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Nell’ambito della cooperazione internazionale antidroga si è conclusa ieri, con l’esecuzione di 12 misure cautelari emesse dall’A.G.  veneziana,  l’Operazione ” Makina”, avviata nel 2017 e condotta dalle Squadre Mobili di Vicenza, Venezia e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, in collaborazione con le polizie croata e slovena, diretta dalla D.D.A. di Venezia e con il coordinamento operativo della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. La complessa  attività ha permesso di sequestrare circa 500 kg , tramite una consegna controllata internazionale e di  disarticolare il gruppo criminale responsabile.  Inoltre, nello stesso contesto operativo,  la Guardia di Finanza di Vicenza, ha svolto  accurati accertamenti  patrimoniali consentendo la contestuale esecuzione del sequestro preventivo, ai fini della confisca, di denaro, beni o altre utilità nella disponibilità di alcuni indagati, per un controvalore di circa 246.000 euro.

OPERAZIONE MAKINA  Comunicato Stampa :

“””” La Polizia di Stato  ha portato a termine una vasta operazione contro il traffico internazionale di stupefacenti. Le indagini condotte dalle Squadre Mobili di Vicenza, di Venezia ed il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, hanno portato all’esecuzione di 12 misure di custodia cautelare, disposte dall’Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Venezia nei confronti di persone gravate da indizi di colpevolezza di traffico di stupefacenti, in particolare dell’importazione di ingenti quantitativi di cocaina da Sud America. L’operazione Makina, questo il nome dato alla complessa ed articolata indagine, ha avuto luogo prevalentemente in provincia di Vicenza, in particolare nel comune di Montecchio Maggiore, ove risiedono molti degli indagati destinatari delle misure cautelari, mentre altri si trovavano, al momento dell’esecuzione dei provvedimenti, in provincia di Reggio Calabria, ad Africo, ed in provincia di Trento. Oltre all’esecuzione delle misure cautelari emesse dall’Autorità Giudiziaria di Venezia, sono state eseguite numerose perquisizioni domiciliari sia nei confronti degli indagati, che di diversi soggetti, emersi nel corso delle indagini, e legati agli indagati per traffici di natura illecita, in particolare per spaccio di stupefacenti. Per la complessità e la portata dell’operazione, l’odierna attività di polizia giudiziaria ha richiesto anche la collaborazione e l’impiego, nella fase esecutiva, di numerosi agenti della Polizia di Stato provenienti dalle Squadre Mobili di Verona, Padova, Trento, Trieste, Treviso, Belluno, Pordenone e  Ferrara, dal Reparto Volo di Venezia, dal Reparto Prevenzione Crimine di Padova e da unità cinofile antidroga inviate dal Sevizio Reparti Speciali della Polizia di Stato. Le indagini dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia, sono state avviate all’inizio del 2017, dopo che le autorità croate avevano segnalato, l’arrivo di un container, al porto di Rijeka, proveniente dal Perù che, dopo aver transitato per la Slovenia, sarebbe successivamente giunto in Italia attraverso il valico di confine italiano di Fernetti (TS).  La Polizia croata aveva rinvenuto, all’interno del container, circa 480 chilogrammi di cocaina. Tutta la droga, divisa in 456 panetti, era stata ingegnosamente nascosta in una cavità appositamente ricavata all’interno di un macchinario per la produzione di laminati, poi termosaldata, in modo da poter eludere eventuali controlli sia da parte delle autorità doganali che di quelle di Polizia. Una volta rinvenuta l’ingentissima quantità di stupefacente, si è quindi proceduto, con la collaborazione delle autorità croate, di quelle slovene e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, ad