Immagine

Domani 18 giugno, alle ore 10, presso la “Sala De Sena”  della Direzione Centrale della Polizia Criminale a Roma, si terrà la conferenza stampa -in modalità a distanza e trasmessa in live streaming ( al link https://youtu.be/JrJoPydAfOE ), illustrativa della Relazione Annuale D.C.S.A.  2021.

Il Report elaborato dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, che quest’anno celebra il trentennale dalla sua istituzione nel 1991, traccia il quadro riassuntivo delle attività e dei risultati ottenuti in Italia, nel corso del 2020, nella lotta al narcotraffico. 

La Relazione sarà presentata, nell’imminenza della Giornata Mondiale delle Nazioni Unite contro l’abuso e il traffico illecito di droga, dal Vice Capo della Polizia- Direttore Centrale della Polizia Criminale- Prefetto V. Rizzi- e dal Direttore Centrale per i Servizi Antidroga -Generale C.A. della Guardia di Finanza- A. Maggiore-. Interverranno all’evento anche tre Esperti per la Sicurezza, collocati in aree strategiche per il narcotraffico (Colombia, Spagna, Turchia).

Dal 24 al 27 maggio  scorso, si è svolto il 22° Corso per Responsabili di Unità Specializzate   antidroga, organizzato da questa D.C.S.A.

Alla specifica formazione -con didattica a distanza- destinata a fornire contributi sia teorico-  normativi  che tecnico – operativi all’azione di contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti , hanno partecipato 74 frequentatori : 23 funzionari ed ufficiali delle forze di polizia  nazionali (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e  Polizia Penitenziaria) e 51  di quelle straniere ( dei Paesi: Perù, Macedonia del Nord, Marocco, Costa D’Avorio, Nigeria, Brasile, Cile,  Uruguay,  Argentina, Senegal, Panama, Messico, Repubblica Dominicana, Benin, Gambia e  Turchia). Durante il corso sono state sviluppate, in particolare, le tematiche del coordinamento investigativo antidroga- specifica funzione della D.C.S.A. – delle operazioni speciali e degli agenti sotto copertura,  con approfondimenti riguardanti la normativa vigente e gli orientamenti  giurisprudenziali in materia. Oltre agli aspetti teorico-giuridici, sono stati illustrati gli ambiti operativi delle attività undercover,  le specifiche tecniche investigative e gli aspetti psicologici e di gestione dello stress dell’operatore “infiltrato” , anche attraverso un  focus su alcune indagini sotto copertura concluse.  Altri importanti argomenti dell’attività formativa hanno riguardato:  le tecniche di P.G. per il contrasto al narcotraffico nel web;i metodi e le tecniche di  monitoraggio e riconoscimento dei precursori , delle droghe sintetiche e delle Nuove Sostanze Psicoattive; le misure di  contrasto alla criminalità organizzata ed ai  patrimoni illecitamente accumulati e riciclati- nella legislazione nazionale ed internazionale- ;  la cooperazione internazionale di polizia ; le squadre investigative comuni . L’attività di docenza è stata svolta da qualificati esperti in materia, della D.C.S.A.,  di Reparti ed Uffici  centrali delle FF.PP. italiane, della D.I.A., oltre a magistrati della D.N.A.A. (Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo),  a funzionari del Segretariato Generale INTERPOL di Lione  ed a professori dell’Università degli Studi  “La Sapienza” di Roma e della Scuola Superiore Universitaria di Pisa.      

 

 

   

 

 

 

 

 

In questo mese di maggio ha preso il via il Corso online di alta formazione dedicato a Digital Investigation and Intelligence, organizzato dalla Direzione Centrale Servizi Antidroga, nell’ambito del Progetto “Icarus”, in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La D.C.S.A., che coordina le varie attività del corso, ha affidato l’erogazione dei moduli formativi, in materie altamente specialistiche e di grande attualità, ad una società di servizi specifici, di alto livello, in collaborazione con l’Università degli Studi di Foggia. L’iniziativa didattica, rivolta a cento frequentatori delle tre Forze di Polizia nazionali, impegnati nel contrasto antidroga, nasce dall’esigenza di aggiornamento professionale del personale in ambiti criminali altamente specializzati -in termini di tecnologia e competenze informatiche- ed è finalizzata a prevenire, scoprire e colpire “zone franche” di traffico di sostanze stupefacenti, attuato mediante le nuove modalità di “mercato digitale”, cioè utilizzando gli innumerevoli strumenti offerti dal web. La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, da tempo consapevole dell’importanza di focalizzare l’attenzione sulla rete internet, per la raccolta e l’ analisi dei flussi informativi “virtuali”- spesso, di grande interesse investigativo-  ha, infatti, una articolazione interna- la Sezione Drug@online– dedicata proprio allo studio del  fenomeno del narcotraffico sul web ed al suo contrasto. Il traffico di stupefacenti è riuscito a ritagliarsi uno “spazio virtuale” importante, generando un enorme volume d’affari, ulteriormente incrementato nell’attuale situazione pandemica, che ha consentito ad abili criminali, esperti d’informatica, di arricchirsi, facendo leva sulle potenzialità che il web offre in termini di “anonimato” nella navigazione e nelle procedure di pagamento- bitcoins– per gli illeciti acquisti effettuati.

Il Corso di Digital Investigation e  intelligence  si svilupperà nell’arco di nove mesi, attraverso  didattica interattiva con docenti universitari ed esercitazioni pratiche, ed intende fornire agli operatori delle forze di polizia impegnati nel contrasto al narcotraffico in rete, gli strumenti per utilizzare, al meglio, tecniche  investigative e di intelligence  di tipo digitale – nel web e nelle varie  piattaforme social, con annessi cloud  di riferimento, accessibili anche da smartphone-  con lo scopo di acquisire concrete capacità per svolgere valide indagini in rete, attraverso una navigazione competente, orientata ed in modalità sicura e anonima.

Durante questa specifica formazione verranno approfondite tematiche particolari, quali: Digital Forensics e  Digital Investigation, dalla notizia criminis ed i primi atti di indagine al valore della digital evidence  nelle varie fasi  processuali; il mercato delle sostanze stupefacenti sul web e le investigazioni digitali: le piazze di spazio virtuali; i crimini informatici e la loro evoluzione e diffusione, con particolare attenzione al traffico delle sostanze stupefacenti ; le droghe on line; droghe ed emergenza covid; gli agenti sotto copertura nelle indagini informatiche, con attenzione al traffico di sostanze stupefacenti;  le best practies sulla digital forensics; le investigazioni digitali su big data, bot, cryptovalute e blockchain e i reati connessi; strumenti e strategie per il controllo delle comunicazioni a scopo di giustizia; dalle comunicazioni tradizionali alle comunicazioni social; intercettazioni digitali–di posta elettronica -di immagini; il pedinamento  elettronico; sostanze stupefacenti, intercettazioni, riscontri; la droga “parlata” ; i nuovi cybercriminali e la loro classificazione ; OSINT e social network ; cyber intelligence; strategie per la raccolta e  tecniche di analisi delle informazioni; tecniche di investigazione nell’Open e nel Dark Web – droghe e deepweb; cyber security e contromisure;  l‘acquisizione dei dati di traffico nei reati relativi alle sostanze stupefacenti e service providers esteri.

 

Dal  20 al 22 aprile scorso si è svolto – in modalità on line– il 5° Corso sui Laboratori clandestini e Nuove Sostanze Psicoattive (NPS), organizzato da questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e  destinato agli operatori delle Forze di polizia nazionali, impegnati nel contrasto al narcotraffico.  All’attività didattica hanno partecipato  21 operatori delle forze di polizia italiane  (Polizia di Stato -Carabinieri -Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria) e 46 Funzionari di polizie straniere, dei seguenti Paesi:  Perù, Macedonia del Nord, Canada, Marocco, Costa d’Avorio, Brasile, Uruguay, Argentina, Panama, Messico, Senegal e Repubblica Dominicana.  Attraverso moduli didattici dedicati, sono stati forniti ai frequentatori, oltre ad elementi di informazione sul funzionamento della D.C.S.A., spunti ed approfondimenti specifici sulle seguenti materie: normativa nazionale ed internazionale vigente in materia di precursori chimici; droghe sintetiche ed NPS; analisi dei flussi dei precursori ed alle attività di  intelligence utilizzate nel contrasto al traffico delle NPS; tecniche di intervento nei laboratori clandestini e ad interessanti esperienze operative sul traffico di droghe sintetiche e nuove sostanze psicoattive nel web.

La formazione nella specifica materia è stata curata da qualificati Funzionari ed Ufficiali delle forze di polizia italiane ed arricchita da un interessante contributo del Direttore dell’Ufficio di Roma della D.E.A. statunitense (Drug Enforcement Administration), che ha illustrato interessanti esperienze operative sui laboratori clandestini e sulle NPS.

 

Per il 2021, i dati statistici antidroga vengono pubblicati  direttamente su questo sito della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, con cadenza trimestrale.

Gli stessi dati, sono consultabili, con  rinvio a questo sito D.C.S.A., anche sul sito della Polizia di Stato alla pagina: dati sicurezza 2021  

Si ribadisce che, i dati antidroga pubblicati nella sezione dato provincialedato nazionale sono da considerarsi provvisori ed in fase di consolidamento. Sommare i trimestri per avere un quadro dell’attività antidroga a livello nazionale comporterebbe una valutazione non esatta del fenomeno nella sua complessità.

Per avere un quadro statisticamente consolidato è opportuno richiedere le informazioni alla Direzione Centrale per i Servizi Antidrogadirezione.antidroga@interno.it .

 

                                  

Droga e Pandemia. “Non risente della crisi, anzi la cavalca”…aggira  le “chiusure” per la pandemia ..“è il prodotto di una delle industrie  mondiali più fiorenti”!  Parliamo di droga ... la pandemia, che da oltre un anno sta sconvolgendo il mondo, non sembra avere minimamente toccato il narcotraffico e le organizzazioni criminali che lo gestiscono…Questa l’apertura di A. Sarubbi  della trasmissione  TODAY , andata in onda sabato scorso, 20 marzo, su tv2000, con  l’intervento, tra l’altro, di un esperto di questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, il Colonnello G. di F.  A. Cavalli. Molteplici le tematiche di grande attualità affrontate, attraverso testimonianze flash di esperti, da vari Paesi e  due reportage di approfondimento sulle Nuove droghe e sul Myanmar. I diversi focus su droga e pandemia sembrano confermare–durante l’attuale emergenza sanitaria-  la persistente, vasta portata del narcotraffico e l’aumento- mondiale- del consumo di droghe sintetiche (in questo senso le testimonianze di responsabili di centri di  recupero di tossicodipendenti di Malta, Brasile, Siria e Messico). Il conduttore Sarubbi ha moderato gli interventi del Col. Cavalli di questa D.C.S.A. e di R.V. Spagnuolo -giornalista dell’Avvenire e noto saggista in  materia- stimolando commenti e riflessioni sul tema specifico. L’esperto della D.C.S.A. ha aperto il suo intervento con tre parole chiave per descrivere, in sintesi, l’attuale scenario: Nuovo, come le strategie di produzione, traffico, richiesta e consumo, che si sono adattate alle emergenze legate alla pandemia; Sintesi, come le droghe sintetiche che rappresentano la nuova frontiera del fenomeno droga, perché più facili da produrre e smerciare, di grande impatto e con effetti variabili, a seconda della richiesta; Oriente, per la prepotente affermazione delle aree geografiche orientali per queste droghe  (rispetto a quelle tradizionali sud americane, da sempre caposaldo del narcotraffico mondiale), soprattutto per la fornitura di precursori e la produzione “ industriale” di sintetiche ed oppiacei. Durante la trasmissione si sono approfonditi i temi del narcotraffico internazionale, che la pandemia non sembra aver frenato- business dinamico, capace di adattarsi velocemente ai diversi contesti- e delle costanti attività di contrasto antidroga delle Forze di polizia, che non possono prescindere da una continua collaborazione e dal coordinamento tra loro. A questo proposito, molto interessante il video trasmesso sull’operazione “Sky”– recentemente conclusa in Belgio, ottimo esempio di collaborazione tra polizia belga ed olandese. A seguire, l’articolato reportage della televisione svizzera sulle Nuove droghe che stanno invadendo l’Europa, con un focus particolare sui cristalli di metanfetamine, molto più  potenti della cocaina per la creazione di  dipendenza, trafficati per la gran parte online, con profitti enormi per le organizzazioni criminali. Nel reportage vengono, anche, illustrate le modalità di traffico delle sostanze chimiche di base, necessarie per la fabbricazione di questi cristalli e, più in generale, per le droghe sintetiche: si tratta dei “precursori di  droghe”  , sostanze legalmente utilizzate -ad esempio per la produzione di farmaci- ma proibite per altre destinazioni d’uso. Il Colonnello Cavalli  ha parlato di veri e propri “Precursor designer” capaci di creare, velocemente, sempre nuovi precursori, aggirando i divieti normativi.

Efedrina, esempio di un “precursore di  droghe”  (consente la fabbricazione di metanfetamina)

Lo stesso esperto ha sottolineato l’importanza del controllo dei precursori ed ha precisato che il Fentanil è, invece, un oppioide utilizzato per la terapia del dolore, abusato soprattutto negli U.SA., dove ha causato una vera e propria emergenza sanitaria. con un alto numero di dipendenze e decessi. Sempre a proposito di stupefacenti sintetici si è poi parlato anche di Captagon, utilizzato soprattutto nei contesti di guerra (inibisce fame e paura ed aumenta resistenza ed aggressività). Per quanto riguarda la figura del “drogato” oggi, il Colonnello Cavalli ha sottolineato che, secondo i dati del contrasto antidroga, in possesso degli organi di polizia, la nuova tendenza è quella dei policonsumatori , ovvero soggetti che consumano le diverse droghe per essere più performanti, aggregati o dissociati, a seconda del contesto. Il secondo reportage è stato dedicato alla situazione del Myanmar, ex Birmania, descritto come il primo paese al mondo produttore di droghe sintetiche. Infine, un’ultima riflessione dell’ esperto D.C.S.A. sul narcotraffico di provenienza sudamericana: i fatti indicano che, in tutto il mondo, negli ultimi anni, sono aumentati i sequestri di cocaina che, per la grandissima maggioranza viene coltivata e prodotta in Colombia, Perù e Bolivia ed esportata da organizzazioni criminali ben articolate. Anche le evidenze riguardo alla criminalità organizzata operante sul nostro territorio, non fanno intendere un calo di contatti con i famosi cartelli colombiani. 

             

La puntata si è conclusa con una riflessione sulla tematica stupefacenti ed arte, con un riferimento al famoso murale anti-droga Crack is wack, realizzato a New York nel 1986 da Keith Haring, con l’obiettivo di denunciare la piaga dilagante del crack, una droga molto più economica della cocaina, che ha creato e produce gravissimi danni.

L’intera puntata di TODAY del 20 marzo 2021- “Droga, l’altra pandemia” è  visibile sul canale Youtube di Tv2000 

 

 

Dal 9 al 12 marzo si è svolto il 10° “Corso Drug on line” –in modalità on line–organizzato da questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e destinato agli investigatori  delle Forze di Polizia nazionali, impegnati nel contrasto al  narcotrafficoAll’attività didattica hanno partecipato 20 operatori di polizia impiegati in reparti territoriali -della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, del Corpo della Guardia di Finanza e della Polizia Penitenziaria– 39 Funzionari di Forze di polizia straniere (in particolare, di Spagna, Brasile, Macedonia del Nord, Austria, Marocco, Repubblica Dominicana, Canada, Panama, Cile, Uruguay, Argentina, Guinea e del Perù) e 2 unità in servizio presso la stessa  D.C.S.A..  Il corso si è sviluppato attraverso lezioni teorico-pratiche sugli aspetti legislativi e procedurali del contrasto al traffico di stupefacenti, precursori chimici e Nuove Sostanze Psicoattive nel web, in particolare sui nuovi strumenti di pagamento utilizzati nelle transazioni on line -moneta virtuale e criptovalute-  e sulle connesse forme di riciclaggio

Oltre ad affrontare le tematiche del digital e cloud forensic, deep web,  darknet, black market e web intelligence, si sono svolti importanti approfondimenti sulle specifiche tecniche di indagine per monitorare ed investigare nel black market della droga, anche intercettando i flussi finanziari di “moneta virtuale”. Infine, sono stati illustrati i compiti specifici -azione di contrasto ed attività di coordinamento al narcotraffico, esperienze operative, nello specifico ambito “digitale”- svolti dalla  Sezione drug@online della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.   

 

Nell’ambito della cooperazione internazionale antidroga si è conclusa ieri, con l’esecuzione di 12 misure cautelari emesse dall’A.G.  veneziana,  l’Operazione ” Makina”, avviata nel 2017 e condotta dalle Squadre Mobili di Vicenza, Venezia e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, in collaborazione con le polizie croata e slovena, diretta dalla D.D.A. di Venezia e con il coordinamento operativo della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. La complessa  attività ha permesso di sequestrare circa 500 kg , tramite una consegna controllata internazionale e di  disarticolare il gruppo criminale responsabile.  Inoltre, nello stesso contesto operativo,  la Guardia di Finanza di Vicenza, ha svolto  accurati accertamenti  patrimoniali consentendo la contestuale esecuzione del sequestro preventivo, ai fini della confisca, di denaro, beni o altre utilità nella disponibilità di alcuni indagati, per un controvalore di circa 246.000 euro.

OPERAZIONE MAKINA  Comunicato Stampa :

“””” La Polizia di Stato  ha portato a termine una vasta operazione contro il traffico internazionale di stupefacenti. Le indagini condotte dalle Squadre Mobili di Vicenza, di Venezia ed il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, hanno portato all’esecuzione di 12 misure di custodia cautelare, disposte dall’Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Venezia nei confronti di persone gravate da indizi di colpevolezza di traffico di stupefacenti, in particolare dell’importazione di ingenti quantitativi di cocaina da Sud America. L’operazione Makina, questo il nome dato alla complessa ed articolata indagine, ha avuto luogo prevalentemente in provincia di Vicenza, in particolare nel comune di Montecchio Maggiore, ove risiedono molti degli indagati destinatari delle misure cautelari, mentre altri si trovavano, al momento dell’esecuzione dei provvedimenti, in provincia di Reggio Calabria, ad Africo, ed in provincia di Trento. Oltre all’esecuzione delle misure cautelari emesse dall’Autorità Giudiziaria di Venezia, sono state eseguite numerose perquisizioni domiciliari sia nei confronti degli indagati, che di diversi soggetti, emersi nel corso delle indagini, e legati agli indagati per traffici di natura illecita, in particolare per spaccio di stupefacenti. Per la complessità e la portata dell’operazione, l’odierna attività di polizia giudiziaria ha richiesto anche la collaborazione e l’impiego, nella fase esecutiva, di numerosi agenti della Polizia di Stato provenienti dalle Squadre Mobili di Verona, Padova, Trento, Trieste, Treviso, Belluno, Pordenone e  Ferrara, dal Reparto Volo di Venezia, dal Reparto Prevenzione Crimine di Padova e da unità cinofile antidroga inviate dal Sevizio Reparti Speciali della Polizia di Stato. Le indagini dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia, sono state avviate all’inizio del 2017, dopo che le autorità croate avevano segnalato, l’arrivo di un container, al porto di Rijeka, proveniente dal Perù che, dopo aver transitato per la Slovenia, sarebbe successivamente giunto in Italia attraverso il valico di confine italiano di Fernetti (TS).  La Polizia croata aveva rinvenuto, all’interno del container, circa 480 chilogrammi di cocaina. Tutta la droga, divisa in 456 panetti, era stata ingegnosamente nascosta in una cavità appositamente ricavata all’interno di un macchinario per la produzione di laminati, poi termosaldata, in modo da poter eludere eventuali controlli sia da parte delle autorità doganali che di quelle di Polizia. Una volta rinvenuta l’ingentissima quantità di stupefacente, si è quindi proceduto, con la collaborazione delle autorità croate, di quelle slovene e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, ad eseguire una consegna controllata internazionale, lasciando all’interno del container circa 2 chili di cocaina rispetto ai restanti 478, già sequestrati. Grazie alle tempestive indagini, veniva individuato il Destinatario finale del “carico illecito” in un soggetto originario e residente in provincia di Vicenza. Gravi indizi di colpevolezza sono emersi per aver organizzato assieme a quelli che successivamente sarebbero stati individuati come i componenti del sodalizio criminale, il trasporto della laminatrice a bordo di un camion, al cui interno dovevano essere nascosti 480 chili di cocaina, in un’azienda con sede nel vicentino, a Schio. Una volta giunto in provincia di Vicenza, il camion veniva fermato e accuratamente perquisito dagli agenti della Polizia di Stato ed al suo interno venivano rinvenuti, dentro la macchina laminatrice, due chili di cocaina, rispettivamente divisi in due panetti. L’uomo veniva, quindi, arrestato in flagranza di reato. Le immediate e successive attività investigative, dirette ad individuare e disarticolare il gruppo criminale responsabile, tra l’altro, del tentato ingresso in Italia di quasi mezza tonnellata di cocaina,  sono state avviate e condotte anche attraverso il ricorso a numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali, analisi di tabulati, traffici telefonici e sistemi di videosorveglianza, nonché pedinamenti e servizi di osservazione. Grazie alle indagini dirette dalla D.D.A di Venezia, gli investigatori della Squadra Mobile e del Servizio Centrale Operativo, sono riusciti ad acquisire e cristallizzare significativi indizi  nei confronti di un sodalizio criminale con base operativa in provincia di Vicenza, a Montecchio Maggiore. Le indagini hanno evidenziato il coinvolgimento ed il ruolo nell’organizzazione criminale oggetto dell’indagine Makina, di un ulteriore  soggetto all’epoca dei fatti latitante, arrestato nell’agosto del 2019 in provincia di Messina, ritenuto esponente di spicco della cosca GALLACE di Guardavalle, nel catanzarese. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare che il  gruppo criminale disponessero di una struttura perfettamente organizzata, in grado di attingere a notevoli risorse economiche e capace di pianificare e gestire il trasporto, anche oltreoceano, di ingentissimi “carichi” di cocaina, provenienti dal Sud America. Nel corso delle indagini sono emerse, tra l’altro, le modalità attraverso le quali i sodali comunicavano tra loro. In particolare, i contatti e le comunicazioni, avvenivano inoltre attraverso l’utilizzo di telefoni cellulari “criptati”, non intercettabili dalle forze di Polizia. Gli apparecchi in questione utilizzavano del traffico telematico criptato, prodotto per mezzo di messaggi email transitanti su specifici server situati in paesi esteri, la cui individuazione è risultata estremante difficile. Sono emersi gravi indizi a carico del sodalizio, nei cui confronti l’Autorità Giudiziaria di Venezia ha emesso dodici misure cautelari  – otto O.C.C.C., due AA.DD. e due obblighi di dimora e di presentazione alla P.G. – da tempo radicato nella provincia vicentina, era dedito all’importazione di cocaina dal Sud America ed alla vendita di partite di droga alla malavita locale. Nell’ambito di questa attività investigativa, la Guardia di Finanza di Vicenza  – Nucleo di Polizia Economico Finanziaria – ha svolto specifici ed accurati accertamenti sui patrimoni degli indagati. Conseguentemente nella giornata odierna, nel medesimo contesto operativo, così come disposto dal G.I.P. di Venezia nel provvedimento cautelare, è stata data esecuzione alla misura del sequestro preventivo, ai fini della confisca, di denaro, beni o altre utilità nella disponibilità di alcuni indagati, per un controvalore di circa 246.000. Vicenza, 4 febbraio 2021.””””

