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CIRCA 80 STUDENTI DELLE CLASSI TERZE A CONFRONTO CON GLI ESPERTI DELLA DCSA E CON LE UNITÀ CINOFILE DELLA GUARDIA DI FINANZA PER IMPARARE A RICONOSCERE I RISCHI DELLE SOSTANZE STUPEFACENTI

Nella giornata del 16 ottobre 2026, personale della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga ha svolto un incontro formativo presso l’Istituto Comprensivo “Via Anagni” di Roma, rivolto alle classi 3A, 3B, 3C e 3D della scuola secondaria di primo grado, per un totale di circa 80 studenti. L’iniziativa si inserisce nelle attività di prevenzione che la DCSA promuove sul territorio nazionale, con l’obiettivo di sensibilizzare gli adolescenti sui rischi legati all’uso di sostanze stupefacenti e di fornire strumenti di consapevolezza, informazione e tutela.

L’incontro è stato preceduto da una dimostrazione dell’unità cinofila antidroga della Guardia di Finanza, con personale del Gruppo di Roma e della Compagnia di Ciampino, che ha illustrato il rapporto operativo tra conduttore e cane, le tecniche di addestramento e le modalità di intervento nei principali contesti di prevenzione, come aeroporti, scali ferroviari e controlli su strada. La dimostrazione ha suscitato grande interesse, offrendo ai ragazzi un esempio concreto dell’impegno quotidiano delle Forze di polizia nel contrasto ai traffici di sostanze stupefacenti.

A seguire, gli operatori della DCSA hanno svolto la lezione frontale affrontando temi relativi alla diffusione delle droghe, agli effetti sull’organismo, ai rischi sociali e legali e alle dinamiche del traffico illecito. L’incontro ha favorito un dialogo aperto con gli studenti, che hanno posto numerose domande e mostrato particolare attenzione ai contenuti proposti.

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga conferma il proprio impegno nel promuovere attività di prevenzione nelle scuole, nella convinzione che l’informazione e la formazione rappresentino strumenti fondamentali per proteggere i giovani e contrastare il fenomeno delle dipendenze.

Dal 6 all’8 ottobre 2026 si è tenuta a Praga la INTERPOL Global Conference on Drugs and Illicit Substances Trafficking, un importante momento di confronto internazionale tra le autorità di polizia e gli organismi impegnati nel contrasto al traffico illecito di sostanze stupefacenti, iniziativa tesa a favorire lo scambio di informazioni ed esperienze, l’analisi delle nuove tendenze del narcotraffico e il rafforzamento della cooperazione tra i Paesi, con particolare attenzione all’evoluzione dei mercati illeciti, alla diffusione delle sostanze sintetiche e alle strategie investigative e operative per contrastare le reti criminali transnazionali. All’evento hanno preso parte rappresentanti qualificati di agenzie nazionali impegnate nel settore del contrasto al narcotraffico, in rappresentanza di oltre 100 Paesi.

Per l’Italia ha partecipato il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga, Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza dott.ssa Lorena Di Galante, accompagnato dal Direttore del I Servizio, Gen. B. CC Riccardo Piermarini, dal Direttore del II Servizio, Gen. B. G. di F. Claudio Ramponi, nonché dal Direttore della Sezione Nuove Sostanze Psicoattive, Ten. Col. CC Marco Cavallo.

Dopo il saluto di benvenuto del Ministro dell’Interno della Repubblica Ceca, Lubomir Metnar, e del Direttore Esecutivo della Direzione Supporto Investigativo di INTERPOL, Stephen Fry, i lavori si sono articolati in sessioni di approfondimento dedicate ai principali aspetti del contrasto al traffico internazionale di stupefacenti. L’attenzione si è incentrata sugli strumenti investigativi e sul supporto operativo messi a disposizione da INTERPOL, sulle implicazioni della legalizzazione delle droghe in relazione all’attività delle Forze di polizia e la sicurezza pubblica, nonché sul valore della cooperazione internazionale nella conduzione di operazioni congiunte. Ampio spazio è stato riservato anche alle esperienze maturate a livello nazionale, alle buone pratiche e alle trasformazioni del fenomeno criminale legato alle droghe, con l’obiettivo di individuare sfide comuni e rafforzare le strategie di contrasto a livello globale.

Nella prima giornata dei lavori, il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga ha partecipato alla Tavola rotonda “Anticipare il futuro – leader globali nella lotta alle minacce legate alla droga” (moderatore Stephen FRY), unitamente agli omologhi Direttori delle Agenzie Antidroga di Argentina, Botswana, Pakistan e Qatar. Nel corso dell’intervento, la dott.ssa Di Galante si è soffermata sul valore del modello organizzativo della DCSA, fondato sulla piena integrazione della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, nonché sulle specifiche competenze della medesima Direzione Centrale nel coordinamento delle investigazioni antidroga e nella cooperazione internazionale, nonché sulla rete degli Esperti per la Sicurezza all’estero. Ha inoltre evidenziato l’importanza del contrasto sul piano patrimoniale alle organizzazioni dedite al narcotraffico, richiamando il principio “follow the money” associato al metodo investigativo del giudice Giovanni Falcone, e la necessità di seguire i flussi finanziari illeciti per colpire le risorse economiche che alimentano il narcotraffico. In tale prospettiva, ha ribadito il ruolo delle nuove tecnologie, dell’analisi dei dati e della cooperazione internazionale per rendere più efficace l’azione di contrasto.

Nel corso dell’ultima giornata, nel panel “Visione futura: rafforzamento della cooperazione globale contro i crimini in materia di droga”, il Direttore della DCSA ha richiamato l’attenzione sulla crescente minaccia rappresentata dalle droghe sintetiche e dalle nuove sostanze psicoattive, evidenziando come la loro diffusione attraverso canali digitali e spedizioni postali di piccolo volume renda sempre più complessa l’attività di contrasto. Ha, quindi, sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale attraverso la condivisione tempestiva delle informazioni, lo sviluppo di indagini congiunte e l’impiego di tecnologie avanzate, illustrando una progettualità avviata dall’Italia d’intesa con INTERPOL volta a individuare e disarticolare le reti di distribuzione e a migliorare i sistemi di allerta sulle nuove droghe sintetiche. Al riguardo, il moderatore del panel, David Counter, Direttore dell’Area del crimine organizzato e dei reati emergenti di Interpol, si è soffermato sul rilievo dell’iniziativa italiana e sul convinto sostegno che INTERPOL fornirà al suo sviluppo.

Il programma ha previsto, inoltre, incontri bilaterali, nel corso dei quali la DCSA si è confrontata con rappresentanti di Egitto, Gambia, Panama e Repubblica Ceca.

A conclusione delle tre giornate, il Capo della Polizia della Repubblica Ceca, Martin Vondrasek, il Procuratore Generale della Repubblica Ceca, Lenka Bradacova, e il Segretario Generale di INTERPOL, Valdecy Urquiza, hanno tracciato le conclusioni della conferenza, esprimendo soddisfazione per il proficuo confronto tra i partecipanti. Nel ringraziare i presenti, le Autorità hanno ribadito l’importanza di rafforzare la cooperazione internazionale attraverso la tempestiva condivisione delle informazioni e lo scambio di best practice, strumenti essenziali per affrontare efficacemente una minaccia criminale globale, capace di superare i confini nazionali e di coinvolgere tutti i Paesi.

Nel quadro delle iniziative finalizzate a consolidare l’attività di cooperazione internazionale, anche attraverso l’apertura di nuovi Uffici antidroga all’estero, dal 27 al 29 luglio 2026, il Direttore Centrale per i Servizi Antidroga, Generale di Divisione dell’Arma dei Carabinieri Giuseppe Spina, unitamente al Gen. B. dell’Arma dei Carabinieri Riccardo Piermarini, Direttore del I Servizio “Affari Generali e Internazionali”, si è recato in Miami e Key West (Stati Uniti d’America) per una serie di incontri istituzionali.