eseguire una consegna controllata internazionale, lasciando all’interno del container circa 2 chili di cocaina rispetto ai restanti 478, già sequestrati. Grazie alle tempestive indagini, veniva individuato il Destinatario finale del “carico illecito” in un soggetto originario e residente in provincia di Vicenza. Gravi indizi di colpevolezza sono emersi per aver organizzato assieme a quelli che successivamente sarebbero stati individuati come i componenti del sodalizio criminale, il trasporto della laminatrice a bordo di un camion, al cui interno dovevano essere nascosti 480 chili di cocaina, in un’azienda con sede nel vicentino, a Schio. Una volta giunto in provincia di Vicenza, il camion veniva fermato e accuratamente perquisito dagli agenti della Polizia di Stato ed al suo interno venivano rinvenuti, dentro la macchina laminatrice, due chili di cocaina, rispettivamente divisi in due panetti. L’uomo veniva, quindi, arrestato in flagranza di reato. Le immediate e successive attività investigative, dirette ad individuare e disarticolare il gruppo criminale responsabile, tra l’altro, del tentato ingresso in Italia di quasi mezza tonnellata di cocaina,  sono state avviate e condotte anche attraverso il ricorso a numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali, analisi di tabulati, traffici telefonici e sistemi di videosorveglianza, nonché pedinamenti e servizi di osservazione. Grazie alle indagini dirette dalla D.D.A di Venezia, gli investigatori della Squadra Mobile e del Servizio Centrale Operativo, sono riusciti ad acquisire e cristallizzare significativi indizi  nei confronti di un sodalizio criminale con base operativa in provincia di Vicenza, a Montecchio Maggiore. Le indagini hanno evidenziato il coinvolgimento ed il ruolo nell’organizzazione criminale oggetto dell’indagine Makina, di un ulteriore  soggetto all’epoca dei fatti latitante, arrestato nell’agosto del 2019 in provincia di Messina, ritenuto esponente di spicco della cosca GALLACE di Guardavalle, nel catanzarese. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare che il  gruppo criminale disponessero di una struttura perfettamente organizzata, in grado di attingere a notevoli risorse economiche e capace di pianificare e gestire il trasporto, anche oltreoceano, di ingentissimi “carichi” di cocaina, provenienti dal Sud America. Nel corso delle indagini sono emerse, tra l’altro, le modalità attraverso le quali i sodali comunicavano tra loro. In particolare, i contatti e le comunicazioni, avvenivano inoltre attraverso l’utilizzo di telefoni cellulari “criptati”, non intercettabili dalle forze di Polizia. Gli apparecchi in questione utilizzavano del traffico telematico criptato, prodotto per mezzo di messaggi email transitanti su specifici server situati in paesi esteri, la cui individuazione è risultata estremante difficile. Sono emersi gravi indizi a carico del sodalizio, nei cui confronti l’Autorità Giudiziaria di Venezia ha emesso dodici misure cautelari  – otto O.C.C.C., due AA.DD. e due obblighi di dimora e di presentazione alla P.G. – da tempo radicato nella provincia vicentina, era dedito all’importazione di cocaina dal Sud America ed alla vendita di partite di droga alla malavita locale. Nell’ambito di questa attività investigativa, la Guardia di Finanza di Vicenza  – Nucleo di Polizia Economico Finanziaria – ha svolto specifici ed accurati accertamenti sui patrimoni degli indagati. Conseguentemente nella giornata odierna, nel medesimo contesto operativo, così come disposto dal G.I.P. di Venezia nel provvedimento cautelare, è stata data esecuzione alla misura del sequestro preventivo, ai fini della confisca, di denaro, beni o altre utilità nella disponibilità di alcuni indagati, per un controvalore di circa 246.000. Vicenza, 4 febbraio 2021.””””

 

 

 

 

 

     Il Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica sicurezza, ha pubblicato  la Relazione al Parlamento  sull’attività delle forze di polizia, sullo stato   dell’ordine e della sicurezza  pubblica e sulla criminalità organizzata anno 2019  (nel sito del Ministero dell’Interno anche le Relazioni riferite agli anni precedenti)  nella quale, come indicato nella Premessa∗ – che, di seguito, si riporta integralmente- si fa rinvio, tra l’altro,  alla Relazione annuale D.C.S.A. 2020  su dati 2019,   per gli approfondimenti sulla complessa fenomenologia relativa al traffico di stupefacenti.

PREMESSA∗

“”””L’unito abstract riporta elementi informativi di sintesi, riferiti al 2019, sull’operatività in Italia delle organizzazioni criminali di tipo mafioso e dei sodalizi stranieri, ai sensi dell’art 109 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159  (Relazione annuale sulla criminalità organizzata).  Con particolare riguardo alle matrici autoctone, vengono compendiati i dati relativi all’azione di contrasto svolta dalle Forze di Polizia nel periodo 2017-2019 mentre nei report allegati sono contenuti i quadri regionali e provinciali della criminalità organizzata, che enucleano specifiche operazioni di polizia giudiziaria  concluse nell’anno in esame nei differenti contesti territoriali. Gli scenari evolutivi della minaccia legati alla pandemia da Covid-19, pur se afferenti al 2020, sono stati tenuti in considerazione in una specifica sezione del   presente elaborato di sintesi.  Per offrire un panorama completo delle dinamiche criminali sono unite al  presente documento anche le Relazioni semestrali al Parlamento sull’attività svolta ed i risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia nel 2019 nonché la  Relazione della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, edizione 2020. L’edizione 2019 della Relazione sull’attività delle forze di polizia e sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica (ex art. 113 della legge 1° aprile 1981, n. 121) si  compone delle unite Relazioni delle Forze di Polizia e degli Organismi interforze del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.  Dal patrimonio complessivo fornito sono stati estrapolati gli spunti analitici per elaborare i focus contenuti nell’abstract sulla minaccia eversiva, sul fenomeno migratorio, su tematiche connesse alla gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica. L’analisi dell’andamento della delittuosità e dell’azione di contrasto svolta dalle Forze di Polizia è stata sviluppata valorizzando le informazioni contenute nella Banca Dati Interforze. Inoltre, sono stati inseriti nel presente opuscolo unanalisi criminologica della violenza di genere (ex art. 3, comma 3, del decreto legge 14 agosto 2013, n. 93 convertito con modificazioni nella legge 15 ottobre 2013, n. 119) ed un report dedicato agli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali (art. 4 del Decreto del Ministro dell’Interno, datato 17 gennaio 2018, che definisce la composizione dell’“Osservatorio sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali”, costituito con la legge 3 luglio 2017, n. 105).””””

 

Comunicato stampa apertura progetto “Rotta del  sud” ( tragitto  di transito dell’eroina, alternativo alla “rotta balcanica”)

“”Nella mattinata odierna, si è tenuto,  in videocollegamento, alla presenza del Vice Capo della Polizia-Direttore Centrale della Polizia Criminale, Prefetto Vittorio Rizzi, l’evento di apertura del progetto “Rotta del sud”, iniziativa promossa dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, nell’ambito dell’Accordo di collaborazione -Icarus con il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri.  Il progetto è teso a rafforzare la cooperazione ed il coordinamento tra i Paesi dell’area sud-orientale dell’Africa (Kenya, Madagascar, Mauritius, Mozambico, Somalia, Sud Africa, Tanzania ed Uganda) interessati dalla direttrice di traffico che, dopo aver attraversato Iran, Pakistan o India, porta l’eroina afgana in Europa e in Italia. L’iniziativa, grazie all’intervento diretto della D.C.S.A. e la collaborazione di Interpol, prevede un più intenso scambio informativo e di buone prassi con le forze di polizia degli Stati interessati e lo svolgimento di visite di studio ed attività di formazione. È’ previsto anche uno scambio di dati statistici relativi al fenomeno del consumo per disporre di efficaci strumenti di conoscenza sulla diffusione delle droghe nei paesi aderenti all’iniziativa.  Al progetto partecipano altresì la Direzione Centrale della Polizia Criminale (Servizio per la cooperazione internazionale di polizia) e il Segretariato Generale Interpol Lione (Criminal Networks Sub Directorate).

Il Prefetto Vittorio Rizzi, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, nell’aprire i lavori, ha evidenziato: “Il traffico di sostanze stupefacenti è certamente il reato transnazionale più diffuso al mondo; la droga viene prodotta in un Paese, trafficata attraversando continenti e consumata in ogni parte del mondo, con fiumi di denaro guadagnati sulla pelle delle persone che vanno ad inquinare l’economia sana attraverso il riciclaggio. L’unica strada per contrastare efficacemente una piaga di proporzioni mondiali è l’alleanza tra le forze di polizia. E oggi lavoriamo insieme sulle rotte del traffico di eroina provenienti dal Sud, che coinvolgono l’Italia come destinazione finale o di transito, grazie alla cooperazione internazionale di polizia assicurata da Interpol e lo scambio di informazioni con il law enforcement dei Paesi dell’Africa Sud-orientale”.

Nel suo intervento, il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga, Generale Antonino Maggiore, ha sottolineato l’importanza strategica della collaborazione avviata con i Paesi africani della costa orientale per migliorare il contrasto al traffico di eroina di provenienza Afgana in transito verso l’Europa, da realizzare attraverso un più intenso ed efficace scambio di informazioni e di esperienze operative.       

La delegazione del Segretariato Generale di Interpol  ha sottolineato la necessità di fornire un supporto concreto ai Paesi lungo la c.d. Southern Route (rotta del sud dell’eroina), evidenziando l’importanza della raccolta dei dati e la loro analisi, affiancata da indagini di tipo finanziario. Ha, inoltre, incoraggiato tutti a partecipare con dedizione e passione a questo importante progetto. 

I Paesi africani invitati hanno aderito all’evento, con delegati di alto profilo, che hanno mostrato vivo entusiasmo ed un approccio propositivo verso l’iniziativa, ribadendo l’importanza dello scambio informativo e della mutua assistenza e fiducia reciproca.””                                     

In particolare, il Direttore dell’Ufficio Organized and Emerging Crimes, dello stesso Segretariato Generale di Interpol -Lione-, Ilana De Wild, ha sottolineato che “è solo attraverso un intenso scambio internazionale di informazioni tra noi che sarà possibile comprendere la dimensione di questo contesto criminale e distruggere il traffico di eroina attraverso questa rotta del Sud” (“it is only through an intensified international exchange of information among us that we will be in a position to grasp the extent of this criminal issue and disrupt the trafficking of heroin through this Southern route.”).

 

Questa mattina presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati si sono svolte le audizioni informali, in videoconferenza, per l’esame delle proposte di legge  AC 2160 Molinari  e AC 2307 Magi  in materia di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope nei casi di lieve entità. Sono stati ascoltati il dott. Federico Cafiero De Raho, Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo, il Gen. D. G. di F. Antonino Maggiore, Direttore di questa D.C.S.A. e il dott. Mauro Palma, Garante dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale. Le proposte di legge esaminate intervengono sul sistema sanzionatorio penale ed amministrativo per i reati di lieve entità in materia di sostanze stupefacenti e sull’annoso tema della depenalizzazione per la coltivazione della cannabis ad uso personale. Nel suo intervento, il Direttore Centrale per i servizi antidroga, ha illustrato l’impatto che le modifiche proposte potrebbero determinare sull’azione di contrasto al narcotraffico svolta dalle Forze di Polizia.

Guarda video intervento Direttore D.C.S.A.

Dal 1° al 4 dicembre 2020 si è svolto il 9° “Corso Drug on line” – in modalità on lineorganizzato dalla Sezione Corsi di Addestramento e Formazione di questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e destinato al personale delle Forze di Polizia nazionali, impiegato nel settore del contrasto al traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope e specializzato nello specifico ambito. All’attività formativa hanno partecipato 19 operatori, appartenenti alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, al Corpo della Guardia di Finanza ed alla Polizia Penitenziaria, impiegati in reparti territoriali, oltre a 2 unità in servizio presso la D.C.S.A.. Durante il Corso si è affrontata la tematica specifica dell’azione di contrasto ai traffici illeciti di sostanze stupefacenti, di NPS (Nuove Sostanze Psicoattive) e di precursori,  sul web ufficiale e sul deep web.

Sono stati approfonditi gli aspetti riguardanti i nuovi strumenti di pagamento elettronico, la moneta virtuale e le diverse forme di riciclaggio di denaro, proveniente dai narcotraffici. 

 La novità di questa tipologia di narcotraffico nel web, traffico reale ma con transazioni in modalità “virtuale”, impone un approccio nuovo alle indagini antidroga del settore; per questo, nel Corso, è stata data particolare attenzione alle tecniche di indagine per la ricostruzione dei regolamenti finanziari, l’home banking e le transazioni on line, sono stati sviluppati il digital e cloud forensicil deep web, il black market, il web intelligence ed approfondite le tecniche investigative e gli strumenti informatici per navigare in sicurezza nella darknet. D.C.S.A.   

L ’attività didattica si è conclusa con l’illustrazione delle specifiche competenze in materia dell’ Ufficio di coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia, del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni  ( della Direzione Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato) e della Sezione drug@online della D.C.S.A

 

 

 

Nelle prime ore di questa mattina, 13 novembre, la Squadra Mobile di Grosseto, a conclusione di una attività investigativa ha dato esecuzione alle ordinanze di misura cautelare – 5 provvedimenti di custodia cautelare in carcere e 2 arresti domiciliari- con la collaborazione delle omologhe di Napoli e Potenza, per traffico di stupefacenti.  Sono stati sottoposti a provvedimento restrittivo in totale 4 soggetti (2 italiani  alla custodia cautelare  in carcere e 2 dominicani agli  arresti domiciliari),  mentre 3 persone  (due venezuelani ed un italiano) sono  ancora ricercate per esecuzione di provvedimento restrittivo, a livello europeo ed internazionale. Le misure cautelari sono state emesse dal locale Tribunale, all’esito di articolate indagini, avviate a fine  2019 dalla Squadra Mobile della Questura di Grosseto, con il raccordo investigativo della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga e coordinate dalla locale Procura della Repubblica.  L’attività  investigativa scaturiva da un omicidio e da un tentato omicidio, con arma da fuoco, di due cittadini senegalesi, nel contesto di un traffico di stupefacenti (tragico epilogo  di una “compravendita” di più di 2 kg di cocaina ). Una prima fase dell’indagine aveva già consentito l’arresto dell’autore di tali fatti – cittadino dominicano– e di altri personaggi coinvolti, mentre proseguiva  lo sviluppo dell’attività antidroga, con l’identificazione di ulteriori soggetti coinvolti in un traffico internazionale di cocaina, proveniente dalla Colombia. Le successive indagini, infatti, hanno permesso di  ricostruire le modalità di “immissione” sul territorio grossetano di un ingente quantità di cocaina. Dalle attività investigative svolte è emerso, infatti, che la sostanza stupefacente oggetto della compravendita- da cui erano scaturiti  l’omicidio e il tentato omicidio- risultava essere una parte di quella arrivata direttamente a Grosseto dalla Colombia nel periodo novembre/dicembre 2019  e consegnata all’omicida; si tratta di circa 5 Kg di cocaina pura, in gran parte liquida, trasportata da corrieri, la gran parte arrivati in aereo a Fiumicino. Dalle indagini è, inoltre, chiaramente emerso anche il ruolo di un cittadino italiano e di due cittadini venezuelani, di cui uno fungeva da supervisore della regolarità della compravendita per conto di alcuni narcotrafficanti colombiani, mentre l’altro- oltre ad aver portato parte dello stupefacente all’autore dell’omicidio- trasformava la cocaina liquida in polvere a Grosseto, poi tagliata in loco e destinata allo spaccio al minuto.

In particolare, è risultato che, dopo essere stata tagliata, una parte consistente della cocaina (pari a 4 Kg), è stata ceduta, grazie all’intermediazione di un cittadino italiano residente a Grosseto, ad alcuni connazionali residenti in Campania ed in Basilicata. 

Sono emerse, altresì, responsabilità in ordine ad un’attività di spaccio al minuto di cocaina nei confronti di due cittadini domenicani, domiciliati nella città di Grosseto. Nel corso delle indagini sono state complessivamente arrestate per vario titolo nr. 9 persone e sono stati complessivamente sequestrati gr. 90,55 di  cocaina.

Questa D.C.S.A., oltre  al consueto coordinamento  nazionale ed internazionale, con la segnalazione  di convergenze investigative, ha fornito un  importante contributo info-operativo alle indagini tramite  gli Esperti  per la Sicurezza  a Bogotà (Colombia)  e Caracas (Venezuela),  interessati per la localizzazione di alcuni soggetti e l’acquisizione di  materiale di rilevante  interesse investigativo.   

 Comunicato stampa

                

                 

Si è conclusa ieri, 11 novembre,  la sessione formativa di due giorni sul tema “Droghe Sintetiche e Nuove Sostanze Psicoattive: Caratteristiche e classificazione, normativa di riferimento e sistemi di contrasto”, organizzata- a causa della perdurante situazione di emergenza sanitaria- in modalità webinar, da questa Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, in collaborazione con il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. All’iniziativa  formativa, svolta nell’ambito del Progetto Hermes  (sviluppato da D.C.S.A. e D.P.A.) , hanno partecipato  Funzionari ed Ufficiali delle forze di polizia (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria), quotidianamente impegnati nel contrasto al narcotraffico, sia nelle unità centrali specializzate nel coordinamento operativo antidroga che sul territorio. Obiettivo di questo primo corso nazionale: fornire un quadro di analisi aggiornato e completo su diversi aspetti del fenomeno, ovvero sulla crescente diffusione delle droghe sintetiche e delle Nuove Sostanze Psicoattive -NSP- che stanno invadendo il mercato illegale degli stupefacenti, soprattutto attraverso il webmarket; sulle metodologie di  prevenzione, riconoscimento e contenimento degli effetti nocivi per la salute, purtroppo  poco noti e, talvolta, anche letali, attraverso l’utilizzo del costante monitoraggio, dei sistemi di allerta e  di classificazione normativa delle nuove sostanze di sintesi; sulle nuove strategie investigative efficaci per contrastarne la produzione ed il traffico.  Si tratta di un problema complesso ed inquietante che rimane all’attenzione degli operatori di polizia e di numerose altre componenti istituzionali e sociali. I frequentatori hanno evidenziato il  grande interesse suscitato dai diversi moduli didattici, dedicati a specifici approfondimenti in materia e svolti, a titolo gratuito, da qualificati ed autorevoli esperti nel settore. I relatori intervenuti,  tra i massimi esperti della materia a livello nazionale e internazionale, appartengono   a Istituzioni centrali , quali il D.P.A., il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, al mondo universitario e  alle Forze di polizia, impegnate in prima linea sul fronte investigativo antidroga , oltre che alla D.C.S.A., per le funzioni di indirizzo, coordinamento  e supporto operativo alle  stesse attività.  L’attività formativa svolta rappresenta  lo sforzo congiunto con cui prosegue il costante contrasto – a vari livelli- al devastante fenomeno della produzione, del traffico e del consumo di sostanze stupefacenti.

