi europei e non solo, per dibattere sulle strategie di contrasto al fenomeno del traffico di droghe e scambiare le migliori prassi e le nuove tecniche di contrasto.
Dall’1 al 6 giugno si è svolta in Bangkok (Thailandia) una visita di esperti antidroga della DCSA e di chimici forensi della Polizia Scientifica e del RACIS Carabinieri, presso i laboratori chimici dell’antidroga thailandese. La visita ha avuto inizio con la celebrazione della Festa della Repubblica italiana (2 giugno), organizzata dall’Ambasciata d’Italia in Bangkok, presso il Queen Sirikit National Convention Center, per poi svolgersi presso i due laboratori antidroga principali della Capitale.
prassi con i chimici dei citati laboratori. Presso la loro sede è stato possibile anche visitare una mostra didattica permanente sulle droghe sequestrate, particolarmente incentrata sul solfato di metamfetamina misto a caffeina, localmente meglio conosciuto come “YA-BA”. Nel frangente, si è potuto anche assistere alle operazioni di sequestro di una partita di circa 11 milioni di pasticche di questo stupefacente.








Esperti della DCSA hanno tenuto tre incontri di prevenzione, il 10 e 11 aprile presso l’Istituto Comprensivo Fidenae di
Roma e il 6 maggio presso l’Associazione Centro ELIS di Roma (Educazione, Lavoro, Istruzione, Sport) con l’obiettivo di offrire agli alunni e ai loro insegnanti un’informazione corretta sulle sostanze stupefacenti, sia dal punto di vista delle diverse tipologie, degli effetti e della loro pericolosità nonchè sui possibili risvolti di natura legale conseguenti alla loro detenzione ed utilizzo. Agli incontri, che hanno riscosso il vivo interesse dei partecipanti, hanno preso parte 7 classi, con una platea complessiva di circa 140 studenti.
partecipazione dei ragazzi che hanno potuto fare esperienza concreta dell’attività di ricerca svolta dai cani
antidroga, finalizzata a riconoscere e trovare le diverse sostanze.










Il 173°
ed eventi di prossimità organizzati nel “villaggio della legalità”, allestito per la circostanza – è stato l’occasione per informare sulle vecchie e nuove droghe soprattutto i giovani, sia nello spazio espositivo dedicato alla DCSA sia nell’area conferenze, ove si sono svolti specifici incontri tematici, organizzati con il contributo di esperti del mondo accademico, nonché attraverso trasmissioni radiofoniche di Rai Radio 1 Wannabe e Rai Isoradio. Numerosa la partecipazione della cittadinanza agli incontri realizzati dalla DCSA , che hanno suscitato particolare interesse tra i ragazzi.
Sono stati descritti gli aspetti scientifici delle sostanze stupefacenti: effetti sull’organismo e danni per la salute, in particolare a carico del sistema nervoso centrale, con psicosi, comportamenti aggressivi e violenti, che, fra l’altro, hanno rilevanti ricadute sulla sicurezza collettiva (si pensi all’incidentalità stradale), ma anche a carico del sistema cardio-respiratorio, con pericolo di arresto cardiaco; inesistenza della distinzione tra droghe leggere e pesanti; indici di riconoscimento delle intossicazioni da sostanze sconosciute.
Il 13 aprile la dottoressa Silvia Graziano, dell’Istituto Superiore di Sanità, ha illustrato il network internazionale scientifico di prevenzione, in cui interagiscono il NEWS – D (National Early Warning System – Drug), ossia il vecchio SNAP, il Sistema Nazionale di Allerta Rapida, gestito dal Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri e da varie istituzioni nazionali, tra cui l’Istituto Superiore di Sanità, i presidi sanitari di emergenza, i centri di ricerca universitari farmaco-tossicologici, la DCSA e le Forze di polizia del territorio. Altresì, è stato affrontato dalla esperta chimica, Dott.ssa Valeria Buccilli, il tema delle “rape drugs”, c.d. droghe dello stupro, che possono essere utilizzate, all’insaputa della vittima, allo scopo di perpetrare atti violenti, in particolare violenza sessuale. Le più comuni droghe da stupro
sono il GHB (gamma-idrossibutirrato o acido gamma-idrossibutirrico), il GBL (gamma-butirrolattone), il BD (1,4-Butanediolo), l’MDMA (ecstasy), taluni tipi di benzodiazepine tra cui, in particolare, il Flunitrazepam, comunemente noto come Roipnol, e la Ketamina. Secondo alcuni studi anglosassoni e statunitensi anche l’alcol può essere classificato come “una droga da stupro”.
A chiudere, infine, il Direttore della Sezione Precursori della DCSA, che ha affrontato il tema dei laboratori di droghe sintetiche, evidenziando l’azione di contrasto delle Forze di polizia per smantellare i laboratori clandestini che producono droghe grazie all’approvvigionamento dal commercio legale dei precursori, sostanze chimiche normalmente utilizzate in numerosi processi industriali e farmaceutici, il cui utilizzo, tuttavia, risulta necessario nella produzione di droghe sintetiche. 








In data 24 marzo ha avuto inizio, presso la DCSA, il “4° seminario del progetto InFORMARE”, della durata di 5 giorni, che ha visto la partecipazione di 11 appartenenti a Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza. L’attività formativa si inserisce nel citato progetto “InFORMARE”, realizzato dalla DCSA, nell’ambito dell’Accordo 










Nelle giornate del 20 e 21 marzo, la DCSA ha tenuto due incontri presso l’Istituto Comprensivo “Ilaria Alpi” di Ladispoli (Roma), con l’obiettivo di offrire agli alunni e ai loro insegnanti un’informazione corretta sulle sostanze stupefacenti, sia dal punto di vista delle diverse tipologie, degli effetti e della loro pericolosità nonchè sui possibili risvolti di natura legale conseguenti alla loro detenzione ed utilizzo.









Nei giorni 20 e 21 febbraio, la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e l’Amministrazione Generale Antinarcotici libica (ANGA) hanno tenuto
un dialogo strategico per rafforzare la cooperazione nella lotta al traffico di droga nel Mediterraneo. L’incontro, facilitato dalla Missione di assistenza ai confini dell’Unione Europea in Libia (Eubam Libya), ha posto le basi per un “Memorandum of Agreement” e per futuri programmi di formazione in Libia, in collaborazione con 









Nel corso del 2024, la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, nell’ambito del
Nell’ambito dell’attività di formazione, esperti del settore di questa Direzione, hanno effettuato docenze, dettagliando la cornice legislativa ONU, EU e Nazionale, nonché le migliori prassi operative per il controllo dei precursori di droghe, delle droghe sintetiche e NSP:










