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ATTIVITA’ DEL DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE ANTIDROGA, IN COLLABORAZIONE CON LA DIREZIONE CENTRALE PER I SERVIZI ANTIDROGA ED IL MOIGE. PROSEGUONO GLI OPEN DAYS NELLE SCUOLE.

Sta proseguendo il tour, iniziato ad aprile, del progetto “Hugs not Drugs”  – realizzato con il MOIGE, nell’ambito del Progetto “ICARUS”, tra il DPA  Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri – e la  DCSA – Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.
L’obiettivo principale del progetto – che coinvolge circa 220 istituti di medie e superiori ed oltre 55.000 ragazzi e 110.000 tra genitori e docenti – è quello di realizzare dei momenti di riflessione e confronto con gli studenti sull’uso delle sostanze stupefacenti tra i giovani. Gli open days sono, infatti, pensati per fornire una corretta informazione sia agli studenti che ai genitori ed insegnanti, attraverso il contributo offerto da esperti della DCSA, delle istituzioni, della società civile e da testimonial. La conoscenza del fenomeno consente di mettere in condizione i giovani di prendere coscienza dei rischi che derivano dalla droga, sia sul piano individuale, sociale, sanitario e legale e, di conseguenza, di fornirgli gli strumenti necessari per valutare in maniera consapevole e responsabile le proprie scelte verso la legalità e la salute.

Dal mese di  ottobre, queste le scuole che hanno ospitato gli incontri:

  • il 27 ottobre, l’Istituto d’Istruzione Superiore Giorgi – Wolf a Roma;
  • il 3 novembre, l’Istituto Comprensivo Trasacco di Trasacco (AQ);
  • il 7 novembre presso l’Istituto Amatuzio – Pallotta di Bojano (CB);
  • il 10 novembre, l’Istituto Comprensivo Elvira Castelfranchi a Finale Emilia (MO);
  • l’11 novembre, il Liceo Brocchi di Bassano del Grappa (VI);
  • il 15 novembre, l’Istituto di Istruzione Statale Superiore A.M. Enriques Agnoletti a Campi Bisenzio (FI);
  • il 18 novembre, l’Istituto Enrico Fermi di Frascati (RM);
  • l’1 dicembre, l’Istituto Brodolini di Pomezia (RM);
  • il 2 dicembre, l’Istituto Tecnico Franchetti Salviani di Città di Castello (PG);
  • il 13 dicembre, l’Istituto Einaudi di Roma;
  • il 22 dicembre, l’Istituto Comprensivo di Sant’Angelo in vado (PU).

Nel corso delle giornate, gli studenti sono stati informati, anche grazie al contributo di esperti della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, del costante sforzo svolto dalle forze di polizia nella lotta al narcotraffico e allo spaccio delle droghe, sia nelle strade che sul web, che porta ogni anno al sequestro di ingenti quantitativi di stupefacenti ed arresti, nell’ambito di operazioni antidroga, realizzate con il prezioso coordinamento e supporto della DCSA. Altra tematica complementare  ha riguardato i danni ed i pericoli derivanti dall’abuso delle sostanze stupefacenti, che impattano oltre che sul singolo anche sulla collettività. I ragazzi hanno potuto comprendere come la prevenzione e la repressione siano facce della stessa medaglia, in quanto l’una cerca di diminuire la domanda e il danno, l’altra di ridurre l’offerta della droga sul “mercato”.

Al termine degli interventi, ampio spazio è stato dedicato alle numerose domande e curiosità espresse dai ragazzi, con i quali i relatori si sono intrattenuti per riflettere e discutere.

 

 

CORSO FINALIZZATO ALLA FORMAZIONE ANTIDROGA DI FUNZIONARI DI POLIZIE ESTERE.

Dal 12 al 16 dicembre si è tenuto presso la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga il 5° Workshop dedicato a L’azione di contrasto al narcotrafficodestinato al personale delle Forze di polizia estere. All’iniziativa – finalizzata alla formazione antidroga di funzionari ed ufficiali di polizie straniere impiegati nello specifico settore – hanno partecipato 20 rappresentanti di diversi Paesi (Spagna, Uzbekistan, Portogallo, Senegal, Perù, Turchia, Messico, Kenya, Hong Kong, Brasile, Colombia).

L’importante obiettivo formativo del corso è stato fornire ai frequentatori specifici contributi tecnico-operativi nell’azione di contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, anche con riferimento all’impiego di operatori di polizia in attività undercover.

Durante il workshop sono stati approfonditi diversi argomenti specifici ed in particolare: la struttura e le funzioni della DCSA nel settore antidroga, il coordinamento investigativo – nazionale ed internazionale – e le competenze in materia di attività sottocopertura; gli aspetti legislativi e procedurali, anche internazionali, delle operazioni speciali; le tecniche operative d’infiltrazione, la  gestione delle identità dell’undercover, con riferimento ad alcune esperienze operative concluse ed il complesso profilo psicologico dell’agente sottocopertura, anche attraverso alcune esercitazioni simulate; la cooperazione internazionale di polizia nel contrasto al narcotraffico, anche in relazione ai traffici di sostanze stupefacenti via mare ed il ruolo del  Maritime Analysis and Operation Center–Narcotics (MAOC-N) di Lisbona. In tale ambito un importante spazio è stato dedicato all’analisi delle rotte e dei traffici delle sostanze stupefacenti, nonché approfondito il ruolo della DCSA quale referente nazionale per le richieste di abbordaggio del naviglio sospettato di trasportare sostanze stupefacenti in acque internazionali. Sono state, inoltre, trattate le droghe sintetiche, le Nuove Sostanze Psicoattive – NPS – i precursori e le attività informative ed analitiche nel contrasto al traffico di queste. Un focus è stato svolto sul settore delle indagini patrimoniali, sia con riferimento all’evoluzione giuridico-normativa e sia sull’utilizzo di tale strumento nell’ambito dei procedimenti di prevenzione antimafia. Da ultimo, è stato affrontato il tema del contrasto ai traffici di droga nel web, illustrando le funzioni della Sezione Drug@online”, che ha il compito di monitorare la rete internet, al fine di fornire il coordinamento delle attività repressive del commercio illecito di droga avvalendosi delle potenzialità della rete.

Durante il corso si sono svolte visite esterne a Roma presso il Servizio di Polizia Scientifica della Polizia di Stato – dove sono state approfondite le tematiche relative al profiling delle droghe, lo smantellamento dei laboratori clandestini per la produzione di narcotici e le tecniche di accertamento delle identità – e presso il Raggruppamento Investigazioni Scientifiche (RIS), dove sono state illustrate le attività svolte all’interno dei differenti laboratori di analisi. Un’altra attività formativa organizzata all’esterno, che ha suscitato particolare interesse, si è tenuta presso l’aeroporto internazionale “Leonardo da Vinci” di Roma-Fiumicino, dove personale del Gruppo della Guardia di Finanza di Fiumicino ha descritto i compiti del Reparto e le connesse attività operative antidroga svolte e le visite di controllo nell’area aeroportuale e Cargo City. In tale area i frequentatori sono stati informati anche dei compiti di Polizia di Frontiera svolti dalla Polizia di Stato. Successivamente, la visita si è spostata presso il Comando Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Pratica di Mare dove sono state trattate le funzioni del Comando ed illustrate esperienze operative concluse.

Hanno fornito il prezioso contributo al workshop docenti – esperti della materia – della DCSAdella Direzione Centrale Polizia Criminale (DCPC), della Polizia Scientifica e del Centro Psicotecnico della Polizia di Stato, del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche (RIS) dell’Arma dei Carabinieri e del Gruppo di Fiumicino e del Comando Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza.

Dal 28 al 29 novembre si è svolto, in modalità a distanza, il 13° Seminario antidroga per agenti sottocopertura, organizzato dalla DCSA e destinato agli operatori undercover delle forze di polizia nazionali, impiegati nel contrasto al narcotraffico. All’attività formativa hanno partecipato 45 frequentatori (oltre che della DCSA, della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Penitenziaria).

Durante il corso sono state affrontate tematiche relative alla figura dell’undercover, con un particolare focus sulla normativa di riferimento, nonché le specifiche tecniche investigative e gli aspetti psicologici e di gestione dello stress e supporto motivazionale in condizione di impiego isolato dell’operatore “infiltrato”. In tale ambito, di particolare utilità per l’attività formativa sono stati anche i confronti che i partecipanti hanno potuto avere con operatori “undercover”, che hanno illustrato alcune indagini sotto copertura concluse a cui hanno preso parte. Altri importanti argomenti hanno riguardato: l’analisi dei contesti penitenziari e collegamenti con sodalizi criminali esterni; gli strumenti di pagamento elettronico e le criptovalute, moneta virtuale “anonima” per i pagamenti di droga; le forme di riciclaggio connesso al narcotraffico online, attraverso l’utilizzo delle criptovalute (ad es. i bitcoin); la gestione dei narcotraffici ad opera della mafia, dell’ndrangheta, della camorra e della criminalità organizzata straniera; il supporto tecnico alle operazioni sottocopertura. Ulteriori apprezzati interventi sono stati orientati alle tematiche del contrasto al terrorismo internazionale e al relativo finanziamento anche attraverso i traffici di sostanze stupefacenti e la tutela dell’attività investigativa svolta nell’ambito delle operazioni speciali e delle attività sottocopertura.

Hanno fornito il loro prezioso contributo al seminario,  qualificati docenti esperti  del settore, oltre che della DCSA, del DAP – Nucleo Investigativo Polizia Penitenziaria, del Servizio Centrale Operativo (SCO), del Reparto Operativo Speciale dei CC (ROS), Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi  Tecnologiche e SCICO della G. di F., della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e del mondo universitario (Università di Bologna).

ESEGUITA VASTA ED ARTICOLATA OPERAZIONE: A ROMA E SUL TERRITORIO NAZIONALE 6 MISURE CAUTELARI E 60 PERQUISIZIONI.

Il 16 novembre la Polizia di Stato, a conclusione di una complessa ed importante attività investigativa, ha eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari – emessa  dal GIP di Roma su richiesta della Procura di Roma-DDA: 5 persone sono state messe agli arresti domiciliari, 1  in custodia cautelare in carcere e si sono svolte 60 perquisizioni su tutto il territorio nazionale,  con la collaborazione delle Squadre Mobili delle Questure di 45 Province.

 Leggi qui  il Comunicato Stampa della Procura di Roma

L’indagine, denominata “Sex and Clean”, era stata avviata nel luglio 2021 dalla Polaria di Fiumicino, a seguito dell’intercettazione di un pacco giunto in Italia contenente sostanza stupefacente, ordinato sul web e spedito dall’estero. Le attività, costantemente coordinate e supportate dalla DCSA, hanno consentito di monitorare l’arrivo di spedizioni simili sul territorio nazionale, destinate a soggetti in varie città nel Nord, Centro e Sud del Paese ed hanno anche permesso di individuare centinaia di pacchi “ordinati”, con le stesse modalità, in diversi Paesi europei. Le attività info-investigative della Polizia di Fiumicino sono state sviluppate con la collaborazione del Servizio Centrale Operativo – SCO –  della DAC della Polizia di Stato, che ha attivato le diverse Squadre mobili  sul territorio nazionale che,  nei singoli casi segnalati, hanno proceduto al sequestro delle innumerevoli spedizioni illecite ed arrestato i reali destinatari dei plichi. Inoltre, la Squadra mobile di Roma ha collaborato con l‘Ufficio di p.g. della Polaria di Fiumicino, per lo svolgimento di alcune attività particolari. Nel corso dell’operazione, che ha fatto emergere un vasto traffico internazionale ed una correlata attività di spaccio  di GBL, spesso associato ad altre sostanze sintetiche,  sono stati sequestrati  200 kg  di GBL  ed arrestati 87 soggetti responsabili di narcotraffico.

La DCSA ha contribuito con un costante apporto informativo e con  l’azione di  coordinamento nazionale ed  internazionale, attivando i collaterali di polizia stranieri interessati al traffico, che hanno condiviso informazioni  “operative” preziose per gli investigatori italiani; la Direzione Centrale ha anche  fornito supporto tecnico ed economico all’attività. Durante lo svolgimento dell’indagine la DCSA ha, inoltre,  svolto approfondimenti in merito al   “fenomeno GBL”  dal punto di vista della sua “emersione” e  della sua classificazione normativa. Il GBL, infatti, per il  sistema normativo italiano è  considerata una sostanza stupefacente – contenuta nella tabella IV allegata al DPR 309/90 –  ma presenta inquadramenti giuridici non uniformi nei Paesi europei ed extraeuropei, che rendono più difficoltosa una azione investigativa congiunta tra le polizie e le autorità giudiziarie, sia nel caso di contrasto ai traffici illeciti di tale sostanza attraverso gli strumenti ordinari che con quelli speciali ed utilizzabili sulle piattaforme online,  sia nell’open che nel dark web.

La complessità della questione è dovuta non solo alle differenti previsioni  normative che limitano alcune attività repressive ma  è anche legata alla natura stessa della sostanza: subdola e pericolosa, con effetti, danni e rischi non del tutto noti agli assuntori. Infatti, oltre al noto utilizzo “ludico” del GBL e del GHB (il GBL è considerato non solo  un “precursore” particolare del secondo ma nel momento dell’assunzione nel corpo umano si trasforma in GHB che,  invece, è considerato  sostanza stupefacente in tutte le normative europee) durante “festini” che durano anche tutto il weekend e nei quali si “sperimenta” spesso il c.d. chemsex – in questi casi la sostanza è in grado di  provocare una doppia dipendenza negli assuntori volontari  ovvero tossicodipendenza e  patologica dipendenza dal sesso chimico –  la sua pericolosità si manifesta anche nella possibilità di somministrazione  a danno di vittime inconsapevoli e, per questi aspetti, viene qualificata  quale “droga dello stupro”. Il GBL ed il GHB, proprio per la loro capacità “mimetica” intrinseca – praticamente sostanze inodori ed incolori che vengono miscelate a bevande di vario tipo –  e per la facile metabolizzazione nell’organismo umano –  per cui  a distanza di poco tempo dall’assunzione non si rintracciano più con le classiche analisi tossicologiche –  sono ancora più  insidiose e pericolose se utilizzate per abusare ed usare violenza su vittime “assuntori inconsapevoli” che, tra l’altro, non hanno memoria dell’accaduto per la capacità di tale droga di agire sulle capacità mnestiche. Il  fenomeno delle “rape drugs”, tristemente noto e diffuso in alcuni Paesi europei, nei quali sta creando sempre più allarme sociale,  è  monitorato con una crescente attenzione anche in Italia, anche se, attualmente, appare di dimensioni inferiori rispetto ad altri contesti.

Un altro aspetto di rilievo connesso alla crescente diffusione del GBL è il basso costo del prodotto e  la facilità di reperirlo sul mercato,  ad esempio online; il webmarket,  infatti, è in grado di rispondere,  in maniera  globale e “trasversale”, alla domanda di chiunque sia interessato all’acquisto.

Per un approfondimento leggi qui

Per comprendere meglio questo fenomeno e colpire con efficacia il traffico di tali sostanze, le forze di polizia sono costantemente impegnate nelle attività di monitoraggio e contrasto al narcotraffico online, che la DCSA coordina a livello nazionale ed internazionale, supporta dal punto di vista tecnico ed economico e per le quali organizza corsi di formazione ed aggiornamento specifici con focus su nuovi strumenti e tecniche d’indagine per il contrasto dei traffici di droga nel web.

L’emersione del “fenomeno GBL” in Italia e in Europa, cui fa riferimento  il comunicato stampa dell’operazione, è stata oggetto di focus anche nella Relazione Annuale 2022 della DCSA -Vedi pp.69-72- 

Il 14 dicembre, si è tenuto presso la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga il workshop Narcotraffico nel web e dark web: nuove frontiere di contrasto di un fenomeno in evoluzione, a conclusione del Corso Digital Investigation and Intelligence organizzato nell’ambito del progetto ICARUS in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Alla giornata formativa hanno preso parte 60 corsisti, tra appartenenti alle forze di polizia del territorio e rappresentanti della DCSA.

All’inizio del consesso il Direttore Centrale, Gen. C.A. G. di F. Antonino Maggiore, ha fatto il suo saluto di benvenuto ai partecipanti, manifestando la propria soddisfazione per la realizzazione di una giornata studio dedicata ad un argomento di assoluta attualità, che coinvolge la tematica del narcotraffico da un nuovo punto di vista, ovvero dai nuovi e complessi canali del mercato digitale attraverso l’utilizzo degli innumerevoli strumenti offerti dal web. Il traffico di stupefacenti, infatti, è riuscito a ritagliarsi uno spazio virtuale importante, generando un enorme volume d’affari che ha consentito ad abili criminali, esperti d’informatica, di arricchirsi, facendo leva sulle potenzialità che il web offre in termini di “anonimato” nella navigazione e nelle procedure di pagamento – bitcoins – per gli illeciti acquisti effettuati.

Nel corso degli interventi sono state approfondite, anche con esercitazioni pratiche, tematiche particolari, quali: le investigazioni dalla dimensione fisica a quella virtuale, il black market e la vendita di droga on line, il dark web, le azioni di contrasto e tecniche di infiltrazione con un focus su alcuni casi operativi conclusi, la ricostruzione di regolamenti finanziari effettuati attraverso la rete per i pagamenti di illeciti traffici di sostanze stupefacenti, il Digital e Cloud Forensic, lo strumento del captatore informatico, le investigazioni digitali su big data, bot, cryptovalute e blockchain e i reati connessi.

Uno spazio importante è stato dedicato anche alla nuova frontiera del Metaverso e alle future indagini in tale spazio, una realtà virtuale aumentata, ancora in fase di sviluppo, in cui le persone connesse potranno interagire tra loro così come avviene nel mondo fisico. Il Metaverso, oltre alla sua straordinaria evoluzione, consentirà anche l’accesso a nuovi canali di distribuzione di stupefacenti, da parte di coloro che possono allestire spazi privati – c.d. workrooms – per realizzare attività illecite e comunicare con altri criminali.

Un altro argomento che ha suscitato particolare interesse ha riguardato la relazione tra le indagini digitali e l’acquisizione della prova nel processo penale. Negli ultimi anni, infatti, agli strumenti probatori tradizionali si sono aggiunti quelli digitali, ad esempio acquisiti tramite il captatore informatico, che hanno posto problemi giuridici sulla loro utilizzabilità che il legislatore, la dottrina e la giurisprudenza devono continuare ad affrontare. La particolare natura immateriale dei dati digitali/online (web e social) comporta che essi possano essere modificati, alterati, danneggiati e distrutti. Il momento più delicato nell’attività di acquisizione della prova è che essa avvenga in maniera tecnicamente idonea e che la stessa non abbia subito contaminazioni, sia dopo che i dati sono stati raccolti e sia nella successiva fase di analisi, per rendere attendibili e riproducibili i risultati dell’esame. In tale ambito sono state, pertanto, esaminati sotto quali vesti i dati digitali confluiscono nel processo, sono state analizzate le forme e i casi di acquisizione dei medesimi e ed infine illustrate le potenzialità della prova digitale che, comunque, viene affiancata a quella raccolta attraverso i tradizionali mezzi di indagine, integrata dall’esperienza data dal fattore umano, ovvero dall’investigatore.

Hanno fornito il loro prezioso contributo al Corso, esperti del settore appartenenti alle forze di polizia (del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, del ROS dell’Arma dei Carabinieri e dello SCO della DAC della Polizia di Stato) e qualificati docenti dell’Università degli studi di Foggia, specializzati in materia.

VISITA RAPPRESENTANTI DELL’UNODC E DELLA GUINEA BISSAU, DEL GAMBIA E DEL SENEGAL.

Il 12 dicembre, il Direttore Centrale, Gen. C.A. G. di F. Antonino Maggiore – accompagnato dai Direttori del I e III Servizio, dai rispettivi Capi Divisione e dall’Esperto per la sicurezza di Dakar – ha ricevuto in visita, unitamente a rappresentanti della Direzione Centrale Polizia Criminale (DCPC) e dell’Ufficio per il Coordinamento e la Pianificazione delle Forze di Polizia, membri dell’UNODC e capi delegazione dei Paesi dell’Africa occidentale (Guinea Bissau, Gambia e Senegal), giunti con lo scopo di presentare l’operazione Open Roads  (Strade Aperte) III e porre le basi per rafforzare la cooperazione, il coordinamento e lo scambio di informazioni per contrastare il narcotraffico che coinvolge i rispettivi Paesi.

L’Africa occidentale costituisce, infatti, un’area particolarmente vulnerabile al traffico illecito di stupefacenti – in particolare di cocaina – che, per la sua natura transnazionale, ha determinato nel tempo la necessità di avviare forme di cooperazione che hanno trovato il sostegno dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), con cui è stata avviata l’operazione “Strade aperte”, volta, per l’appunto, a rafforzare gli strumenti di collaborazione in materia di traffico illecito di narcotici.

All’inizio dell’incontro, il Gen. Maggiore, nel dare il suo benvenuto agli ospiti, ha illustrato la struttura organizzativa della DCSA e delle sue funzioni. In tale contesto, nell’evidenziare la complessità del sistema italiano, caratterizzato dalla presenza di una pluralità di forze di polizia, ha descritto la fondamentale azione di coordinamento esercitata, nel settore del narcotraffico, dalla Direzione Centrale, una delle più longeve e riuscite esperienze interforze in seno alle forze di polizia nazionali. Tra gli argomenti trattati, un particolare focus è stato destinato a quello della rete di esperti per la sicurezza, distaccati all’estero nei crocevia internazionali della produzione, transito e del traffico illecito della droga, che promuovono prioritariamente la cooperazione di polizia contro il narcotraffico e svolgono attività di studio, osservazione e raccordo con i competenti organismi esteri. La gestione dei flussi informativi e l’attività degli esperti sono gli elementi strutturali della cooperazione internazionale, in cui si esprime la centralità della Direzione nel dispositivo di contrasto antidroga. Nel prosieguo, è stato illustrato un altro fondamentale aspetto che connota la DCSA, costituito dal coordinamento operativo delle cosiddette “operazioni speciali” (operazioni sotto copertura e consegne controllate), nonché la posizione di referente nazionale per le richieste di abbordaggio (ex art. 17 Convenzione ONU del 1988) del naviglio sospettato di trasportare sostanze stupefacenti in acque internazionali.

Hanno poi preso la parola i rappresentanti dell’UNODOC (Cheikh Toure e Daouda Gadiaga) referenti per l’area, che hanno illustrato il programma “Strade aperte III” con un particolare focus sulle cd consegne controllate e un resoconto dei sequestri effettuati nell’ambito del citato progetto. I successivi interventi, da parte dei capi delegazione, Direttori e responsabili delle polizie antidroga dei Paesi africani partecipanti, hanno posto l’attenzione sull’esigenza di ottenere forme di supporto da parte dell’Italia, sia sul piano formativo per addestrare le forze di polizia sulle tecniche di indagine e conoscere gli aspetti normativi attraverso cui la polizia giudiziaria opera sul territorio nazionale, sia da un punto di vista materiale per implementare le dotazioni degli strumenti  tecnico-operativi, necessari per svolgere monitoraggio e controlli approfonditi sulle merci che giungono via  mare nei rispettivi Paesi, in particolare dall’America Latina, allo scopo di intercettare i carichi di droga occultati, soprattutto cocaina, per la gran parte solo in transito nel West Africa e destinata, invece, all’Europa.

Il Direttore centrale Maggiore, nel manifestare la disponibilità di fornire il supporto richiesto, ha evidenziato come sia necessario, prima di poter avviare forme efficaci di cooperazione, sviluppare dei programmi a medio-lungo periodo per condividere metodologie addestrative e  “costruire” best pratices comuni che sono fondamentali per poi formalizzare, attraverso i canali diplomatici, forme di collaborazioni operative bilaterali, i c.d. MOA (Memorandum operativi antidroga), base, queste ultime, per lo sviluppo di successive  operazioni congiunte contro la criminalità organizzata ed il narcotraffico transnazionale. In tale senso è stato dato risalto anche all’importanza di una formazione che tenga conto delle tecniche investigative connesse all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati, quale strumento per contrastare in maniera più efficace le ricchezze delle organizzazioni criminali. Concludendo, il Direttore della DCSA ha espresso la più ampia disponibilità per porre le basi di una futura collaborazione tra i rispettivi Paesi, impegnandosi a raccogliere, anche tramite il prezioso apporto dell’Esperto per la sicurezza a Dakar, le richieste e proposte avanzate dai rappresentanti delle delegazioni  dei Paesi dell’Africa occidentale

Al termine della giornata i partecipanti hanno manifestato la propria soddisfazione per il proficuo confronto che rappresenta un primo passo per la realizzazione di forme di collaborazione e condivisione delle informazioni tra i rispettivi Paesi, nella consapevolezza che solo uno sforzo congiunto può strategicamente riuscire a contrastare i pericoli derivanti dalle organizzazioni criminali dedite al traffico internazionale di droga.

 

MEETING DI ALTO LIVELLO, ORGANIZZATO DALLA DCSA IN COOPERAZIONE CON INTERPOL, AMBITO PROGETTO ICARUS (DCSA-DPA).

Nell’ambito dell’iniziativa denominata “Icarus, che la DCSA ha in corso con il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio (DPA), è stata sviluppata la progettualità The Southern Route –  la Rotta del Sud –  in collaborazione con il Segretariato Generale di Interpol Lione. Il progetto, incentrato sulla c.d. “rotta africana dell’eroina”, ha preso impulso dalla 2^ Conferenza Globale sul traffico di droga, promossa, nel settembre 2019 a Città del Capo in Sudafrica, dal Segretariato Generale di Interpol Lione, alla quale hanno preso parte 194 delegati di 97 Stati. In quel consesso si è tenuto un incontro dedicato al traffico di eroina lungo la cd “Rotta del Sud”, che vede l’Italia tra i punti europei di arrivo di carichi di oppiacei che transitano attraverso Kenya, Madagascar, Mauritius, Mozambico, Sud Africa, Tanzania ed Uganda.

Sulla base di tali premesse, la DCSA ha posto le basi – previe intese con la DCPC – per una progettualità che coinvolge i citati Paesi africani ed il Segretariato Generale di Interpol Lione e che ha visto l’avvio con il primo Convegno high level meeting – organizzato a Roma, presso la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia (SPIF), nelle giornate del 26 e 27 ottobre 2022.

Al Convegno hanno partecipato, oltre al Direttore Centrale per i Servizi Antidroga – che ha aperto e chiuso i lavori – i Direttori del I e III Servizio e Dirigenti ed Ufficiali della DCSA, i rappresentanti di  INTERPOL, il Direttore ed ufficiali del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) della DCPC, i rappresentanti delle forze di polizia italiane, le autorità antidroga di Kenya, Madagascar, Mauritius, Mozambico, Sud Africa, Tanzania ed Uganda e il Capo dell’Ufficio della DEA americana a Roma; all’inaugurazione dell’evento hanno preso parte, anche, il Direttore dello SPIF, che ha ospitato il meeting, un rappresentante del Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Direttore del Servizio Relazioni Internazionali dell’Ufficio per il Coordinamento e la Pianificazione delle Forze di polizia ed il  Vice Direttore Generale della P. di S.  – Direttore Centrale della Polizia Criminale – Prefetto Vittorio Rizzi.

L’evento si è aperto con il saluto di benvenuto del Direttore dello SPIF, Gen. D. CC Giuseppe La Gala che ha manifestato grande soddisfazione per il fatto di ospitare questo importante incontro internazionale di specialisti nel settore antidroga ed ha augurato buon lavoro ai partecipanti.

A seguire, è intervenuto il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga, Gen. C.A. G. di F. Antonino Maggiore evidenziando che l’iniziativa ha la finalità di costituire un gruppo di lavoro, formato dai delegati dei Paesi che hanno aderito al progetto, per analizzare ed affrontare la minaccia che coinvolge il nostro territorio e i paesi africani, nella consapevolezza che solo uno sforzo congiunto, attraverso una costante collaborazione – sia su scala bilaterale che multilaterale – ed il coinvolgimento di organismi di polizia internazionale come l’Interpol, può strategicamente riuscire a contrastare i pericoli derivanti dalla criminalità organizzata in generale e dal traffico di droga in particolare.

Nel concludere il suo intervento, il Direttore Centrale Maggiore ha citato un passo del discorso del giudice Giovanni Falcone, tenuto nel 1984 presso il Consiglio Regionale del Piemonte, nel corso del quale, parlando proprio della cooperazione internazionale contro i traffici di droga, aveva evidenziato che “(…) le organizzazioni criminali non hanno problemi di confini e che operano con disinvoltura in tutto il mondo, per cui ogni ritardo nella cooperazione internazionale per la repressione del fenomeno si rivolge in ulteriori vantaggi per tali organizzazioni, che di giorno in giorno diventano sempre più efficienti e pericolose (…) non ha nessuna importanza che la droga venga sequestrata in un Paese anziché in un altro e ad opera di un determinato organismo di polizia, anziché di un altro; l’unica cosa importante è che l’operazione di polizia venga compiuta nel modo più efficace e questo è l’unico risultato cui dovrebbero mirare gli sforzi congiunti delle polizie dei vari Paesi, accomunate da questa unica e superiore finalità di efficienza. (…) E, soprattutto, è indispensabile che tale collaborazione si attui al fine di rintracciare e confiscare i beni illecitamente acquisiti, così deprivando le organizzazioni criminali, fondate esclusivamente sul fine di lucro, del loro potere economico, sul quale è basata fondamentalmente la loro pericolosità sociale (…)”.

Successivamente, ha preso la parola Mr. Josè De Gracia Romero, Assistant Director Criminal Networks Directorate del Segretario Generale INTERPOL di Lione che ha sottolineato l’importanza del progetto, finalizzato ad accrescere la conoscenza reciproca tra gli “attori” della lotta al narcotraffico ed al crimine organizzato dei diversi Stati ed incentivare gli scambi informativi e “formativi” tra gli stessi, con l’obiettivo di potenziare la cooperazione internazionale nel settore.

A seguire, è intervenuta la dott.ssa Elisabetta Simeoni, Direttore Generale presso il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha evidenziato come la DCSA e il DPA rappresentino le due facce della stessa medaglia sul fronte del contrasto alle droghe, operando in comunione di intenti con l’obiettivo da un lato di prevenire, facendo diminuire  la domanda ed attuando le procedure necessarie per prendere in carico le tossicodipendenze e, dall’altro, intervenendo con le attività repressive affinché si riduca l’offerta.

Successivamente, ha fatto il suo intervento il Direttore del Servizio Relazioni Internazionali dell’Ufficio per il Coordinamento e la Pianificazione delle Forze di polizia, Dirigente Superiore P. di S. Eufemia Esposito, la quale ha posto l’attenzione sull’efficiente attività di coordinamento esistente tra le forze di polizie italiane, evidenziando come questa logica debba essere un modello da replicare anche a livello internazionale.

Al termine è intervenuto, in videocollegamento, il Vice Direttore Generale della P. di S.  – Direttore Centrale della Polizia Criminale – Prefetto Vittorio Rizzi, che ha esteso il proprio saluto agli organizzatori e partecipanti all’evento, manifestando il proprio compiacimento per la realizzazione del progetto, che pone le basi per consolidare i rapporti di collaborazione tra gli Stati interessati.

Dopo l’apertura ufficiale dell’evento, i lavori della “due giorni” si sono sviluppati in 3 panel tematici, organizzati dalla DCSA con un taglio tecnico, dedicati al confronto sugli aspetti operativi dei sistemi di controllo e contrasto del traffico di eroina attraverso i porti e gli aeroporti (expertise/best practices) e sulle operazioni speciali: attività sottocopertura e consegne controllate.

A chiusura del convegno, il Direttore della DCSA Maggiore, nel salutare e ringraziare i partecipanti all’evento, ha manifestato la propria soddisfazione per il proficuo confronto che si è sviluppato durante le due giornate di lavoro, che apre nuove prospettive per una collaborazione antidroga sempre più stretta tra i Paesi coinvolti, necessaria per poter fronteggiare una minaccia “globale”, che travalica i confini e colpisce tutti.

 

Il 10 novembre 2022, il Direttore Centrale della D.C.S.A., Gen. C.A. G. di F. Antonino Maggiore – unitamente ai Direttori, Dirigenti e  collaboratori dei tre Servizi, all’Esperto per la Sicurezza ad Istanbul e all’Ufficiale di Collegamento al MAOC /N ha ricevuto in visita istituzionale il Direttore del Dipartimento Antidroga della Polizia Nazionale turca, Ibrahim H. Seydiogullari, accompagnato dal Vice Direttore, Soner Yildirim, dal Direttore della Divisione per il contrasto al riciclaggio dei proventi del traffico degli stupefacenti, Mehmet Faith Ucar e da due funzionari dell’Ambasciata turca a Roma.