                  

               

                

               

 

 

 

 

 

 

 

             

Campione sequestrato di MDMA  (3,4-metilenediossimetanfetamina)

 

 

 

 

 

 

  Struttura MDMA

  Campione sequestrato di LSD

Struttura LSD

 

 

Grande successo  contro i traffici illeciti con i  Joint Action Days (JADS), svolti dal 24 al 27 settembre scorso in 34 Paesi-  con il coordinamento di  Europol  –dettagli nel comunicato stampa  – e  focalizzati su su tre fenomeni criminali in particolare: l’immigrazione clandestina, il traffico illegale di armi da fuoco  ed il narcotraffico – priorità fondamentali dell’EMPACT (European Multi-disciplinary Platform Against Criminal Threats), la piattaforma europea in cui, attraverso piani operativi annuali, viene data concreta attuazione all’azione di contrasto alle minacce ritenute prioritarie in ambito europeo-. In Italia, la vasta operazione congiunta ha coinvolto la Guardia di Finanza, in collaborazione con l’Agenzia dei Monopoli e delle Dogane, diverse specializzazioni della Polizia di Stato nei rispettivi ambiti di competenza (settore doganale, dell’immigrazione e delle frontiere, dei servizi antidroga e antiterrorismo) e articolazioni interforze come la Direzione centrale per i servizi antidroga e il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia. Complessivamente sono stati impiegati quasi 4.000 operatori che hanno controllato oltre 120.000 persone e 4.000 veicoli, con 40 arresti e sequestro di oltre 50 chili di sostanze stupefacenti. Il Vice Capo della Polizia e Direttore della Criminalpol, Prefetto Vittorio Rizzi, ha così commentato l’attività: “la sicurezza non si è mai fermata per il Covid-19. La rete della cooperazione internazionale di polizia è forte e attiva perché solo unendo informazioni ed operatività di tutti i Paesi possiamo combattere un crimine che è sempre più transnazionale”.

Questa D.C.S.A.-membro della piattaforma EMPACT-  ha partecipato ai JADS  fornendo il proprio contributo di tipo informativo e di intelligence,  per i profili connessi al narcotraffico internazionale.

 

 

 

 

 

A febbraio scorso si è svolta la due giorni di  lavoro, organizzata in sinergia fra questa Direzione Centrale per  Servizi Antidroga ed il  Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha riunito i responsabili di vertice delle Agenzie Antidroga dei Paesi maggiormente interessati al contrasto al narcotraffico, alla produzione di droghe ed alle principali rotte di trasporto, oltre a magistrati italiani e stranieri e rappresentanti di vertice delle principali organizzazioni internazionali.

L’evento  ha permesso il confronto diretto fra i partecipanti, facilitando l’analisi aperta e costruttiva delle molteplici difficoltà operative la condivisione di buone prassi, al fine di giungere a risultati di sempre maggiore efficacia, in cooperazione, nell’attività di prevenzione e contrasto antidroga ed ha tracciato le linee programmatiche di impegno comune, enunciate nella  Dichiarazione conclusiva sugli esiti   

Dell’iniziativa, che ha riscosso molto successo a livello nazionale ed internazionale, si pubblica un compendio dei lavori, in lingua italiana ed inglese, realizzato da questa D.C.S.A.