 

 

 

 

 

     Il Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica sicurezza, ha pubblicato  la Relazione al Parlamento  sull’attività delle forze di polizia, sullo stato   dell’ordine e della sicurezza  pubblica e sulla criminalità organizzata anno 2019  (nel sito del Ministero dell’Interno anche le Relazioni riferite agli anni precedenti)  nella quale, come indicato nella Premessa∗ – che, di seguito, si riporta integralmente- si fa rinvio, tra l’altro,  alla Relazione annuale D.C.S.A. 2020  su dati 2019,   per gli approfondimenti sulla complessa fenomenologia relativa al traffico di stupefacenti.

PREMESSA∗

“”””L’unito abstract riporta elementi informativi di sintesi, riferiti al 2019, sull’operatività in Italia delle organizzazioni criminali di tipo mafioso e dei sodalizi stranieri, ai sensi dell’art 109 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159  (Relazione annuale sulla criminalità organizzata).  Con particolare riguardo alle matrici autoctone, vengono compendiati i dati relativi all’azione di contrasto svolta dalle Forze di Polizia nel periodo 2017-2019 mentre nei report allegati sono contenuti i quadri regionali e provinciali della criminalità organizzata, che enucleano specifiche operazioni di polizia giudiziaria  concluse nell’anno in esame nei differenti contesti territoriali. Gli scenari evolutivi della minaccia legati alla pandemia da Covid-19, pur se afferenti al 2020, sono stati tenuti in considerazione in una specifica sezione del   presente elaborato di sintesi.  Per offrire un panorama completo delle dinamiche criminali sono unite al  presente documento anche le Relazioni semestrali al Parlamento sull’attività svolta ed i risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia nel 2019 nonché la  Relazione della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, edizione 2020. L’edizione 2019 della Relazione sull’attività delle forze di polizia e sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica (ex art. 113 della legge 1° aprile 1981, n. 121) si  compone delle unite Relazioni delle Forze di Polizia e degli Organismi interforze del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.  Dal patrimonio complessivo fornito sono stati estrapolati gli spunti analitici per elaborare i focus contenuti nell’abstract sulla minaccia eversiva, sul fenomeno migratorio, su tematiche connesse alla gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica. L’analisi dell’andamento della delittuosità e dell’azione di contrasto svolta dalle Forze di Polizia è stata sviluppata valorizzando le informazioni contenute nella Banca Dati Interforze. Inoltre, sono stati inseriti nel presente opuscolo unanalisi criminologica della violenza di genere (ex art. 3, comma 3, del decreto legge 14 agosto 2013, n. 93 convertito con modificazioni nella legge 15 ottobre 2013, n. 119) ed un report dedicato agli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali (art. 4 del Decreto del Ministro dell’Interno, datato 17 gennaio 2018, che definisce la composizione dell’“Osservatorio sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali”, costituito con la legge 3 luglio 2017, n. 105).””””