Nel corso dell’incontro, il Gen. Maggiore ha illustrato la struttura organizzativa della DCSA e le sue funzioni. In tale contesto, nell’evidenziare la complessità del sistema italiano, caratterizzato dalla presenza di una pluralità di forze di polizia, ha descritto la fondamentale azione di coordinamento esercitata, nel settore del narcotraffico, dalla Direzione Centrale, una delle più longeve e riuscite esperienze interforze in seno alle forze di polizia nazionali. Tra gli argomenti trattati, un particolare focus è stato destinato a quello della rete di esperti per la sicurezza, distaccati all’estero nei crocevia internazionali della produzione, transito e del traffico illecito della droga, che promuovono prioritariamente la cooperazione di polizia contro il narcotraffico e svolgono attività di studio, osservazione e raccordo con i competenti organismi esteri. La gestione dei flussi informativi e l’attività degli esperti sono gli elementi strutturali della cooperazione internazionale, in cui si esprime la centralità della Direzione nel dispositivo di contrasto antidroga.

Nel prosieguo, è stato illustrato un altro fondamentale aspetto che connota la DCSA, costituito dal coordinamento operativo delle cosiddette “operazioni speciali” (operazioni sotto copertura e consegne controllate), nonché la posizione di referente nazionale per le richieste di abbordaggio del naviglio sospettato di trasportare sostanze stupefacenti in acque internazionali. Da ultimo, è stato anche dato risalto all’istituzione all’interno della Direzione di una Sezione operativa, denominata “Drug@online”, che ha il compito di monitorare la rete internet, al fine di fornire il coordinamento delle attività repressive del commercio illecito di droga avvalendosi delle potenzialità della rete.

Un altro argomento che ha suscitato interesse è stato quello relativo alla prevenzione, nel cui ambito la DCSA, unitamente a rappresentanti delle istituzioni, della società civile e testimonial, partecipa ad incontri presso le scuole con studenti, genitori ed insegnanti per creare dei momenti di riflessione e confronto in merito all’uso delle sostanze stupefacenti. L’obiettivo perseguito è quello di mettere in condizione i giovani di prendere coscienza dei rischi che derivano dalla droga, sia sul piano individuale, sociale, sanitario e legale e, di conseguenza, fornirgli gli strumenti necessari per valutare in maniera responsabile le proprie scelte verso la legalità e la salute. Tale attività informativa assume una notevole importanza anche da un punto di vista strategico, nella consapevolezza che la prevenzione e la repressione costituiscono le facce della stessa medaglia, in quanto l’una cerca di diminuire la domanda e il danno, l’altra di ridurre l’offerta della droga sul “mercato”. In proposito, il Direttore centrale ha citato la collaborazione con il DPA, nell’ambito del progetto ICARUS e, in particolare, la partecipazione alla campagna di informazione HUGS NOT DRUGS destinata prevalentemente ai giovani.

Al termine della visita i partecipanti hanno manifestato la propria soddisfazione per il proficuo confronto e la ferma volontà di consolidare sempre di più la collaborazione tra i rispettivi Paesi, per fronteggiare in maniera più efficace e determinante la minaccia del narcotraffico.

ESEGUITE 42 MISURE CAUTELARI PERSONALI IN ITALIA, SPAGNA E OLANDA NEI CONFRONTI DI DUE ASSOCIAZIONI CRIMINALI TRANSNAZIONALI PER TRAFFICO INTERNAZIONALE DI STUPEFACENTI.

Il 10 novembre u.s., il GICO del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Milano ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari nei confronti dei componenti di due distinte organizzazioni criminali transnazionali – operative tra la Spagna ed il territorio nazionale – in grado di movimentare, tra il 2019 ed il 2021, oltre sei tonnellate di sostanze stupefacenti, tra marjuana ed hashish. La DCSA ha supportato  l’attività investigativa con il costante contributo informativo fornito e  svolgendo  una importante azione di  coordinamento operativo nell’ambito della collaborazione internazionale antidroga.

Si riporta il testo del comunicato stampa ed il video dell’operazione:

GUARDIA DI FINANZA

COMANDO PROVINCIALE MILANO

GDF MILANO: OPERAZIONE “MADERA 2019”. CONTRASTO AL TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI. ESEGUITE 42 MISURE CAUTELARI PERSONALI IN ITALIA, SPAGNA E OLANDA.

I finanzieri del Comando Provinciale di Milano, nell’ambito di un’attività di indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica, stanno dando esecuzione – su tutto il territorio nazionale – ad una ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 42 soggetti di nazionalità italiana, spagnola e albanese, per traffico internazionale di sostanze stupefacenti, tra i quali uno con precedenti per associazione mafiosa.

Nei confronti di 6 dei soggetti destinatari della suddetta misura, è in corso di esecuzione specifico Mandato di Arresto Europeo in Spagna ed Olanda, a cura dei competenti organi collaterali di polizia esteri con il supporto di Eurojust ed Europol.

Le indagini di polizia giudiziaria ed economico-finanziaria, svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano, con l’ausilio tecnico del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), hanno permesso di ricostruire l’operatività di due distinte associazioni criminali transnazionali, in grado di movimentare – complessivamente – oltre sei tonnellate di stupefacenti, del tipo marijuana e hashish, nel solo periodo compreso tra il 2019 ed il 2021.

L’itinerario transnazionale del narcotraffico, individuato tra la Spagna e il territorio nazionale, con destinazione prevalente nella Regione Lombardia, ha inoltre reso necessaria l’attivazione dei canali di collaborazione giudiziaria e di polizia, avviati anche grazie al supporto del II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (D.C.S.A.).