             All’alba di martedi scorso, 15 settembre, la Polizia di StatoSquadra Mobile di FirenzeServizio Centrale Operativo – in collaborazione con altre Squadre Mobili sul territorio e con le polizie degli Stati della Unione Europea interessati e la polizia albanese, hanno dato esecuzione  ad una serie di misure cautelari in carcere, disposte dalla locale A.G., nei confronti di 30 cittadini albanesi, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di droga.  Le fasi finali della maxi operazione internazionale antidroga si sono sviluppate nelle città di Firenze, Genova, Modena, Pisa e Lucca ed in vari Paesi esteri tra i quali l’Albania, il Belgio, gli Emirati Arabi Uniti, la Germania, la Grecia, l’Olanda, la Romania, l’Ungheria e l’Ecuador.  L’articolata ed approfondita inchiesta, coordinata  dalla Procura della Repubblica di Firenze,  ha permesso di  ricostruire le dinamiche di un “cartello” albanese denominato KOMPANIA BELLO , dedito all’importazione dal Sudamerica di enormi partite di cocaina, finanziate da importanti gruppi di narcotrafficanti operanti in tutta Europa. Per gli inquirenti, il “cartello” avrebbe gestito una considerevole parte di traffico di cocaina in Europa (il gruppo marchiava la  “propria” droga con un caratteristico logo  – il nome “BELLO” – impresso sui panetti),  basando la propria struttura su un’organizzazione parallela a quella dei grandi cartelli sudamericani e costituendo, in ambito europeo, l’indiscusso ed apicale punto di riferimento per i gruppi albanesi specializzati nel traffico di droga. Dalle accurate indagini, condotte dagli investigatori fiorentini con l’ indispensabile e preziosa collaborazione internazionale  di polizia e giudiziaria, sono emerse le dinamiche criminali del sodalizio, ramificato, oltre che in Italia anche in Olanda, Ecuador, Austria, Svizzera, Francia, Norvegia, Turchia, Germania e Belgio, dotato di grandi disponibilità economiche e logistiche ed i cui appartenenti si contraddistinguono per determinazione e spietatezza. La complessa attività investigativa è stata effettuata nell’ambito di un Joint Investigation Team, costituito da personale del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile di Firenze, della F.I.N.E.C. olandese e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga -che ha altresì fornito supporto informativo e tecnico-, con partecipazione esterna della N.C.A. inglese ed il coordinamento di EUROJUST ed EUROPOL, anche attraverso il lavoro del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale.  Nel corso delle  fasi dell’ attività era già stato smantellato, per la parte olandese dell’inchiesta, uno dei gruppi del cartello ed erano state arrestate complessivamente 84 persone in Italia, nei Paesi Bassi ed anche in Ecuador, Gran Bretagna, Svizzera, Germania,  sequestrate quasi 4 tonnellate di cocaina e recuperati oltre 5,5 milioni di euro Le indagini, avviate nel 2015, grazie agli elementi emersi da una precedente attività nei confronti di alcuni cittadini albanesi, indagati per sfruttamento della prostituzione e dediti, anche, al traffico ingente di sostanze stupefacenti, si erano inizialmente concentrate su una parte dell’associazione albanese operante a Firenze, Roma e Modena, che utilizzava come standard di comunicazione l’applicativo messanger di Blackberry per la conduzione dei traffici. Agli inizi dell’operazione, la  Squadra Mobile di Firenze operò  il primo importante sequestro di droga dell’inchiesta: 9 chili di eroina scoperti nel bagagliaio di un’utilitaria sull’A1: la droga- circa un milione di euro di valore-  comprata in Svizzera era diretta al mercato fiorentino; le indagini erano poi proseguite per risalire alla fitta rete di fiancheggiatori e ai canali di rifornimento. La complessa attività di intercettazione telematica della messaggistica criptata e l’analisi del traffico telefonico hanno fatto emergere la complessità dell’organizzazione in tutta Europa e permesso di ricostruire la rete di distribuzione della droga nonché la struttura del “cartello”.  L’indagine, condotta in cooperazione internazionale, utilizzando innovative tecniche investigative anche per via rogatoriale e  lo prezioso strumento del Joint Investigation Team, ha permesso  di  “risalire” i livelli criminali,  facendo emergere la complessità dell’organizzazione, la struttura del “cartello” e l’ampiezza della rete di distribuzione della droga. L’associazione criminale era in grado di reperire ingenti quantità di cocaina -acquistata direttamente dai “Narcos” ecuadoriani- e di smerciare droga in tutta Europa, grazie al capo del gruppo- un albanese di 40 anni- che,  in contatto con i fornitori, organizzava le spedizioni di droga – sfruttando le rotte navali commerciali per l’Europa- , ne curava trasporto e  distribuzione  nei Paesi di destinazione finale – a mezzo veicoli dotati di doppifondi per l’occultamento- , dava disposizioni ai suoi complici in Albania, Italia e Olanda, seguendo poi, infine, investimenti e profitti dell’attività criminale.   Secondo le indagini, parte dei proventi derivati dalla vendita della cocaina era destinata al pagamento delle spese legali in caso di arresto degli associati e al mantenimento dei loro familiari; agli appartenenti al gruppo criminale sarebbe stato imposto il vincolo dell’omertà, pena gravi ritorsioni anche ai familiari da parte dell l’organizzazione  che avrebbe anche disposto di sicari per ordinare omicidi vendette  contro eventuali collaboratori di giustizia.