In particolare, la delegazione, dopo aver incontrato il Vice Console Generale di Miami, Giacomo Montrasio, il 28 luglio, accompagnata dall’Addetto Militare USA presso l’Ambasciata di Roma, Col. Aimee Mowry, in Key West (Florida), ha partecipato a un meeting con il Direttore della Joint Interforce Agency Task Force South (JIATF-S), Contrammiraglio Jeffrey Randall e altri Alti Ufficiali e Funzionari dell’Agenzia che rappresenta un prestigioso e fondamentale riferimento nell’assetto di contrasto al narcotraffico, con compiti di analisi e coordinamento delle operazioni globali contro complesse organizzazioni criminali, valorizzando la cooperazione internazionale e interagenzia. Durante l’incontro sono stati esaminati gli scenari delle principali sfide future nel contrasto alle organizzazioni dedite al traffico internazionale di stupefacenti, con particolare riguardo al commercio di cocaina e di droghe sintetiche, e sono state delineate iniziative per l’ulteriore rafforzamento della collaborazione bilaterale.

Nella successiva giornata del 29 luglio, la delegazione, accompagnata dal Col. Aimee Mowry, in Miami, ha visitato lo U.S. Southern Command (USSOUTHCOM), ove ha incontrato Anthony Abati, Vice Direttore della Strategia, Policy e Piani, alla presenza di alti Ufficiali e Funzionari del Comando. Durante l’incontro sono state affrontate approfonditamente le tematiche relative al contrasto al narcotraffico, nell’ottica del consolidamento ulteriore della collaborazione tra Italia e Stati Uniti.

Nel corso delle riunioni sono state anche esaminate alcune progettualità di interesse comune in ambito operativo e formativo.

A conclusione degli incontri le delegazioni hanno manifestato ampia soddisfazione per il proficuo confronto e per i positivi e concreti sviluppi che ne potranno seguire.

Il giorno 21  Ottobre, Ufficiali e Funzionari appartenenti  alla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e il Capo del Dipartimento per la lotta contro i reati gravi e seriali della polizia lettone, Col.Peteris Bauska, hanno tenuto un incontro finalizzato ad illustrare sia  le metodologie di coordinamento nazionale tra le Forze di polizia italiane sia  i meccanismi di cooperazione internazionale nella prevenzione/contrasto alla criminalità organizzata e al narcotraffico utilizzati dalla DCSA.

Il workshop ha coinvolto, oltre ai citati esperti della DCSA, anche una delegazione di 10 rappresentanti della polizia lettone e l’Esperto per la Sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Vilnius, Ten.Col.CC Stefano Saccocci.

 

Al termine dei lavori, i partecipanti hanno espresso il loro apprezzamento per il proficuo confronto che ha consentito di acquisire ulteriori elementi conoscitivi sui rispettivi sistemi organizzativi nonché rilanciare le strategie comuni in materia di sostanze stupefacenti.

 

 

 

 

 In data 28 settembre  ha avuto inizio, presso la DCSA, il “5° seminario del progetto InFORMARE”, della durata di 10 giorni, che ha visto la partecipazione di 15 appartenenti a Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza provenienti da più parti d’Italia . L’attività formativa si inserisce nel citato progetto “InFORMARE”  realizzato dalla DCSA nell’ambito dell’Accordo Icarus in collaborazione con il Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri e finalizzato alla formazione, su tutto il territorio nazionale, di operatori delle Forze di polizia da indirizzare nelle scuole secondarie di primo e secondo grado per offrire agli studenti una corretta informazione circa le conseguenze dannose derivate dall’uso di sostanze stupefacenti.

Tra i tanti  temi trattati  spicca  la normativa antidroga, con un focus sulle conseguenze negative e le sanzioni per i minorenni coinvolti nell’uso o nello spaccio di droghe; la vendita di sostanze stupefacenti  che oggi avviene attraverso internet e i social media; la diffusione di droghe con particolare riferimento a quelle sintetiche, l’uso delle sostanze psicotrope  e alcol correlati alla all’incidentalità stradale  , le nuove sostanze psicoattive e i loro precursori, nonché le tecniche di ascolto, osservazione e public speaking.

Sono state inoltre svolte esercitazioni pratiche sviluppando delle presentazioni su power-point ,simulando  incontri in aula con gli studenti,  al fine di poter mettere in condizione ottimali  gli operatori di polizia  di  saper gestire in maniera adeguata ed efficace il confronto con alunni, professori e genitori

Oltre agli esperti della DCSA, hanno contribuito alle docenze medici, funzionari della Polizia Stradale e professionisti della comunicazione.

L’iniziativa formativa si inserisce tra gli obiettivi strategici della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga in tema di prevenzione, per sostenere le attività volte ad offrire ai giovani gli strumenti necessari per conoscere il fenomeno “droga” ed orientare con maggiore consapevolezza e responsabilità le loro scelte, nel rispetto della legalità e della tutela della salute.

Il 1° ottobre è stata presentata a Roma, presso la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Relazione Annuale 2025 (qui il comunicato stampa).

Il Direttore Centrale, Generale di Divisione dell’Arma dei Carabinieri Giuseppe Spina, alla presenza del Ministro dell’Interno, Prefetto Matteo Piantedosi, del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, e del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, ha illustrato i contenuti della pubblicazione, basata su informazioni derivanti dall’attività repressiva antidroga realizzata in Italia e all’estero, sui report delle Organizzazioni Internazionali competenti e sulle analisi degli Esperti per la Sicurezza dislocati nelle aree strategiche del narcotraffico, due dei quali sono intervenuti in collegamento dal Perù e dall’Iran.

Il Direttore Centrale, dopo la proiezione del video DCSA 2025 – “uniti verso nuove sfide”, ha confermato che il narcotraffico costituisce ancora la principale fonte di arricchimento della criminalità organizzata, illustrando come la nuova sfida delle Forze di polizia sia rappresentata dall’uso di tecnologie avanzate (quali le crittofonie), l’aumento della circolazione di nuove sostanze psicoattive e la diffusione di canali di vendita online. Nonostante i maggiori porti europei di Belgio, Spagna e Paesi Bassi si confermino il principale punto di ingresso dello stupefacente nel continente, la costante attività di contrasto esercitata dalla Forze dell’ordine ha spinto le organizzazioni criminali a variare le rotte ed i propri modi operandi, frammentando i carichi di stupefacente e prediligendo l’utilizzo di scali portuali minori, meno controllati e più permeabili.

Tali fattori, unitamente all’uso di tecnologie crittografiche, hanno contribuito a cambiare lo scenario del narcotraffico, riflettendosi anche nella diminuzione dei sequestri di cocaina in Europa (quasi il 50%) e in Italia (circa 44%).

Una criminalità organizzata sempre più interconnessa e ramificata a livello mondiale richiede sforzi congiunti tra i diversi dispositivi di contrasto, nazionali e internazionali. È questo il messaggio che ha voluto trasmettere il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, dott. Giovanni Melillo, sottolineando l’importanza di promuovere occasioni di confronto tra i differenti attori coinvolti nel settore. Un esempio concreto di efficace cooperazione è la crescente collaborazione tra squadre investigative italiane e dei paesi del Sud America, come Brasile, Argentina, Ecuador e Cile. Quest’ultimo, in particolare, ha recentemente innovato la propria normativa in materia di criminalità organizzata ispirandosi esplicitamente al modello italiano basato sul coordinamento delle indagini antidroga a livello centrale. In tale ambito, grazie alla rete degli esperti per la sicurezza, la DCSA costituisce il valore aggiunto per lo scambio di informazioni utili all’avvio di nuove indagini e al buon esito delle attività operative.

Il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani ha confermato come in questo scenario sia necessario rafforzare la cooperazione con le agenzie straniere, anche ampliando la rete di esperti presenti nelle aree di interesse strategico e operativo. Allo stesso modo, diventa imprescindibile, nella lotta alle organizzazioni criminali, l’adozione di una comune normativa riguardo le tecnologie crittografiche end-to-end, il cui utilizzo da parte dei sodalizi criminali costituisce un significativo ostacolo alle attività investigative e giudiziarie.

Il Ministro dell’Interno ha concluso i lavori esprimendo il proprio sostegno e plauso all’impegno profuso dalle Forze di polizia nella lotta al traffico di stupefacenti, una sfida complessa che coinvolge la salute pubblica, l’economia, la giustizia e la coesione sociale. Il contrasto al narcotraffico e l’abuso di sostanze costituisce un tema cruciale per il Paese e richiede risposte integrate e articolate nonché una costante cooperazione internazionale. In tale ottica, la DCSA rappresenta un punto di riferimento fondamentale in questa lotta che si conferma come una delle più difficili del nostro tempo.

Qui il video di presentazione della Relazione Annuale (versione italiana  e inglese )

 

 

 

 

Il 28 giugno il  Generale di Divisione dell’Arma dei Carabinieri, Giuseppe Spina assume l’incarico di Direttore Centrale per i Servizi Antidroga. 

Arruolatosi nel 1982, nel corso della propria carriera ha ricoperto molteplici incarichi di elevata responsabilità in diversi contesti operativi e istituzionali su tutto il territorio nazionale. Tali esperienze gli hanno consentito di consolidare un profilo professionale di alto livello, arricchito da una solida formazione multidisciplinare e da qualifiche specialistiche di rilievo. Ha, inoltre, conseguito prestigiose onorificenze in riconoscimento dei risultati conseguiti e del contributo fornito al servizio delle Istituzioni

Il nuovo Direttore Centrale subentra al Generale di Corpo d’Armata dell’Arma dei Carabinieri Pierangelo Iannotti, che ha ricoperto il ruolo apicale della Direzione Centrale per un biennio, dal 27 luglio 2023.

Catanzaro – Esecuzione di 9 misure cautelari e sequestri per oltre 47 milioni di euro.

Nel corso della giornata del 18 luglio, i finanzieri del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) e del Comando Provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura della Repubblica, con cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di 9 soggetti, accusati a vario titolo di avere promosso, diretto, finanziato, organizzato e realizzato un traffico internazionale di sostanze stupefacenti dal Sudamerica.

Contestualmente il G.I.P. ha disposto, altresì, il sequestro preventivo, anche per equivalente, del profitto dei reati contestati, determinato in oltre 47 milioni di euro, nonché di fabbricati e terreni il cui acquisto non risulta giustificato dai redditi dichiarati dai sodali, per un valore complessivo di circa 600.000 euro.

Le indagini, sviluppate dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) di Catanzaro e coordinate dalla locale DDA, hanno consentito di fare luce sull’operatività di un’organizzazione criminale dedita al narcotraffico, di matrice ‘ndranghetistica in quanto vicina alla cosca Gallace di Guardavalle, con referenti e basi logistiche in Lazio, Toscana, Sardegna e Lombardia e all’estero.

In particolare, sono stati acquisiti gravi indizi riguardo a plurime importazioni da parte dell’organizzazione di sostanza stupefacente del tipo cocaina dal territorio sudamericano, principalmente dal Perù, dalla Colombia e dal Brasile, Paesi dove dimoravano stabilmente alcuni sodali che curavano il reperimento dello stupefacente e le operazioni logistiche di occultamento dello stesso all’interno di container (tecnica del c.d. “rip-off”). Lo stupefacente veniva occultato all’interno di container successivamente caricati su navi cargo destinate a porti del Nord Europa (prevalentemente Rotterdam, Amburgo e Anversa) e nazionali (Gioia Tauro, Livorno, Civitavecchia, Genova e Trieste), dove entravano in azione altri componenti adibiti a esfiltrare la droga occultata all’interno dei container dall’area portuale.

Sono emersi gravi indizi circa le importazioni di cocaina tramite via aerea verso lo scalo di Francoforte e le spedizioni, tramite corriere, di cocaina liquida celata all’interno di succo di moringa ovvero occultata imbevendo di stupefacente le scatole di cartone contenenti frutta proveniente dalla Colombia.

L’organizzazione avrebbe commercializzato ingenti quantitativi di hashish destinati ai mercati di Roma, Grosseto e Milano, nonché appositi additivi chimici in grado di convertire la canapa legale in sostanza stupefacente e psicotropa, oltre ad avere allestito numerose piantagioni di marijuana in Toscana, Lazio e Calabria.

L’analisi delle chat criptate (con le quali i membri dell’organizzazione pianificavano accuratamente le attività costituendo “chat di gruppo” cui partecipavano tutti i soggetti coinvolti nella singola operazione illecita), consentiva l’identificazione di buona parte dei componenti del sodalizio, in cui rivestiva un ruolo centrale un broker calabrese ritenuto “uno dei referenti più grossi della Calabria”, di stanza in Germania. Le operazioni illecite sarebbero state tutte dirette e coordinate da un elemento di vertice della cosca GALLACE, esponente apicale della ‘ndrangheta. Sono state quindi ricostruite, per il periodo maggio 2020 – marzo 2021, importazioni di narcotico per oltre 1 tonnellata di cocaina e più di 200 kg di hashish e sono stati ricondotti all’organizzazione 17 sequestri (per oltre 400 kg di cocaina) effettuati in Italia e all’estero.

Infine, all’esito di ulteriori attività investigative, è stata delineata l’operatività attuale dell’organizzazione e, al termine di mesi di collaborazione con la D.E.A. e con l’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga di stanza a Lima (Perù), in data 19 settembre 2022, è stato sottoposto a controllo un container (proveniente dal Perù) contenente caffè, giunto al porto di Trieste, al cui interno sono stati rinvenuti e sequestrati circa 100 kg di cocaina.

 

 

 

Latitante da quasi tre anni, era tra i 100 ricercati più pericolosi. Coordinava il traffico di droga tra Spagna e Italia per conto della camorra.

Dopo circa tre anni di latitanza è stato catturato Simone Bartiromo, broker del narcotraffico internazionale, ritenuto membro di un’organizzazione criminale camorristica dedita al traffico internazionale ed organizzato di droga su larga scala. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, con la collaborazione della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, hanno rintracciato ed eseguito a Orihuela – Alicante (Spagna), con il supporto in fase esecutiva di personale dell’Udyco – Policia National di Madrid, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti del latitante internazionale di camorra, inserito nell’elenco del Ministero dell’Interno – Latitanti Pericolosi (video dell’operazione).

Secondo quanto ricostruito, il prevenuto avrebbe svolto tra l’altro un ruolo di primo piano sia all’interno del clan camorristico “Sorianiello”, attivo in particolare nel Rione Traiano, legato al sodalizio di Secondigliano, nonchè all’interno del clan “Amato-Pagano” c.d. scissionisti. Il Bartiromo, in sostanza, avrebbe costituito il principale canale di approvvigionamento di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina e hashish, gestendolo direttamente dalla Spagna, unitamente a membri di altre organizzazioni criminali dedite al traffico di droga.

Bartiromo è gravemente indiziato di essere un broker del narcotraffico inserito pienamente nel sistema camorristico partenopeo, con specifiche conoscenze delle strutture criminali albanesi e spagnole, e di avere incentrato le proprie attività nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti e nell’approvvigionamento del narcotico destinato alle piazze di spaccio ricadenti nell’area di Napoli – Rione Traiano, nei quartieri cittadini di Scampia e di Secondigliano, nei comuni di Melito di Napoli e di Mugnano di Napoli nonchè in alcune province della Sicilia (Palermo e Catania) e della Puglia (Foggia e Brindisi) con analoghe attività di narcotraffico da e verso il territorio spagnolo.

Nella giornata dell’8 luglio, il Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma dei Carabinieri – col supporto in fase esecutiva dei Comandi Provinciali Carabinieri territorialmente competenti e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria” – ha eseguito nelle aree di Roma, Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, L’Aquila, Latina e Pistoia, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della DDA capitolina, nei confronti di 28 indagati di nazionalità italiana e albanese (video dell’operazione).

L’attività investigativa del ROS, denominata “ANEMONE”, ha permesso di svelare l’operatività di un’associazione criminale di matrice ‘ndranghetista dedita al narcotraffico ed operante nella Capitale, facente capo ad un 57enne calabrese precedentemente condannato in via definitiva per associazione mafiosa e ritenuto elemento apicale della locale di ‘ndrangheta di Volpiano (Torino), promanazione di una delle ‘ndrine di Platì (Reggio Calabria). Trasferitosi a Roma agli inizi degli anni 2000, ha assunto il controllo dell’area del quartiere romano di San Basilio, promuovendo la nascita di un’associazione composta, tra gli altri, anche dai tre figli, con legami stabili con una struttura criminale albanese utilizzata per gli aspetti logistici (estrazione dei carichi dai porti spagnoli e olandesi nonchè per il successivo trasporto) e per lo smercio della droga in altre zone della Capitale. Acquistata in Sudamerica, la cocaina veniva fatta giungere tramite container in alcuni porti della Spagna, di Rotterdam in Olanda e di Gioia Tauro in Italia, per poi essere smerciata al dettaglio sul mercato romano.

Nel complesso sono stati contestati agli indagati 80 capi di imputazione per operazioni di traffico per oltre 1 tonnellata di cocaina e per 1497 kg di hashish, nonchè un episodio di tortura aggravata dal metodo mafioso, contestato a 4 indagati italiani che avrebbero privato della libertà personale uno spacciatore, causandogli sofferenze fisiche e un trauma psichico. Le torture inferte sono state riprese con un telefono cellulare, per diffonderne successivamente il video al fine di generare nella vittima e nei soggetti dediti alle attività di smercio di sostanze stupefacente in zona San Basilio, sentimenti di paura, omertà e assoggettamento al volere del gruppo criminale. Inoltre è emerso che gli indagati utilizzavano sofisticati sistemi criptofonici per le comunicazioni operative e per eludere le attività di controllo. I dispositivi venivano forniti da una vera e propria centrale di smistamento individuata a Roma e facente capo ad un 46enne albanese.  

L’attività di indagine – grazie alla estesa cooperazione internazionale avviata – ha consentito di localizzare in Spagna 5 latitanti per reati in materia di stupefacenti il cui arresto, su indicazione del ROS, è stato eseguito dalle autorità di polizia locali. Complessivamente, l’indagine, conclusa con l’emissione di 28 provvedimenti cautelari detentivi, 6 interrogatori preventivi, l’arresto in flagranza di reato di 11 soggetti, nonché, all’estero, di 5 latitanti ed il sequestro di ingenti quantitativi di stupefacente (per lo più cocaina ed hashish), ha dimostrato/confermato: l’infiltrazione del territorio romano di organizzazioni, dedite al narcotraffico, di matrice ‘ndranghetista; l’alleanza, ormai strutturale, nello specifico settore, tra la ‘ndrangheta e paritetiche organizzazioni criminali albanesi che, forti della loro ramificazione in molti paesi europei e non solo, garantiscono canali alternativi di approvvigionamento e, soprattutto, la possibilità di utilizzare porti stranieri, ove esercitano il loro controllo, per diversificare le narco-rotte; la centralità del Porto di Gioia Tauro per le importazioni di cocaina; l’esistenza di accordi/regole che consentono a organizzazioni di diversa matrice di spartirsi le più redditizie aree di smercio del narcotico nella Capitale; l’utilizzo sistemico di strumenti tecnologici evoluti e non direttamente intercettabili, per le comunicazioni operative.   Le indagini sono state condotte in cooperazione internazionale con diverse polizie estere e sono state supportate dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, da Interpol – progetto I-CAN, dalla rete @net della DIA, nonchè dalle Agenzie Europol ed Eurojust. La fase esecutiva in Albania è stata assicurata dalla Forza Operazionale del Dipartimento della Polizia Criminale.     

 

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