Nel corso delle attività di indagine – che hanno consentito di sottoporre a sequestro quasi mezza tonnellata di droga, unitamente a oltre mille ricariche per sigarette elettroniche a base di cannabinoidi – è stato appurato da parte dei sodalizi criminali investigati:

– l’utilizzo di vaste, capillari e articolate reti logistiche di approvvigionamento, trasporto, stoccaggio e distribuzione dello stupefacente, realizzate attraverso la costituzione di plurime società di comodo ed il ricorso a numerose spedizioni di copertura;

– l’impiego di apparati smart-phone dotati di sofisticate applicazioni per la trasmissione criptata delle comunicazioni;

–   il ricorso ad un sistema di trasferimento dei proventi del traffico di droga estraneo ai tradizionali circuiti finanziari, basato su meccanismi di compensazione informale delle partite di denaro (c.d. hawala o fei chi’en).

Sono attualmente in corso perquisizioni su tutto il territorio nazionale che, con riferimento alla città di Milano, vedono impiegate unità cinofile antidroga della Guardia di Finanza e del Corpo della Polizia Locale di Milano, con il supporto dell’unità mobile di Europol.  

 

 

LA POLIZIA NAZIONALE SPAGNOLA HA SEQUESTRATO 1.500 KILI DI HASCHISH E 75 KILI DI MARIJUANA ED ARRESTATO TRE PERSONE. BARCELLONA, 18 OTTOBRE 2022.

Nell’ambito della collaborazione  di polizia e giudiziaria tra Italia e Spagna, nel contrasto al narcotraffico internazionale,  il 18 ottobre scorso le autorità iberiche, su input italiano, hanno sequestrato 1500 kg di hashish e 75 kg di marijuana ed arrestato 3 soggetti coinvolti nel traffico illecito, facenti parte di un’organizzazione criminale, che avevano il compito, in particolare, di custodire lo stupefacente pronto per la successiva “distribuzione”.

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga ha supportato l’attività, coordinando  la cooperazione internazionale di polizia con le autorità spagnole. L’ indagine svolta in Spagna si è sviluppata a seguito di informazioni della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Torino, trasmesse dalla DCSA – attraverso l’Esperto per la Sicurezza a Barcellona –  alla polizia nazionale spagnola, accompagnate da un Ordine Europeo di Indagine (OEI) della Procura della Repubblica di Torino.

Di seguito il testo del comunicato stampa delle autorità spagnole.

COMUNICATO STAMPA

MINISTERIO  DEL INTERIOR                                                                                                             DIRECCIÓN GENERAL DE LA POLICÍA    

Le indagini sono state effettuate nell’ambito di un Ordine Europeo di Indagine emesso dalla Procura di Torino    

La Policía Nacional arresta 3 persone e sequestra 1.500 kg di hascisc e 75 kg di marihuana.

  • L’operazione si è conclusa con una perquisizione domiciliare che ha portato all’arresto di tre persone e al sequestro di un grosso quantitativo di droga.
  • L’operazione è stata condotta congiuntamente dall’UDYCO della Brigada Provincial de Policía Judicial di Barcellona, la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e la Procura della Repubblica Italiana.

18 ottobre 2022 – Tre persone sono state arrestate dagli agenti della Policía Nacional a seguito della perquisizione effettuata all’interno di un’abitazione situata nella località di San Vicenc dels Horts, Barcellona. I soggetti, di nazionalità spagnola erano incaricati di custodire un ingente quantitativo di sostanza stupefacente, nello specifico 1599 kg di hascisc e 75 kg di marihuana.

Le indagini sono state avviate in seguito ad alcune informazioni giunte alla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Torino, sulla possibilità che un’organizzazione criminale molto attiva in Italia, dedita, soprattutto, al traffico di sostanze stupefacenti, opererebbe anche in Spagna.

Dopo aver ricevuto queste informazioni attraverso i consueti canali di cooperazione di polizia a livello europeo, la Sezione Stupefacenti della Brigada Povincial de Policía Judicial di Barcellona ha avviato una serie di attività tese a confermare la veridicità dei fatti.

Le indagini condotte hanno consentito di stabilire l’esistenza di un collegamento tra l’organizzazione criminale con sede in Italia e le persone incaricate di custodire lo stupefacente, una volta introdotta in Spagna per la successiva distribuzione.

Le attività di controllo e pedinamento hanno evidenziato comportamenti sospetti compatibili agli schemi utilizzati dai soggetti, che all’interno delle organizzazioni criminali dedite al narcotraffico, si occupano di custodire lo stupefacente, come ad esempio l’adozione di misure di sicurezza durante gli spostamenti a piedi e in auto, l’utilizzo di vetture diverse intestate a persone diverse e movimento di borse di grandi dimensioni. Allo stesso modo, dallo studio del patrimonio delle persone indagate, è stato possibile dedurre l’incompatibilità del loro elevato tenore di vita con il reddito dichiarato.

Gli eccellenti risultati di questa indagine valorizzano l’eccellente coordinamento di polizia a livello europeo.

Per tutte queste ragioni e a seguito dei sviluppi investigativi, attraverso l’Esperto per la Sicurezza italiano presso il Consolato Generale d’Italia a Barcellona, è stata segnalata la necessità di dare seguito  alla richiesta delle autorità italiane e di procedere alla perquisizione domiciliare che ha portato  all’arresto dei soggetti di cui sopra e al sequestro di un ingente  quantitativo di sostanze stupefacenti che, una volta immesse sul mercato, avrebbero arrecato un grave danno alla salute pubblica e generato ingenti profitti per l’organizzazione criminale.

La richiesta di perquisizione è stata avanzata dalla Procura di Torino (Italia) in virtù  di un Ordine Europeo di Indagine  (OEI). In Spagna, la perquisizione è stata autorizzata dal Tribunale d’Istruzione nr 5 di Sant Feliu de Llobregat attraverso una procedura di Assistenza Giudiziaria Internazionale. Nei confronti dei tre arrestati, due uomini e una donna, è stato emesso un ordine di custodia cautelare.

   

 

Guarda il video dell’ operazione antidroga

 

 

 

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