                  Questa D.C.S.A. nelle varie fasi delle indagini ha svolto il proprio coordinamento nazionale ed internazionale, sviluppato con moltissimi Paesi coinvolti – Olanda,  Germania, Macedonia del Nord, Spagna, Gran Bretagna, Austria Belgio, Francia  Svizzera , Albania,  Ecuador e Repubblica  Dominicana ( tramite gli Esperti per la Sicurezza a Bogotà ed a S.Domingo) Grecia, Ungheria e Romania. Il contributo di questa Direzione Centrale, per la parte di competenza,  si è esplicato soprattutto negli  importanti  profili operativi internazionali dell’operazione, favorendo e coordinando l’attività di scambio informativo con le polizie straniere e, quindi, promuovendo e sostenendo lo sviluppo di una efficace cooperazione internazionale antidroga; si segnala l’ avvio e lo svolgimento di  attività investigative parallele e congiunte, in particolare, nelle fasi iniziali dell’operazione, quelle con l’Ecuador, svolte anche con attività tecniche di intercettazione- in esito a rogatorie – favorite e coadiuvate dall’ Esperto per la Sicurezza in Colombia, indagini che hanno fornito rilevanti riscontri agli investigatori e permesso gli sviluppi operativi successivi. Ha fornito, inoltre, un contributo economico e tecnico alle attività investigative. 

Oggi, 17 settembre, si è svolta a Firenze presso l’Aula bunker Chelazzi della Procura della Repubblica  la conferenza stampa che ha illustrato gli eccellenti  esiti dell’ operazione LOS BLANCOS,  presieduta dal Procuratore Capo di Firenze -G. Creazzo  con la partecipazione di autorità di vertice e di elevatissimo spessore;

sono intervenuti : il Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo – F. Cafiero de Raho,  il Vice Direttore di EUROJUST – Dr. F. Spiezia, il Magistrato  della Procura di Amsterdam -Justine Asbroek, il Direttore Centrale Anticrimine della P. di S. dr. -F.  Messina, il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga – Gen. D. G. di F. A. Maggiore, il Direttore del Servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia della D.C.P.C.  -Gen. B. CC E. Spina, il  Capo dell’Unità Criminalità Organizzata dell’UE presso Europol -G. Raskos; nel corso della presentazione alla stampa della brillante operazione è stato trasmesso  anche un videomessaggio  di saluto del Direttore di  EUROPOL -Catherine De Bolle.  Presenti alla conferenza stampa anche il  Sost. Proc. Giulio Monferini  della Procura di Firenze, che ha coordinato l’indagine, il Questore di Firenze – dr. F. Santarelli,  il Prefetto di Firenze dott.ssa L. Lega,  il Direttore del Servizio Centrale Operativo della D.A.C. – Dr. F. Lamparelli, il Direttore del III Servizio Operazioni di questa D.C.S.A. -Gen B. CC R. Sciuto,  il Dirigente della Squadra Mobile, il Capo ed il personale della Sezione di quell’Ufficio, che ha svolto le complesse indagini con gli eccellenti risultati esposti, altri esponenti della polizia e della magistratura olandese e  l’Ufficiale di collegamento albanese in Italia.  Alla brillante attività  LOS BLANCOS  – modello esemplare della forza e dell’ efficacia delle indagini contro il narcotraffico svolte in cooperazione internazionale di polizia e giudiziaria- è  stato dato  ampio rilievo mediatico sia a livello nazionale comunicato stampa los blancos , che  internazionale – comunicato congiunto Europol Eurojust.

                         

 

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