 

Comunicato stampa apertura progetto “Rotta del  sud” ( tragitto  di transito dell’eroina, alternativo alla “rotta balcanica”)

“”Nella mattinata odierna, si è tenuto,  in videocollegamento, alla presenza del Vice Capo della Polizia-Direttore Centrale della Polizia Criminale, Prefetto Vittorio Rizzi, l’evento di apertura del progetto “Rotta del sud”, iniziativa promossa dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, nell’ambito dell’Accordo di collaborazione -Icarus con il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri.  Il progetto è teso a rafforzare la cooperazione ed il coordinamento tra i Paesi dell’area sud-orientale dell’Africa (Kenya, Madagascar, Mauritius, Mozambico, Somalia, Sud Africa, Tanzania ed Uganda) interessati dalla direttrice di traffico che, dopo aver attraversato Iran, Pakistan o India, porta l’eroina afgana in Europa e in Italia. L’iniziativa, grazie all’intervento diretto della D.C.S.A. e la collaborazione di Interpol, prevede un più intenso scambio informativo e di buone prassi con le forze di polizia degli Stati interessati e lo svolgimento di visite di studio ed attività di formazione. È’ previsto anche uno scambio di dati statistici relativi al fenomeno del consumo per disporre di efficaci strumenti di conoscenza sulla diffusione delle droghe nei paesi aderenti all’iniziativa.  Al progetto partecipano altresì la Direzione Centrale della Polizia Criminale (Servizio per la cooperazione internazionale di polizia) e il Segretariato Generale Interpol Lione (Criminal Networks Sub Directorate).

Il Prefetto Vittorio Rizzi, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, nell’aprire i lavori, ha evidenziato: “Il traffico di sostanze stupefacenti è certamente il reato transnazionale più diffuso al mondo; la droga viene prodotta in un Paese, trafficata attraversando continenti e consumata in ogni parte del mondo, con fiumi di denaro guadagnati sulla pelle delle persone che vanno ad inquinare l’economia sana attraverso il riciclaggio. L’unica strada per contrastare efficacemente una piaga di proporzioni mondiali è l’alleanza tra le forze di polizia. E oggi lavoriamo insieme sulle rotte del traffico di eroina provenienti dal Sud, che coinvolgono l’Italia come destinazione finale o di transito, grazie alla cooperazione internazionale di polizia assicurata da Interpol e lo scambio di informazioni con il law enforcement dei Paesi dell’Africa Sud-orientale”.

Nel suo intervento, il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga, Generale Antonino Maggiore, ha sottolineato l’importanza strategica della collaborazione avviata con i Paesi africani della costa orientale per migliorare il contrasto al traffico di eroina di provenienza Afgana in transito verso l’Europa, da realizzare attraverso un più intenso ed efficace scambio di informazioni e di esperienze operative.       

La delegazione del Segretariato Generale di Interpol  ha sottolineato la necessità di fornire un supporto concreto ai Paesi lungo la c.d. Southern Route (rotta del sud dell’eroina), evidenziando l’importanza della raccolta dei dati e la loro analisi, affiancata da indagini di tipo finanziario. Ha, inoltre, incoraggiato tutti a partecipare con dedizione e passione a questo importante progetto. 

I Paesi africani invitati hanno aderito all’evento, con delegati di alto profilo, che hanno mostrato vivo entusiasmo ed un approccio propositivo verso l’iniziativa, ribadendo l’importanza dello scambio informativo e della mutua assistenza e fiducia reciproca.””                                     

In particolare, il Direttore dell’Ufficio Organized and Emerging Crimes, dello stesso Segretariato Generale di Interpol -Lione-, Ilana De Wild, ha sottolineato che “è solo attraverso un intenso scambio internazionale di informazioni tra noi che sarà possibile comprendere la dimensione di questo contesto criminale e distruggere il traffico di eroina attraverso questa rotta del Sud” (“it is only through an intensified international exchange of information among us that we will be in a position to grasp the extent of this criminal issue and disrupt the trafficking of heroin through this Southern route.”).

 

Copyright@2019 DCSA | All Rights Reserved